Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Mauro Zambelli (Comark Bergamo)

Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Mauro Zambelli (Comark Bergamo)


Continua la fase di avvicinamento alle Finali Nazionali U19 d’Eccellenza. Dopo l’intervista a coach Cini (Virtus Siena), la parola passa all’allenatore della Comark Bergamo, Mauro Zambelli.

 

La Bluorobica ha sempre abituato a grandi imprese a livello nazionale, dimostrandosi una delle migliori società a livello giovanile. Quest’anno, dopo il 3° posto conquistato nel girone B, si presenta alle Finali Nazionali con quale obiettivo?

Ti ringrazio per i complimenti alla Società: siamo felici di essere ancora tra le migliori sedici squadre d’Italia e di dare un seguito alla bella storia dei gruppi Bluorobica passati.

Ci presentiamo ad Udine con l’obiettivo di sempre: mettere in campo in ogni incontro tutte le nostre qualità individuali e di squadra, provando a vincere ogni gara.Se riusciremo ad esprimere tutto il nostro potenziale, torneremo a casa fieri di noi, a prescindere dal turno raggiunto.

A Bergamo, sull’onda degli importanti piazzamenti raggiunti negli anni passati, ormai tendiamo a dare per scontate le vittorie: ogni annata è però diversa e questo gruppo è consapevole di quanto sia stato sudato il cammino che ci ha portato alle finali a fronte di una concorrenza agguerritissima.

 

Girone tutt’altro che facile quello in cui è stata inserita la Comark. A farvi compagnia vi aspettano Livorno (vincitrice del suo raggruppamento), Venezia (seconda del vostro raggruppamento) e Rimini, che anche lei (come voi) è dovuta passare per gli spareggi interregionali. Cosa ti aspetti da queste tre partite?

Ci siamo qualificati come squadra di quarta fascia, per cui non esisteva la possibilità di un girone facile: mi aspetto tre battaglie da vivere con lo spirito di chi vuole fare un’impresa.

Con Livorno sarà una bella rivincita dopo le sfide felici dello scorso anno: sappiamo che sono molto combattivi, ben allenati e qualitativamente ancora migliori rispetto alla passata edizione, come testimonia il primato nella prima fase.

Venezia è una compagine molto fisica che quest’anno sta meritatamente mettendo a frutto il cammino cominciato lo scorso anno con quintetti molto pesanti ed in partenza poco redditizi. Alle qualità atletiche hanno saputo aggiungere un gioco perimetrale di alto profilo battendoci senza discussione in entrambe le gare di regular season.

Rimini vanta tre giocatori con minutaggi importanti in DNB, ha superato a punteggio pieno il proprio girone interzona eliminando una bella squadra come Reggio Emilia e di sicuro sarà avversaria ostica tanto quanto Livorno e Venezia.

 

Uno sguardo a Venezia, squadra che conoscete bene visto il doppio confronto in stagione regolare: le due sconfitte subite contro la Reyer (entrambe con punteggio di 60-51) come possono incidere dal punto di vista psicologico in vista del match del 28 maggio?

Dal punto di vista psicologico, ma anche da quello tecnico, spero che le passate sconfitte siano di stimolo per capire, al di là dei valori dei singoli, cosa è mancato collettivamente per poter competere per i primi due posti nel girone B. Soprattutto nella gara esterna ci siamo permessi di giocare a basso ritmo e senza la giusta aggressività alcune fasi della gara: Pipitone, Candussi e Guisse garantiscono una protezione dell’area che non possiamo pensare di attaccare senza correre o passandoci poco la palla.  Di contro serviranno concentrazione e coraggio per limitare il loro strapotere a rimbalzo offensivo e le capacità sia fronte che spalle a canestro di Vildera.

 

Se la vittoria con la Virtus Bologna (pur priva di un paio di giocatori importanti) vi aveva dato la carica giusta per affrontare l’interzona, la pesante sconfitta a Pesaro contro la Montepaschi (dopo due facili vittorie con Roseto e Arona) ha mostrato qualche vostro limite o può essere classificata come un incidente di percorso?

La dimensione della sconfitta con Siena non è stata di certo un incidente di percorso, ma ha mostrato a tutti i limiti mentali e tecnici su cui lo staff sta insistendo da tanti mesi, anche in momenti in cui si susseguivano le vittorie. Per alcuni ragazzi non bastano i continui moniti, ma purtroppo è necessario “picchiare la faccia contro il muro”: ora è chiaro a tutti che se non ci si esalta a sufficienza quando le cose vanno bene e di contro ci si deprime di fronte ai primi problemi, non è possibile competere ad alto livello. Non solo nella pallacanestro, per altro..

 

Il terzo posto nel vostro concentramento rimane comunque un grande risultato, che ha garantito l’accesso all’interzona, da cui il biglietto per queste Finali Nazionali. Come giudichi fino ad adesso la vostra stagione? C’è spazio per togliersi qualche altra soddisfazione?

Da allenatore ritengo che la squadra e i singoli giocatori abbiano rispettato l’evoluzione che ci eravamo prefissati ad inizio anno: il nostro giudizio sulla qualità del lavoro non dipenderà da una vittoria in più o in meno ad Udine.

Abbiamo cominciato con un progetto nuovo sul gruppo ‘94 ad Agosto 2011 e, ad un mese dal termine della loro storia nel giovanile, vedo tanti ragazzi pronti per entrare nel basket senior almeno di medio livello, con qualche elemento che può pure ambire a qualcosa di più. 

I risultati inoltre ci hanno sorriso, con due Finali Nazionali DNG raggiunte e due campionati di Serie C Regionale disputati egregiamente, con l’exploit del quinto posto di quest’anno, assolutamente non banale per una squadra totalmente Under in un contesto di giocatori adulti spesso anche provenienti da categorie superiori.

Di sicuro però non giocheremo questa manifestazione da appagati, ma con grande fame per provare ad arrivare il più in alto possibile: nelle ultime settimane vedo i ragazzi lavorare con la motivazione consona alla difficoltà delle sfide che ci attendono.

 

A parte le scaramanzie di rito, quali credi siano le due squadre che potranno arrivare a giocarsi la vittoria finale del 2 giugno?

Nominarne due (e portare sfortuna solo a quelle) sarebbe molto riduttivo.. a parte la favoritissima Virtus Bologna, c’è un lotto di ottime squadre che può ambire a giocarsi la finale: ho già parlato di Venezia, nell’ordine aggiungerei Casalpusterlengo che ha lavorato negli anni con grande competenza e valido reclutamento, Montepaschi Siena che ha un’enorme profondità di roster che fa la differenza in una competizione ad incontri ravvicinati, Biella che coniuga sempre benissimo qualità individuali ad organizzazione e spirito di gruppo, senza dimenticare la “solita” tenacia della Stella Azzurra Roma.

 

Cosa dirai ai tuoi ragazzi alla vigilia di queste finali?

Ai ragazzi dirò che devono essere orgogliosi di essersi guadagnati la partecipazione ad una manifestazione tanto prestigiosa, perciò non saranno ammesse facce tristi alla prima difficoltà: divertirsi, aiutarsi, esaltarsi e nessuna pressione psicologica autoindotta.

Inoltre ribadirò che si metterà in luce individualmente solo chi saprà far vincere la propria squadra, perciò egoismi realizzativi non avranno ragione d’essere. 

 

Alle Finali ci saranno alcuni giocatori che hanno già fatto il loro esordio addirittura in serie A (vedi Virtus Bologna). Chi è il giocatore che ti ha impressionato di più? C’è qualche giocatore che vorresti rubare ai tuoi colleghi?

Anche qui la scelta è difficilissima: sono veramente numerosissimi i giocatori bravi che il campionato di DNG ha messo in mostra, considerando anche quelli non qualificati.

Tra i ‘94 menziono Imbrò perchè dopo averlo incontrato all’interzona con Trapani e alle finali nazionali con Virtus Siena e Virtus Bologna lo scorso anno, sarebbe un piacere affrontarlo anche nel suo ultimo anno giovanile (vorrebbe dire tra l’altro avere superato un paio di turni!) e Amato di Milano perchè, oltre ad essere un playmaker molto valido, è uno scacchista come me.

Aggiungo qualche ‘95: Vencato di Casalpusterlengo che ha disputato un’eccellente stagione in DNA, Vildera di Venezia, Benvenuti di Livorno..

Chiudo ringraziando per l’ascolto e augurando buone finali a tutti.

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