Scopriamo la nazionale under 20

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Analizziamo i giovani under 20 campioni d’europa partendo dalle loro statistiche nell’ultima stagione. In serie A il solo Imbrò, tralaltro uno dei due 1994, è riuscito a trovare spazio con continuità. Gli altri solo scampoli di partita, a parte Laganà che ha saggiato il parquet con un pò di continuità. In Legadue invece Ruzzier e Chillo sono riusciti decisamente a farsi valere, raggranellando ottime statistiche e un buon minutaggio. Per gli altri c’è ben poco. Vediamo però le statistiche nel dettaglio:

 ETA’ RUOLO ALTEZZA SQUADRA PUNTI RIMBALZI ASSIST MINUTI
Della Valle 1993 guardia 195 Ohio State – NCAA 2.5 1.6 0.3 7.5
Abass 1993 ala piccola 197 Cantù – A1 0.2 0.2 0.0 2.2
Landi 1994 ala forte 203 Virtus BO – A1 2.0 1.6 0.1 7.4
Cefarelli 1993 ala forte 200 Caserta – A1 0.7 0.3 0.1 4.9
Imbrò 1994 play 194 Virtus BO – A1 4.9 1.9 1.3 18.0
Tonut 1993 guardia 192 Trieste – A2 3.1 1.1 0.0 9.8
Laganà 1993 ala piccola 197 Biella – A1 4.1 2.3 0.6 13.0
Ruzzier 1993 play 185 Trieste – A2 6.0 2.4 1.7 20.6
Lombardi 1993 ala 200 Biella – A1 0.4 0.6 0.1 4.6
Chillo 1993 ala pivot 204 Imola – A2 7.1 4.7 0.4 22.4
Monaldi 1993 play 186 Casale – A2 1.8 0.7 0.3 9.0
Fallucca 1993 guardia 195 Ferrara – DNA 2.6 1.3 0.1 10.9

 

C’è poco da ridere, purtroppo. Ai tempi in cui non vincevamo mai, si ragionava sul fatto che il problema era che i pari età di altre nazioni giocavano minuti importanti nei rispettivi campionati, e i nostri no. Per gli addetti ai lavori quello era il problema di base. Adesso abbiamo due nazionali under20 rispettivamente oro e argento europeo nel giro di due anni e, diciamo la verità, non ci siamo arrivati certo perchè nei club questi ragazzi hanno avuto spazio, tranne casi saltuari ( vedi un Gentile lanciato giovanissimo alla Benetton Treviso).

In Italia siamo duri di testa, evidentemente. Questi ragazzi possono e devono giocare, è un loro diritto. Invece, purtroppo, spesso si preferisce puntare su qualche comunitario piuttosto che su un nostro prodotto. La tendenza un minimo sta cambiando, è vero, ci sono stati anni peggiori, in cui veramente in campo andavano soltanto stranieri e italiani esperti, situazione che creò un vuoto generazionale pazzesco, diciamo dall’annata 1978 all’annata 1986. Non fatene una questione di nomi, sappiamo che esistono Mordente, Gigli, Mancinelli e Bargnani, ma parliamo di contesto generale, non di qualche nome sporadico, seppur di grande talento.

Ad ogni modo, a prescindere da tutte queste considerazioni, che i risultati siano frutto del lavoro dei settori giovanili, o magari di mera fortuna o addirittura del destino che ha regalato a questi ragazzi il talento necessario per imporsi nelle manifestazioni under20, ormai le medaglie sono arrivate ed adesso questi azzurrini devono giocare anche nel club, devono fare esperienza, devono crescere perchè sono il futuro del nostro campionato e della nostra nazionale. Certo non per tutti ci sarà una carriera al top, però tutti possono giocare e dire la loro. E giocare di più non guasta mai, serve per migliorare.

 

Della generazione 1991/92, quelli dell’argento di due anni fa, in tanti ce l’hanno già fatta: Melli e Gentile a Milano, fondamentali ed al centro del progetto, con tanti minuti a disposizione, Polonara e De Nicolao a Varese, il primo addirittura in doppia cifra ed entrambi con molti minuti a disposizione. In più, Cervi a Reggio Emilia e Moraschini alla Virtus Bologna, anche loro in serie A, con meno minuti ma comunque con un ruolo importante.

E i freschi azzurrini d’oro? Quali di loro hanno le chances per imporsi ad altissimo livello?

Difficile dirlo, sono ancora giovani, però qualche idea già ce la siamo fatta, come tutti gli addetti ai lavori.

Sacripanti in finale ha tenuto Ruzzier in campo al posto di Imbrò, sono entrambi forti ma è evidente che sul secondo in tanti scommetterebbero qualcosa in più. Per carità, il playmaker triestino è in gamba, è veloce, difende e batte l’uomo dal palleggio, ha un futuro. Ma Imbrò ha potenzialità da Nba, grande visione di gioco e fisico, oltre che tiro dalla lunga distanza. Se aumenta la velocità di piedi, già comunque discreta, ha grandissime potenzialità.

Tra le guardie, non male Tonut, figlio d’arte, ma il futuro è di Della Valle, mvp della manifestazione. Lui ha scelto di andare negli USA, in un college prestigioso come Ohio State, e da freshman ha fatto tanta panchina. Ma si è allenato, ha potenziato il fisico e fatto esperienza, probabile che da sophomore avrà molto più spazio e tante responsabilità. A lui il compito di migliorare, le basi ci sono, gambe rapide, tiro da fuori, penetrazione, tanta roba.

Sotto i tabelloni Chillo e Cefarelli si sono dimostrati tosti, ma è Landi quello che può davvero fare il salto di qualità, perchè oltre al fisico, possiede grande tecnica e tiro da tre punti. Se lavorerà bene, potrebbe avere un futuro roseo.

Tra le ali, invece, a parte Laganà, unico, insieme ad Imbrò, ad avere avuto seriamente minuti a disposizione in serie A, giocatore di sostanza e già con un pò di esperienza, capace di attaccare bene il ferro e di giocare anche spalle a canestro in modo dinamico, con due gambe rapide specialmente se commisurate all’altezza, ci sono altresì i due colored Abass e Lombardi, il primo considerato avanti al secondo, perchè esterno e anche tiratore, con buona proprietà di palleggio oltretutto. Tutto vero, ma anche Lombardi ha dimostrato doti atletiche fuori dal comune oltre che un’ altezza che supera i due metri. Se ben allenato, anche lui potrebbe dire la sua in futuro.

E non dimenticatevi che mancava Tessitori, pivot di 204 cm lo scorso anno a Forlì e quest’anno in serie A a Sassari per fare il cambio dell’americano. Anche lui ha grandissime potenzialità.

Infine due assenti che hanno sfiorato la qualificazione, a margine di buone credenziali: Gaetano Spera, un pò troppo limitato nell’utilizzo a Chieti in DNA, ma anche Alessandro Paesano: scuola Stella Azzurra, quella che per intenderci ha sfornato gente come Bargnani, il centro capitolino si è fatto valere con tanti rimbalzi, tanta grinta, specie con avversari non proprio di primo pelo, nel competitivissimo girone C della DNB (oggi Legatre). Per lui vicinissimo un triennale con Ferentino, il primo grande investimento della realtà ciociara nella linea verde.

Insomma, i ragazzi ci sono, e sono forti. Hanno portato l’oro under 20 in Italia, con onore. Ai club adesso l’onere di farli giocare!

Andrea Di Vita

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