I campioni del futuro “a stelle e strisce”: l’U16 vince i FIBA Americas 2015

I campioni del futuro “a stelle e strisce”: l’U16 vince i FIBA Americas 2015

fiba.com

I campioni del futuro della NBA sono transitati questo giugno per Bahia Blanca, Argentina, sede dei campionati Under 16 FIBA Americas 2015. Otto formazioni ai nastri di partenza della competizione ed una vincitrice piuttosto scontata, ovvero gli Estados Unidos per dirla all’ispanica. Sul cammino dei giovanissimi americani non ci sono stati avversari che abbiano tenuto, eccetto per il Canada ma nell’ultimo atto della manifestazione e per poco più di un tempo. Ciò che è risaltato subito agli occhi, non è stata la struttura fisica dei giocatori che a questo livello è abbastanza uguale, la grande differenza che ha distinto sostanzialmente gli Stati Uniti da tutte le altre rappresentative, Brasile, Argentina, Canada, Venezuela, Messico, Repubblica Dominicana e Portorico, è l’intensità con la quale i giovanotti entrano in campo e giocano le partite. Corrono, saltano e difendono in più rispetto agli avversari.

Proviamo a fare una panoramica di questi giovani talenti americani che saranno, tra qualche anno, i veri protagonisti prima della NCAA e poi della NBA. Iniziamo con lo specificare che si tratta di atleti appartenenti alle classi 2017 e 2018, ovvero dovranno disputare il loro anno da junior e da sophomore all’high school. Diversi sono i nomi interessanti e gettonati tra gli addetti ai lavori di cui si parla già un gran bene. E allora iniziamo a dirne qualcuno. Il primo della lista è il centrone Wendell Carter Jr. (Espn #4), classe 2017 della Pace Academy e nativo di Atlanta, che è già fisicamente costituito e che abbina una buona presenza nel pitturato ad una tecnica piuttosto avanzata. Dominatore d’area con 8.8 rimbalzi e quasi 2 stoppate di media, non è certo atletico e dinamico ma sa come far canestro visti i 13.6 punti per allacciata di scarpe. Altro nome altisonante è quello di Gary Trent Jr. (Espn #8), guardia dal buon ball-handling anch’essa classe 2017 della Apple Valley H.S. nel Minnesota, la stessa da cui è uscito poco più di dodici mesi fa Tyus Jones. A questi Giochi Americani è stato votato quale Mvp grazie alle statistiche di 16.8 punti (miglior marcatore Usa) e quasi 2 recuperi per match. Giocatore solido sa eseguire entrambe le fasi di gioco, attacco e difesa, ma tende troppo spesso a scomparire dalla partita e questo è sintomo di un personalità che ancora non si è ben sviluppata anche perché le capacità sono indiscutibili. Abbiamo poi l’ala della Florida Kevin Knox II (Espn #45), classe 2017 che frequenta la Tampa Catholic H.S., a parer mio il miglior prospetto di questa nidiata. Atletico, versatile, aggressivo, grosso fisicamente e a tratti dirompente ha viaggiato a 10.6 punti, circa 5 rimbalzi e quasi 2 recuperi a gara. Può disimpegnarsi sia come “3” che come “4” ed è soprattutto un agonista micidiale.

Altri giocatori da tenere d’occhio perché effettivamente hanno un grande potenziale sono Jarred Vanderbilt (Espn #3) e Markus Howard (Espn #26). Il primo è un’ala forte texana precisamente di Houston, classe 2017 della Victory Prep School. Longilineo ma allo stesso tempo molto arcigno, ha una grande variante di modi per segnare oltre ad essere un difensore piuttosto temibile. 9.8 punti, 7.8 rimbalzi, circa 2 recuperi ed 1 stoppata le sue cifre alla conclusione della competizione continentale. Il secondo invece è una guardia tiratrice dell’Arizona classe 2017 che frequenta la blasonata Findlay Prep. Ha finito con il 48% (15/31) da oltre l’arco dei tre punti per 15 punti di media con 2 assist e 2 recuperi. Giocatore offensivamente sempre pericoloso anche se abusa fin troppo del tiro oltre ad essere piuttosto restio a dar via la palla quando ha qualche metro di spazio. Poi c’è il playmaker Javonte Smart, classe 2017 della Scotlandville H.S. nativo di Baton Rouge, bellissimo da vedere per stile ma fondamentalmente poco concreto in campo, almeno per il momento anche se il suo processo di crescita e maturazione sembra avviato. In quel di Bahia Blanca ha chiuso con 6.8 punti, 4 rimbalzi e poco meno di 2 assist e 2 recuperi a partita. Il californiano Jalen Hill, lungo classe 2018 che milita alla Corona Centennial H.S., grande rimbalzista (5 a sera) soprattutto offensivo dai quali ha creato la maggior parte dei suoi punti (8.6) oltre ad essere un onesto difensore quando si parla di stoppare (1 di media). Infine c’è da segnalare Tre Jones, fratello minore di Tyus Jones, play classe 2018 anche lui della Apple Valley H.S., poco appariscente e dal fisico piuttosto grande per quello che è il suo ruolo. Non un attaccante da tener d’occhio visti i soli 4.6 punti, ma un buon passatore (circa 4 assist), ottima presenza a rimbalzo (ne ha afferrati quasi 6 per gara) e soprattutto un felino in difesa (4 recuperi).

I prossimi appuntamenti per vedere i migliori prospetti liceali degli Stati Uniti sono i Mondiali Under 19 in svolgimento a Creta, Grecia, e soprattutto i Nike Global Challenge che si terranno a Chicago dal 16 al 19 luglio. Otto compagini tra cui quattro rappresentative USA (West, Midwest, South ed East) oltre alle nazionali di Cina, Pan Africa, Canada e Repubblica Dominicana che si affronteranno presso la Whitney Young High School.

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