Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Massimo Bisin (Olimpia Milano)

Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Massimo Bisin (Olimpia Milano)

Dopo 5 stagioni l’Olimpia torna nella massima competizione di categoria, Massimo Bisin è soddisfatto del lavoro svolto nel settore giovanile di Milano o c’è spazio, quest’anno, di togliersi qualche altra soddisfazione?

Soddisfatto in parte, perchè le scelte fatte e condivise da tutti noi ad inizio stagione, e mi riferisco in modo particolare ai doppi tesseramenti, non hanno permesso al gruppo di lavorare con continuità durante la stagione. Ma sono molto contento per come la squadra ha lavorato, con lo staff, nell’ultimo periodo. E a questo proposito, e indipendentemente dall’incidente che purtroppo mi è capitato, voglio e devo ringraziare tutti i componenti del mio staff (a cominciare da Paolo Galbiati), tecnico e organizzativo, che ci hanno portato qui ad Udine e ci hanno regalato questa opportunità lavorando con grande passione anche nelle situazioni più difficili.

Arrivate a queste finali nazionali come terza forza del vostro raggruppamento (dietro a Casalpusterlengo e Biella), fin dove si vuole spingere l’Armani Milano? È vero che un annata non la si giudica solo dal piazzamento finale, ma c’è un obiettivo minimo che la squadra vuole raggiungere a Udine?

Non ci siamo dati un obbiettivo preciso perchè l’idea è di fare il meglio possibile, anche in termini di risultati, e sappiamo bene che non sarà facile perchè qualcuna delle squadre avversarie è davvero forte e preparata. DIciamo di conseguenza che l’obbiettivo minimo è superare il primo turno col miglior piazzamento possibile nel nostro girone, che è già piuttosto difficile.

Tre squadre del vostro raggruppamento direttamente alle Finali (Casalp, Biella, Milano), ma altre tre del vostro girone (Desio, Torino, Moncalieri) che si sono qualificate attraverso gli spareggi interregionali, questo a significare il grande valore del vostro piazzamento. Aver affrontato una prima fase di così alto livello e averla superata brillantemente vi dà una carica in più?

Sapevamo di avere un girone iniziale piuttosto competitivo, quindi direi che non ci sono grandi sorprese da questo punto di vista. Arrivare a Udine è comunque motivo di soddisfazione, e credo lo sia per tutte le partecipanti; quindi adesso la carica va preparata e gestita con la giusta dose di esplosivo.

A Udine troverete Bologna, Torino e Biella. Se la prima sembra la netta favorita di queste finali, Torino e Biella le conoscete molto bene, avendole incontrate nella prima fase. Partiamo da Bologna, secondo te rispetterà i pronostici e arriverà fino in fondo?

Ho avuto la possibilità di partecipare alle finali nazionali e vedere la Virtus, lo scorso anno, vincere a Udine il titolo italiano. Per giocatori a disposizione, staff tecnico, organizzazione, senza dimenticare nessuno ovviamente e con grande rispetto verso tutte le altre (noi compresi), penso sia la vera netta favorita della manifestazione.

Passiamo a Biella: in stagione regolare avete un record di 0-2. All’andata siete stati sconfitti per 48-62 dopo un ultimo periodo letale (6-20), mentre al ritorno avete avuto in mano con De Bettin la palla della vittoria anche se a trionfare è stata l’Angelico (68-67). Che impatto psicologico possono avere queste due sconfitte con Biella, dato che sarà appunto un’avversaria del vostro girone?

Francamente non credo che guarderemo molto ai risultati precedenti; saremo certo più attenti nel preparare le situazioni e le contromosse (cosa del resto che faranno anche loro). Arrivati qui si vuole migliorare sempre quanto fatto in stagione; normale sia così, e quindi noi cercheremo di ribaltare i precedenti risultati anche partendo dalla considerazione che il livello tecnico/agonistico delle 2 squadre in questione mi sembra molto vicino.

Se con Biella avete incassato due sconfitte, con Torino avere portato a casa due vittorie su due (68-56 e e 64-78): questo può essere un aiuto in vista del vostro incontro?

Anche qui penso che si debba ripartire da zero; si , nel nostro girone abbiamo vinto 2 volte, e questo non ci dà nessun credito per le prossime finali nazionali. Dobbiamo dimostrare nuovamente a tutti di essere più forti di Torino e solo il campo ci potrà dare questa convinzione.

Oltre alla già citata Virtus Bologna, quali squadre secondo te hanno le carte in regolare per arrivare a giocarsi la finalissima del 2 giugno?

Vorrei citare solo Biella (e spero di non mancare di rispetto a nessuno). Lo faccio anche perchè l’anno scorso ho avuto la possibilità di lavorare e di vivere le finali under 19 qui ad Udine con Federico Danna e il gruppo ’93; penso che loro, per compattezza, valore, organizzazione, possano andare molto avanti nel torneo.

È brutto parlare dei singoli, ma nella tua squadra c’è qualche giocatore che il prossimo anno potrebbe fare il salto in qualche categoria senior di alto livello? Il play Amato e capitan De Bettin possono essere considerati i due trascinatori del gruppo?

Il talento importante di Andrea Amato e l’intelligenza e il modo bellissimo di “vivere la palestra” di Federico De Bettin credo e spero possano farli diventare protagonisti in campo di queste finali udinesi. 2 giocatori come loro sono trascinanti e lo hanno già ampiamente dimostrato durante la stagione. Ma sinceramente credo che qualcun altro del gruppo Olimpia Armani Milano saprà togliersi belle soddisfazioni, ad Udine. Lo auguro col cuore a tutti loro.

Chiudiamo con uno sguardo agli altri, c’è un giocatore che non vorresti avere di fronte alle Finali Nazionali?

No, sono felice che ci siano tutti e possano dimostrare il loro valore. Come è giusto che sia visto si sono meritati questa vetrina. Buone finali a tutti.

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