ITALHOOP intervista Lorenzo De Zardo

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ITALHOOP intervista Lorenzo De Zardo, promessa classe ’99 protagonista degli ultimi Europei U16

Da Latina agli Europei U16 di Kaunas, passando per il Jordan Brand Classic di Zagabria. Si può riassumere così, fino a questo momento, la carriera del sedicenne Lorenzo De Zardo, prospetto del basket italiano nato in una famiglia di cestisti e cresciuto nel florido vivaio dell’SMG Basket School Latina. Mancino, alto 197 centimetri e con una quantità di talento che ha fatto scomodare addirittura il Baloncesto Siviglia, che lo ha voluto visionare in un mini-camp di tre giorni.

Noi lo abbiamo intervistato, a ridosso dell’esperienza europea in maglia azzurra, per farvi scoprire qualcosa in più su idee e ambizioni di questo giovane talento made in Italy.

Come è nata la tua passione per la pallacanestro?
“Mi sento praticamente nato dentro questo sport! La mia è una famiglia di cestisti, sia i miei genitori che mio fratello hanno giocato a basket. Mio padre fino in serie B, mia madre fino in serie A e mio fratello (di 4 anni più grande) ha giocato fin da piccolo: non appassionarmi alla pallacanestro sarebbe stato impossibile!”.

Qual è stato il primo giocatore di cui ti sei “innamorato” e a chi ti ispiri oggi?
“Il primo giocatore di cui ero veramente pazzo era Kobe Bryant, ai tempi dei Lakers quando indossava ancora la maglia n° 8. Oggi mi piacciono diversi giocatori: Curry, Westbrook, Spanoulis… ma quelli a cui mi ispiro maggiormente sono due mancini come me, Ginobili e Harden. Di Ginobili adoro la sua visione di gioco, è intelligentissimo, riesce a fare la cosa giusta in ogni momento e legge tutte le situazioni in anticipo. Di Harden invece ammiro la capacità di battere il proprio difensore in tantissimi modi e la sua bravura nel subire falli o sbilanciare le difese che lo rendono uno dei migliori attaccanti della NBA”.

Sei un esterno di quasi 2 metri: in che ruolo ti vedi in futuro ed in che ruolo vieni utilizzato nel tuo club?
“Quest’anno sia in DNG che in Under 17 Eccellenza con la maglia dell’SMG Basket School Latina ho giocato da playmaker/guardia, ma in futuro mi vedo come una guardia pura. Aspiro ad essere il miglior giocatore possibile in base alle mie potenzialità e credo che il ruolo in cui giocherò sarà una conseguenza di tutto ciò”.

Hai partecipato al Jordan Brand Classic: com’è andata l’esperienza, su cosa hai lavorato e quali differenze hai incontrato in campo rispetto ai campionati giovanili italiani?
“L’esperienza è stata fantastica, era tutto bellissimo, l’unico rammarico è il non avere giocato al meglio l’All Star Game dei Top20 da cui poi sono stati selezionati i dieci giocatori per gli Stati Uniti. Sono stati comunque giorni intensi, fatti di sei ore di lavoro quotidiano, che mi hanno fatto capire le regole del livello europeo: accertata una solida base tecnica e una buona intelligenza cestistica, per competere devi essere un’atleta. Maggiore è il tuo livello di atletismo, maggiore è l’impatto che puoi avere in campo. Secondo me i giocatori migliori nascono dalla combinazione tra talento, intelligenza cestistica e atletismo”.

Quali sono i tuoi punti di forza in campo? Su quali fondamentali lavorerai maggiormente questa estate?
“Ad oggi sicuramente il mio fisico mi aiuta molto in tutte le situazioni, ma in generale considero la duttilità il mio punto di forza maggiore: mi sento a mio agio nel penetrare, nel tirare e nel passare la palla. Ovviamente bisogna lavorare su ogni aspetto del gioco, sopratutto a questa età, perciò sono molteplici i fondamentali su cui mi concentrerò: uso della mano debole, gioco in post basso, velocità dei piedi per poter difendere sui piccoli, continuità sul tiro da fuori e comprensione del gioco in generale”

L’ultima domanda, riguardante la scuola, ci fa capire ancora di più il tipo di ragazzo che abbiamo di fronte:
“Quest’anno ho frequentato il terzo Liceo Scientifico, perché sono un anno avanti, ed è finito splendidamente con la media del 9.1″.

L’impressione è che, qualsiasi cosa faccia, gli riesca piuttosto bene. E allora non ci rimane che attendere la crescita di Lorenzo, con la certezza che gli obiettivi raggiunti fino ad oggi siano sono dei nuovi punti di partenza per uno dei ’99 più talentuosi d’Europa!

 

Clicca qui per la scheda completa di Lorenzo De Zardo

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