L’analisi del FIBA U19 World Championship 2015

L’analisi del FIBA U19 World Championship 2015

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Analisi FIBA U19 World Championship 2015. La Nazionale Under 19 di coach Capobianco chiude il mondiale al 6° posto nonostante le pesantissime assenze. Sugli scudi un Flaccadori ormai tra le migliori guardie del panorama mondiale.

 

Group Phase – Group C

  • Italia-Tunisia 89-62: gara d’esordio piuttosto agevole per Flaccadori e compagni. L’Italia scappa nel primo tempo (+20) e gestisce il vantaggio nella seconda frazione. Minutaggio distribuito per i ragazzi di coach Capobianco che ottiene ottime risposte da Flaccadori (21 punti) ma anche dalla doppia cifra di Mastellari, Ruiu e Totè. L’Italia domina il confronto a rimbalzo (51-33) e negli assist (22-7). Unica nota stonata le 13 palle perse.
  • Italia-Australia 69-67: l’Italia chiude in vantaggio di 8 punti il primo tempo, ma con un terzo periodo da incubo (21-11) si trova a rincorrere. Gli azzurri si impongono grazie ad un buzzer di Flaccadori  a 5″ dalla sirena finale (23 punti totali per lui). Fondamentale il contributo offensivo di Lupusor (11 punti con 3 triple) ed il lavoro di Severini sotto i tabelloni (9 punti con 14 rimbalzi catturati). Buona la prova in regia di Della Rosa che distribuisce 5 assist.
  • Italia-Canada 54-78: gara che conta fino a un certo punto per gli azzurri, già sicuri del passaggio del turno. I ragazzi di coach Capobianco (largo minutaggio per tutti) sono bravi a restare incollati al match nei primi 20 minuti, ma nella ripresa subiscono la maggior fisicità ed atletismo dei canadesi. Assolutamente rivedibile il 4/30 dalla linea dei 3 punti.

 

Round of 16

  • Italia-Repubblica Dominicana 82-73: l’Italia si impone sulla Repubblica Dominicana grazie ad uno strepitoso secondo quarto di gioco (parziale di 21-7). Coach Capobianco lascia in panchina La Torre, Lucarelli e Totè per tutti i 40 minuti di gioco e sono Severini, Flaccadori, Lupusor e Mastellari a condurre la nazionale azzurra tra le prime 8 squadre del mondo, nonostante il dominio avversario a rimbalzo (50-28 i rimbalzi totali, 22 quelli concessi in attacco).

 

Quarter-Finals

  • Italia-USA 65-86: troppo forti gli americani per noi, se poi tirano con oltre il 50% dal campo diventa impossibile provare a giocarci contro. Gli azzurri vengono sovrastati a rimbalzo (47-28) e non danno mai l’impressione di poter impensierire l’avversario. Flaccadori è ancora una volta il migliore dei nostri con 21 punti e 6 assist, seguito dai 15 punti di Lupusor. Dall’altra parte impressionano Brunson, Giles, Jackson e il ’98 Jayson Tatum. L’Italia abbandona il sogno di entrare in semifinale.

 

Classification 5-8

  • Italia-Spagna 83-77: folle. Folle è la partita giocata dagli azzurri, completamente in balia degli spagnoli per 3/4 di gara (-24 il passivo), ma capaci di ribaltare l’inerzia dell’incontro nel 4/4 e di superare la Spagna al supplementare. Favolosa la gara della coppia FlaccadoriSeverini, ma altrettanto importanti sono le prove di Picarelli e Cacace, chirurgici  nel colpire la difesa avversaria. L’Italia agguanta una vittoria che sembrava impossibile e condanna gli spagnoli alla finalina per il 7°/8° posto.

 

Classification 5-6

  • Italia-Canada 44-77: nuovamente il Canada sulla strada degli azzurri e nuovamente sconfitta che significa 6° posto finale al mondiale. 33 punti di differenza sono sicuramente troppi tra le due squadre, ma l’Italia paga l’incredibile sforzo della gara precedente contro la Spagna. Buona la prova di Mastellari e La Torre, mentre Flaccadori paga una giornata storta al tiro (2/13). Dall’altra parte Brooks fa letteralmente impazzire la difesa azzurra, con 28 punti in 26 minuti di gioco.

 

Analisi FIBA U19 World Championship 2015

6° posto: la miglior spedizione azzurra di questa estate è stata sicuramente l’Under 19. Nonostante le pesanti assenze che analizzeremo nelle prossime righe, l’Italia esce sconfitta solamente dalle sfide contro Canada e Stati Uniti, squadre oggettivamente migliori rispetto a noi. Con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto non pescare gli Stati Uniti nei quarti di finale e tentare l’accesso alle semifinali, ma il risultato raggiunto dai ragazzi di coach Capobianco è sicuramente di prestigio. L’incredibile rimonta contro la Spagna è da squadra vera, così come lo è stata la vittoria contro l’Australia. Questo gruppo, con gli innesti giusti, potrà sicuramente ben figurare ed essere competitivo ai prossimi Europei Under 20.

Assenze: Mussini, Oliva e Donzelli. 3/5 del quintetto titolare. Basterebbe forse questo a descrivere quanto pesanti siano state le assenze per coach Capobianco, costretto a reinventare la squadra con Mussini out. Mentre le assenze di Oliva e Donzelli erano date per certe (causa impegni scolastici negli Stati Uniti il primo, causa infortunio il secondo), l’infortunio del Musso nei playoff scudetto ha scombinato le carte in tavola, facendoci perdere in un solo colpo pericolosità dai 3 punti, capacità di creare gioco dal palleggio e capacità di gestione della gara.

Il leader: Diego Flaccadori, senza se e senza ma. Il mancino in forza all’Aquila Trento si è caricato il peso dell’attacco azzurro sulle spalle, giocando partite strepitose e facendo un’ottima impressione ai vari scout presenti alla manifestazione. Tiro da 3 punti, capacità di penetrare ed assorbire i contatti e la sviluppata capacità di smazzare assist lo hanno catapultato di diritto tra le migliori guardie del panorama mondiale. Fossimo entrati tra le prime quattro squadre del mondo, sarebbe stato sicuramente inserito nel miglior quintetto della manifestazione. Mondiale di ottimo livello il suo, che gli spalanca le porte per una stagione da protagonista in serie A.

I lunghi: Severini, Lupusor, Cacace e Ruiu, questo il pacchetto lunghi a disposizione del coach Azzurro (oltre al ’97 Totè). Severini e Lupusor sono stati i più continui durante l’arco della manifestazione. Severini, nonostante i centimetri a disposizione, in difesa non è mai andato sotto nei confronti dei lunghi avversari mentre in attacco ha sfruttato la sua pericolosità sia vicino che lontano da canestro. Ottimo il suo mondiale disputato!

Lupusor è stata una piacevole sorpresa di questa manifestazione: ancora troppo legato al tiro dalla distanza, ha però dimostrato di poter tirare con alte percentuali e di mantenerle nel corso del torneo. Chiude in doppia cifra tonda di media (10 punti) e con il 44% dal campo. Cacace è stato utilizzato, in alcune occasioni, addirittura da numero 5! Non è stato precisissimo al tiro, sopratutto dalla lunga distanza, ma la sua sapienza tattica si è rivelata fondamentale in diverse occasioni. Eric Ruiu è stato quello meno utilizzato nella rotazione: negli 8,5 minuti concessi di media ha però risposto con 2,4 punti e 1,4 rimbalzi, con un buon 40% dal campo. Era la prima manifestazione per lui con la maglia azzurra e, di certo, non ha demeritato quando chiamato in causa.

Gli esterni: Costa e Della Rosa si sono spartiti il ruolo di playmaker, mostrando tutti i loro pregi e i loro limiti. Limiti che si sono palesati sopratutto sull’attacco al pressing avversario, dove siamo andati in difficoltà per tutto l’arco della manifestazione. Per due playmaker di 185 cm è stato difficile arrivare al ferro con continuità: Della Rosa è stato bravo a trovare soluzioni alternative da fuori, mentre Costa si è “schiantato” più volte addosso la difesa avversaria.

Il reparto guardie, oltre a Flaccadori, era formato da Mastellari, Picarelli e Lucarelli. Forse il reparto che ha dato più soddisfazione a coach Capobianco. Di Flaccadori abbiamo già parlato, Picarelli invece ha risposto sempre presente in maniera maggiore di quanto non dicano i numeri. Triple pesantissime, gestione del gioco e presenza difensiva ne fanno da anni un elemento irrinunciabile per l’annata ’96.

Buono il Mondiale disputato da Mastellari: lo staff azzurro chiedeva a Martino punti e lui ha risposto sfiorando quota 8 in poco più di 16 minuti di utilizzo. Chiude con il 55% da 2 punti ed il 40% da 3: sicuramente uno dei migliori della spedizione azzurra. Lucarelli, infine, è stato il giocatore meno utilizzato (solo 8 minuti di media): quando chiamato in causa ha sempre risposto portando in campo tante giocate semplici in attacco quanta intensità difensiva e “fame” per il pallone, sopratutto a rimbalzo.

I ’97: La Torre e Totè, entrambi hanno reso un po’ al di sotto delle aspettative, ma entrambi hanno dovuto combattere con acciacchi fisici che ne hanno sicuramente diminuito la resa in campo. La Torre ha pagato le scarse percentuali al tiro da fuori ed un sistema di gioco forse inadatto alle sue caratteristiche: Andrea è un giocatore che ha bisogno della palla in mano per poter creare per se e per i compagni, mentre in questa nazionale è stato utilizzato sugli scarichi… Un paio di lampi di talento ci sono comunque stati nelle gare contro Stati Uniti e Canada, segno che le potenzialità del ragazzo sono notevolissime.

Discorso analogo per Totè: dopo i 14 punti all’esordio contro la Tunisia, coach Capobianco ha preferito altri giocatori a lui fino al “did non play” nella gara decisiva contro la Repubblica Dominicana. Gara assolutamente da vincere, vero, ma in questo modo il morale e la fiducia di un ragazzo precipitano in maniera esponenziale. Chiude a 3,2 punti e 2,2 rimbalzi di media in 11 minuti di gioco. Avrebbe potuto sicuramente fare di più, ma anche giocare maggiormente.

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