Analisi FIBA U18 Europe di ITALHOOP

Analisi FIBA U18 Europe di ITALHOOP

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Analisi FIBA U18 Europe 2015. La Nazionale U18 chiude all’11° posto l’Europeo di Volos con un bilancio di 5 vittorie e 4 sconfitte. Dopo un first round incoraggiante, gli azzurri falliscono l’accesso tra le prime 8 d’Europa a causa della sconfitta nella gara decisiva contro la Bosnia ed Erzegovina.

First round:

  • Italia-Turchia 48-49: esordio durissimo per gli azzurri contro i futuri vice-campioni europei. In una gara dal punteggio bassissimo, i ragazzi di coach Capobianco sono bravi a rimanere incollati al match per tutto l’arco della gara nonostante le prestazioni di Korkmaz e Yurtseven. Nell’ultimo periodo l’Italia prova a beffare i turchi grazie alle giocate di Totè e Sgorbati, ma Bayrak e Taskiran chiudono definitivamente i conti.
  • Italia-Russia 63-54: gara già da dentro o fuori per l’Italia, costretta a vincere per giocare con più tranquillità il match successivo contro la Finlandia. L’inizio degli azzurri è veemente, con soli 4 punti concessi ai russi nei primi 10 minuti. Nel secondo periodo Yakushin e compagni riducono il gap, andando al riposo lungo sul 28-25. Al rientro dagli spogliatoi l’Italia è brava a riportarsi in vantaggio con le triple di Caroti, le giocate di La Torre e la grande partita di Cesana (10 punti + 9 rimbalzi + 6 assist). Prima vittoria dell’Europeo per i “97” di coach Capobianco.
  • Italia-Finlandia 72-68: primi 20 minuti di studio tra le due squadre, con nessuna delle due che prende vantaggi significativi. Markkanen mette in grossa difficoltà la difesa azzurra e la Finlandia si trova a condurre di 3 lunghezze a 10 minuti dalla fine. Caroti e sopratutto uno scatenato Moretti non ci stanno e ribaltano l’inerzia del match, portando l’Italia a condurre. I liberi di La Torre fissano il punteggio sul 72-68 finale.

Second round:

  • Italia-Grecia 52-63: l’esordio nel Second round è contro l’altra futura finalista e vincitrice dell’Europeo, la Grecia, che impone fin dall’inizio il proprio ritmo al match. Papagiannis e Charalampopoulos impazzano nella difesa azzurra per 30 minuti, l’Italia prova a ricucire nel finale ancora una volta con Moretti, ma il divario è troppo ampio e la sconfitta risulta essere giusta visto il livello e il gioco mostrato dalle squadre.
  • Italia-Lituania 77-70: grazie alla vittoria contro la Lituania, l’Italia continua a cullare il sogno di entrare tra le prime 8 d’Europa. Il primo tempo è ancora una volta equilibrato e al rientro dagli spogliatoi l’Italia mette la freccia: Cesana gioca un’altra super partita, ma è Totè a stupire per la varietà di conclusioni messe in mostra. La Lituania ci prova con Sedekerskis e Berucka ma sono gli azzurri a strappare la vittoria.
  • Italia-Bosnia ed Erzegovina 59-72: gara da dentro o fuori, chi vince va ai quarti, chi perde finisce fuori dalle prime 8 d’Europa. Purtroppo la partita prende ben presto la via della Bosnia, che mette in campo molta più intensità fin dai primi possessi di gioco. L’Italia scopre un ottimo Bolpin capace di realizzare 20 punti con 5 triple, colpevolmente trascurato in panchina nelle gare precedenti. Atic domina il match con 24 punti, 17 rimbalzi, 5 assist e ben 13 falli subiti. La Bosnia festeggia, l’Italia è fuori dalle prime 8.

Classification games 9th – 16th place:

  • Italia-Ucraina 87-69: match piuttosto agevole per gli azzurri, che riescono ad accumulare un buon margine fin dal primo tempo. Con Bucarelli e Totè a riposo precauzionale, è ancora Bolpin con 20 punti a trascinare gli azzurri, ben coadiuvato dai 18 di Moretti. Solida la gara di Guariglia che realizza 6 punti catturando 9 rimbalzi e distribuendo 6 stoppate. 9 punti in 10 minuti di gioco per La Torre, ancora alle prese con problemi fisici. Con questa vittoria l’Italia ha la possibilità di giocare i match che valgono dal 9° al 12° posto.
  • Italia-Russia 67-82: nuovamente la Russia sul cammino degli azzurri, ma questa volta sono i nostri avversari ad avere la meglio. Il terzo quarto è fatale ai nostri ragazzi, che subiscono un parziale di 14-26 e non riescono più a recuperarlo. Ancora una volta Bolpin e Moretti sono i migliori realizzatori per gli azzurri, mentre tra le file russe Yakushin e Karpenkov mettono in mostra le giocate migliori. Italia alla finalina per l’11° posto.
  • Italia-Croazia 73-57: l’Italia supera la rimaneggiata Croazia e chiude l’Europeo all’11° posto. Gara chiusa sostanzialmente nei primi 20 minuti in cui gli azzurri hanno preso 18 punti di vantaggio, gestiti sapientemente fino al termine della gara. Cinque i giocatori in doppia fila per la nazionale azzurra: Candi, Cesana, Bolpin, Moretti e Guariglia. Dall’altra parte il solo Zubac con la doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi ha provato ad impensierire l’Italia.

Analisi FIBA U18 Europe 2015

11° posto: piazzamento che fa decisamente male. Fa male perché questa nazionale solo 2 anni prima aveva sfiorato una medaglia europea e si era qualificata al Mondiale Under 17. Essere scavalcati nei ranking in questo modo deve almeno far porre delle domande a chi gestisce questo movimento. Se le sconfitte contro dei top team come Turchia e Grecia ci possono stare, ci può stare meno essere sbattuti fuori dalla Bosnia o perdere di 15 punti contro la Russia. Gli acciacchi fisici di molti giocatori non hanno di certo aiutato il lavoro di coach Capobianco, ma nessuna squadra si è presentata alla manifestazione con 12 giocatori al top della forma.

Il 40.6% da 2 punti evidenzia tutti i limiti dell’attacco azzurro (penultimo dato di tutto l’Europeo), come il 68.8% dalla lunetta ci fa capire quanti punti abbiamo lasciato per strada… abbiamo avuto il terzultimo dato di assist distribuiti per partita (13.4), segno che le iniziative individuali, spesso al termine dei 24″, sono state decisamente eccessive. Un impianto di gioco stile “Nazionale maggiore” è apparso totalmente inadatto a questa nazionale e giocatori come La Torre o Totè ne hanno risentito: il primo è stato sempre avulso dal gioco, non avendo mai realmente la palla in mano, mentre il secondo è stato sfruttato in post basso e per portare dei blocchi, lasciando totalmente inesplorate le sue capacità lontano da canestro.

La spedizione, forse, più deludente dell’intera estate azzurra.

Il leader: Andrea La Torre era il leader designato di questa nazionale e il suo Europeo non è stato all’altezza delle sue potenzialità, inutile girarci intorno. Andrea è sicuramente il primo a saperlo, ma non è di certo diventato un giocatore “nella media” come parecchi addetti ai lavori vogliono far credere. Impiegato nel suo club d’appartenenza come point forward, in grado di gestire l’attacco della propria squadra e di giocare molti pick&roll, in nazionale è stato invece relegato a tirare sugli scarichi o a portare blocchi per i propri compagni.

Se è vero che in difesa può tenere anche i 4 avversari, in attacco avremmo dovuto sfruttare questo tipo di vantaggio. Qualche acciacco fisico ha sicuramente pesato per lui, così come le numerosissime manifestazioni a cui ha partecipato nel corso dell’anno e i periodi di riposo sempre più limitati. L’impressione è che sia arrivato a questo evento con la spia della riserva accesa.

Ma gettargli la croce addosso ci sembra quantomeno inopportuno: se era il leader designato, e lo era senza se e senza ma, il sistema di gioco sarebbe dovuto essere adattato sulle sue caratteristiche (come è stato fatto per la Turchia di Korkmaz o per la Grecia di Charalampopoulos). Invece si è cercato di scopiazzare il sistema di gioco “dei grandi”, mandando in confusione gran parte del roster e ottenendo un risultato decisamente al di sotto delle aspettative.

I lunghi: Guariglia, Totè, Nwohuocha e Sgorbati, questo il reparto lunghi scelto da coach Capobianco. Guariglia è stato utilizzato relativamente poco (solo 11 minuti di media), spesso inserito in quintetto base per poi non rientrare più. Ha finito l’Europeo in crescendo mettendo su buoni numeri, così come mostrato alla recenti Finali Nazionali DNG in cui ha messo in campo evidenti miglioramenti. Il suo apporto, in determinati frangenti delle gare, sarebbe potuto essere utile.

L’altro “centro” a disposizione era Curtis Nwohuocha, ancora legato ad alcuni difetti che ne limitano il rendimento in campo. Tanta energia, difesa e voglia di conquistare il pallone per lui, ma in attacco deve assolutamente sviluppare un tiro credibile che gli permetta di allontanarsi da canestro. Sgorbati è stato schierato spesso e volentieri da 4 tattico, ruolo inusuale per lui nel suo club di appartenenza. E’ stato sicuramente uno dei più positivi in questo Europeo, almeno fino alla scavigliata che ne ha diminuito il rendimento. Alla prima manifestazione in maglia azzurra, non ha oggettivamente demeritato.

Il discorso su Totè è, invece, particolare: partiti con l’idea di utilizzarlo da 4, coach Capobianco si è ricreduto ben presto gettandolo contro i centri avversari. Leonardo non ha assolutamente demeritato, sia in attacco che in difesa, ma non vederlo mai uscire dalla linea dei 3 punti in attacco è decisamente un peccato viste le sue capacità. Indisponibile causa infortunio per le ultime gare, ha conquistato una prestigiosissima convocazione al FIBA Europe All Star Game U18, in cui è stato nominato MVP.

Gli esterni: Candi, Costa e Caroti i costruttori di gioco della squadra azzurra. Cesana e Bolpin (oltre a Moretti e Bucarelli di cui parleremo più avanti) gli altri esterni. Capobianco ha rischiato lasciando a casa il fosforo di Salvoldelli e la scelta non ha assolutamente pagato. Candi e Caroti erano due esordienti a livello Europeo e le loro lacune si sono palesate, come è stato evidente lo stato di forma non ottimale di Costa (evidente a tutti, tranne a chi lo ha seguito in un mese intero). Più che costruttori di gioco sono tre giocatori in grado di cambiare l’inerzia della gare e Caroti, in alcune occasioni, ci è riuscito grazie al suo tiro pesante: sicuramente il migliore del pacchetto playmaker.

Candi è sembrato timoroso in alcuni frangenti e la scarsa precisione al tiro non lo ha sicuramente aiutato a prendere sicurezza. Ha cercato comunque di rendersi utile in altri modi: nei 17 minuti di media giocati 2.2 rimbalzi e 1.6 palle recuperate. Chiudiamo con Valerio Costa, apparso in difficoltà già al Mondiale U19: Valerio ha un primo passo imprendibile, ma ha trovato avversari e fisicità differenti rispetto a quelle a cui è abituato. Raramente è riuscito a concludere in terzo tempo: se riesce ad aggiustare il tiro da fuori ed a trovare soluzioni alternative in penetrazione, avremo un buonissimo playmaker per il futuro.

Luca Cesana ha stupito parecchi addetti ai lavori: Europeo solidissimo il suo, in cui ha risolto parecchi rebus nei piani gara di coach Capobianco. Sempre la giocata giusta al momento giusto, che sia un tiro da 3 punti, una penetrazione, un assist o una giocata difensiva! Il miglior azzurro e il più costante durante l’arco della manifestazione. Chiude il pacchetto esterni Bolpin, dimenticato in panchina per larghi tratti delle prime gare è letteralmente esploso nel corso dell’Europeo, chiudendo con un irreale 60% al tiro da 3 punti (15/25, il migliore sotto questo punto di vista dell’intera manifestazione). Sicuramente, quando chiamato in causa, il suo lo ha fatto abbondantemente.

I ’98: i due 1998 del gruppo sono i “soliti” Moretti e Bucarelli. Al di sotto delle sue capacità è stato l’Europeo di Bucarelli, complice anche qualche problema fisico. Lui è un leone e ha voluto comunque essere in campo, ma le sue prestazioni ne hanno risentito. Nei 18 minuti di media ha messo insieme 4 punti, 3 rimbalzi e 2 assist, segno comunque di un giocatore in grado di fare molte cose all’interno del parquet. L’intelligenza cestistica che lo contraddistingue è stata evidente anche in questo Europeo, mentre la velocità di piedi si conferma elemento su cui lavorare per migliorare ulteriormente.

Infine Davide Moretti, Europeo inizialmente difficile il suo: fatica nel trovare la via del canestro e nell’adattarsi alla fisicità avversaria. Dopo un paio di gare di rodaggio, però, abbiamo ammirato il vero Moretti ed il suo repertorio: triple, penetrazioni, canestri pesanti e decisivi. Schierato anche da playmaker, ruolo sul quale sta lavorando, è stato in molti frangenti il vero leader dell’attacco azzurro. Chiude in doppia cifra di media, con 11.2 punti in 21.9 minuti.

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