Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Simone Cini (Virtus Siena)

Alla scoperta delle giovanili: intervista esclusiva con Simone Cini (Virtus Siena)

Con le Finali Nazionali Under19 d’Eccellenza ormai alle porte, viviamo l’avvicinamento della Virtus Siena attraverso le parole del suo coach Simone Cini.

 

Come ogni anno, la Virtus Siena avrà un ruolo da protagonista in queste Finali Nazionali (2° posto nel 2011 e spareggio per i quarti nel 2012), con la qualificazione ottenuta con due giornate di anticipo. Quest’anno qual è il vero obiettivo?

Non arriviamo a queste finali con un obiettivo dichiarato o aspettandoci di arrivare in qualche posizione particolare, il nostro obiettivo  è quello di giocare una partita alla volta al massimo delle nostre possibilità, cercando di migliorarci tra una e l’altra e anche durante la stessa. Sappiamo che i risultati/piazzamenti ottenuti negli ultimi anni dai nostri U19 non sono facili da ripetere ed appunto per questo non possiamo guardare troppo più in là della prossima partita che ci apprestiamo ad affrontare. Un obiettivo che ci prefissiamo, comunque, è senz’altro quello di vendere cara la pelle.

Simone CiniA Udine ci saranno Desio (in grande crescita a livello giovanile), Stella Azzurra (storica rivale) e Pesaro (già affrontata due volte in stagione) ad attendervi nel girone D. Cosa ti aspetti in queste tre partite?

Siamo in un girone dove troviamo delle realtà importanti del panorama cestistico giovanile italiano, squadre che come noi hanno voglia di fare bene. Mi aspetto partite molto combattute e gare molto equilibrate, non sarà scontato niente e il risultato verrà deciso dai particolari. Siamo alle Finali Nazionali e ognuno tira fuori tutto quello che ha nelle singole partite, inteso come carica agonistica, tecnica ed attenzione.

Pesaro appunto, una vostra conoscenza visto che avete combattuto con loro per aggiudicarvi uno dei primi tre posti del raggruppamento (conquistati insieme a Livorno). Nei due match della stagione, forse quello a Pesaro è stato il tonfo più pesante dell’anno (79-61 in favore di Pesaro), mentre al ritorno vi siete rifatti con un +12. È un vantaggio avere nel girone D una squadra che già conoscete, ma che vi ha dato molto filo da torcere?

La sconfitta a Pesaro fu pesante, la più pesante dell’anno in un momento dove contava molto vincere o perdere, ma grazie a quella batosta siamo cambiati, abbiamo parlato, ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo cambiato registro nelle cose in cui secondo me avevamo delle difficoltà. Un vantaggio particolare non penso ci sia, eventualmente per il fatto che comunque sappiamo contro chi giochiamo e cosa dobbiamo o non dobbiamo fare per provare a portare a casa la partita, ma questo vale per noi come vale per loro.

16 squadre al via, domanda secca: chi arriverà fino in fondo?

Penso che Virtus Bologna sia la squadra più completa e dominante del torneo, per organico e staff.

Alcune squadre le hai già incontrate, altre le avrai studiate, c’è uno o più giocatori che ti hanno colpito e che vorresti “rubare” ai tuoi colleghi allenatori?

Ci sono tanti buoni giocatori che mi piacciono e più che “rubare”, che mi piacerebbe allenare, da Imbrò, Fontecchio, La Torre, Brighi, Candussi ecc… Ma comunque non mi posso lamentare, anche nella mia squadra ci sono ottimi giocatori e soprattutto ragazzi che hanno voglia di lavorare e di far emergere la squadra.

Un gruppo, quello dell’U19, con molti giocatori impegnati in DNB, che sta disputando in questi giorni i playoff. Questa sicuramente è una grande occasione di crescita per i ragazzi, ma potrebbe esserci difficoltà nell’effettuare allenamenti a ranghi completi, andando quindi a minare la preparazione in vista di queste finali?

L’andare avanti nei play off con la prima squadra, dove sono impegnati molti ragazzi dell’ U19, è anche motivo di orgoglio per me e per la società, l’esperienza che maturano i ragazzi in queste partite vale molto e spero venga utilizzata nei momenti che conteranno alle Finali. Quando un allenatore accetta di lavorare in una società che punta molto sui giovani nella prima squadra, è consapevole che il lavoro a ranghi completi non sarà routine, anzi… Senz’altro potersi allenare insieme non farebbe affatto male, ma questo non è un problema, siamo abituati e ci deve servire per essere più concentrati negli allenamenti cui siamo tutti.

In uno sport dove il collettivo conta e non poco, parliamo un po’ anche dei singoli. Chi secondo te haPierfrancesco Oliva le capacità e le doti per poter ambire a palcoscenici importanti della pallacanestro italiana? In un gruppo fatto da 94’ e 95’ spicca anche un ’96 molto interessante, Pierfrancesco Oliva, oltre a Cucco, Bianconi Rovere e Reali che sono stati quelli che hanno impressionato maggiormente in questo campionato.

Fare un nome a dispetto di altri non mi sembra giusto, la forza della nostra squadra durante l’anno è stata quella di poter alternare più protagonisti all’interno delle partite, che questi fossero anche ragazzi con un minutaggio minore rispetto ad altri, che si sono fatti trovare pronti quando venivano chiamati, quindi non farò nomi. Se avranno umiltà e spirito di sacrificio ce ne sono diversi che non mi meraviglierei “sfondassero”. Pierfrancesco (nella foto) è un ragazzo che ha delle doti fisiche e tecniche di livello assoluto. Questi sono doni, per chi come lui vuole puntare in alto , se riuscirà a capire che non sono le uniche armi di cui avrà bisogno per ambire a palcoscenici importanti e lavorerà per ottenerle, potrà diventare un top player assoluto.

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