U18F: Musina abbatte l’Italia, debutto amaro per le azzurre

Musina sale in cattedra nel finale e costringe le azzurre alla sconfitta.

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Nel deserto del bellissimo palazzetto di Sopron va in scena l’amaro debutto della nazionale under 18 femminile di coach Altobelli, che rimedia una sconfitta 49-52 contro una Russia apparsa più squadra, forse anche perché ben 9 giocatrici fanno parte dello stesso gruppo dello Spartak che da anni forgia molte elle campionesse internazionali della nazione ex sovietica. Peccato perché la gara, per come si era messa, poteva essere portata a casa, con un +4 negli ultimi 2’ sprecato e a cui è seguita una replica delle ragazze di coach Kovalev che han trovato lo sprint giusto per portarla a casa. Una gara sicuramente brutta e poco spettacolare, che ha vissuto di fiammate ed intensità da ambo i lati, ma che presta un serio insegnamento a tutti gli appassionati. Quantunque i tiri non possano andare, in primis non bisogna smettere di restare concentrati nel match, nonché, se le conclusioni sono buone, bisogna continuare a prendere quei tiri. Così si può riassumere la gara di Musina, che dopo un iniziale 0/10 dal campo (chiuderà con 2/12) segna due canestri fondamentali nel finale, tra cui quello del sorpasso definitivo, ma per tutto l’arco del match continua a imperversare su ambo i lati del campo, risultando decisiva. I numeri parlano chiaro, subisce caterve di falli e va spesso in lunetta (8/9), firma 13 punti con 17 rimbalzi e 3 assist, divenendo il faro delle sue. Bene anche Ogun con 13 punti e 4 assist, sempre propositiva e Kurilchuk e Cheren, che chiudono a quota 7. Per le azzurre, surclassate a rimbalzo 46-32, non basta il tanto impegno profuso in difesa, anche perché se l’attacco tira col 30% dal campo e conquisti solo 11 tiri liberi (contro i 25 avversari) vuole dire che qualcosa non ha funzionato. Non basta Cubaj (14 punti con 6/12 dal campo) né Bacchini, che con 9 punti ha tenuto le sue a galla nella prima parte del match. Trucco (6 + 8 rimbalzi) ha portato sprazzi di intensità, Del Pero con 5 punti e tanta lucidità difensiva è però la migliore delle sue per dedizione e carisma dimostrati. Serve una scossa già in vista del delicato match di domani pomeriggio.

Inizio di partita fatto di errori e tanta confusione da ambo i lati. Dopo il 2-0 firmato Cubaj l’Italia cincischia tra palle perse e forzature, esponendosi alla media transizione delle russe che fanno valere la propria fisicità ed allargando bene il campo trovano il fondo del secchiello. Ne esce fuori un parziale di 0-10 che indirizza la gara e costringe le ragazze di Altobelli a inseguire. Ogun e Cheren aprono la scatola con i loro piazzati, e quando arriva anche la tripla di Kurilchuk il vantaggio sul tabellone è di ben 8 lunghezze. Nonostante il pessimo impatto specie in difesa, le azzurre non si perdono d’animo, e trascinate dall’intensità uscita dalla panchina di Trucco rialzano la testa e iniziano a cambiare su ogni blocco in difesa, forzando le scelte del team in maglia rossa che non trova la via del canestro. Servono i liberi di Oleynikova per far muovere nuovamente il tassametro delle russe, ma la tripla forzata e segnata da Parmesani permette alle azzurre di restare agganciate al match alla prima pausa, sul 9-13.

Non cambiano né il ritmo né la gran serie di errori da ambo i lati nella seconda frazione. Tra palle perse e contatti più o meno leciti, nei primi 3 minuti arriva solo il canestro di Del Pero con una bella entrata laterale. Dopo un provvidenziale timeout che rimette in pista le squadre, finalmente la gara sale di colpi. Bacchini pareggia con il lay up da sinistra, Musina si sblocca dalla lunetta, Ogun produce il nuovo +4 prima che sprazzi di grandi Italia non producano il nuovo vantaggio. Protagonista è prima l’asse Pinzan – Cubaj che macina dal pick and roll, poi ancora Bacchini che mette la tripla del sorpasso. Senza ritmo e punita ad ogni errore difensivo, la Russia non perde la bussola e continua a macinare gioco, buttandosi dentro a testa bassa e lucrando falli e tiri liberi. Il 2/2 di Kulichuk vale il controsorpasso. In un match che viene interrotto da continui fischi e palle perse è normale che tanti punti arrivino a cronometro fermo. Fassina risponde presente dalla linea carità, ma quando invece si gioca più liberi sul parquet sono sempre le russe ad avere gli spunti migliori. Prima il jumper che buca la zona 2-3 di Nuritdinova e poi la transizione più simile a una 4×100 chiusa da Cheren permettono al gruppo di Kovalev di portarsi in vantaggio di un possesso pieno al 18’. La reazione delle ragazze di coach Altobelli non arriva con una banale persa sotto canestro ed uno 0/4 ai liberi di Pinzan. La forzatura sulla sirena di Fassina non trova il bersaglio ed a metà gara siamo 20-23.

Ripresa dall’inizio pimpante, con la gran tripla di Ogun e il solito lavoro in vernice di una Trucco che prova a caricarsi la squadra sulle spalle, almeno dal punto di vista emotivo. Artistico il jumpshot dopo la finta di Togliani, concreto il passo ed avvicinamento di Cubaj per il pareggio a quota 26 quando siamo giunti al 23’. Musina, che dal campo non segna ma che calamita praticamente ogni rimbalzo risultando il vero leader di questa squadra, muove il suo tabellino dalla lunetta dopo l’ennesimo rimbalzo offensivo. La gara latita, servono colpi delle giocatrici in ritmo e Bacchini da una parte e Ogun dall’altra rispondono presente, con le ex sovietiche che riescono sempre a mantenere il naso avanti. Dopo qualche attacco tanto brutto quanto sfortunato è Nurtdinova a muovere il punteggio con il 2/2 che regala 4 lunghezze di vantaggio alle sue, ma con ritmi bassi e spezzettati l’Italia non riesce mai trovare il bandolo della matassa ed è necessario un assist miracoloso di Pinzan per Castello per trovare il profumo del cotone. Cubaj si inventa il reverse del -1 ed è solo la grande fisicità delle russe che evita il controsorpasso azzurro sul contropiede lanciato da Del Pero. Nel momento più teso di una gara così incerta l’Italia riesce ad alzare la barricata in difesa, ed è assolutamente rimarchevole il gran lavoro in difesa che le ragazze di coach Altobelli riescono a fare. Serve una magia della Oleynikova in penetrazione per vedere un altro canestro delle russe, ma le azzurre sono entrate in un loop positivo, che si concretizza con la bella circolazione di palla che premia Del Pero che è pronta a sparare la tripla dall’angolo del pareggio. Dopo questa fiammata arrivano quattro perse in fila, due per parte, che ci portano al finale di quarto quando è il coraggio di Pinzan in penetrazione a portare avanti l’Italia all’ultimo stop and go sul 37-35.

Massimo vantaggio italiano sul +4 ad inizio quarto periodo dopo i due liberi di Pinzan, ma Musina è eccelsa nel trovare Nesterova che da sotto realizza appoggiando al vetro. Nel momento del bisogno, proprio Musina dopo 10 errori dal campo si sblocca con una tripla che pesa come un macigno sull’inerzia della gara e vale il 39-40 al 33’ su cui Altobelli chiama sospensione. A complicare le cose alle azzurre ci si mettono tre falli in un amen che con 7’ da giocare già hanno fatto spendere il bonus, ma immenso è il cuore di Lorela Cubaj che spalle a canestro segna e subisce il fallo in un momento topico del match. Dopo l’ennesima fiammata si ritorna a vedere la confusione, le palle perse e la ricerca spasmodica di un contropiede che non arriva, ed è l’Italia ancora una volta che riesce a venirne fuori con la penetrazione nel traffico di Pinzan che vale il 44-40 a 6 dal termine e costringe coach Kovalev al timeout. Ancora una volta però è dalla panchina che le azzurre escono più pronte al bisogno, col giro e tiro volante di Trucco che vale il massimo vantaggio sul +6. Kurilchuk risveglia le sue dal torpore col feed away e quando Musina fa 2/2 dalla linea della carità su una leggerezza di Parmesani, le russe sono di nuovo a contatto. Cubaj è magica col suo passo e tiro brevettato, la gara, fin qui brutta, diventa avvincente con botta e risposta da ambo i lati, con le squadre con vogliono saperne di arrendersi. Nella bagarre è comunque l’Italia a farne le spese con Musina e Oleynikova che sempre a cronometro fermo riavvicinano la squadra ex sovietica ad un solo possesso di distanza. Quando la palla pesa si cerca spesso e volentieri Cubaj, che porta a casa il fallo e segna 1 libero prezioso, ma la Russia non ci sta e con Cheren, brava a sgomitare in area e a subire fallo, si risporta ad un solo punto di distanza quando si entra nell’ultimo minuto di gioco. Pinzan forza e sbaglia una tripla diffcile, bello ed efficace invece il post basso di Musina che svitandosi sul perno segna e subisce il fallo, convertendo il libero del +2 russo a 40” dal termine. L’Italia prova ad imbastire una difficile trama ma la difesa delle ragazze in maglia rossa riesce bene ad intercettare il passaggio diretto a Trucco. Si sprecano parecchi secondi prima di spendere il fallo su Ogun, che fa solo 1/2 lasciando spazio ad una replica azzurra che si sostanzia in un tiro dai 10 metri di Pinzan che scheggia il ferro. Vince la Russia 49-52 e per questo gruppo che punta molto sul collettivo ci sarà ancora da lavorare fin dalla gara di domani, crocevia necessario per il passaggio del turno.

MVP BASKETINSIDE.COM: Musina

Italia – Russia 49-52 (9-13; 20-23; 37-35)

ITA: Pinzan 6, A. Togliani 2, G.Togliani, Grassia, Fassina 2, Del Pero 5, Bacchini 9, Parmesani 3, Cubaj 14, Trucco 6, Castello 2, Novati ne. All. Altobelli

RUS: Nuritdinova 4, Musina 13, Ogun 13, Oleynikova 6, Komarova ne, Kurilchuk 7, Nesterova 2, Kramar, Gunchenko, Kosulnikova, Cheren 7, Pleskevich. All. Kovalev

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