U20F: Zandalasini irreale, Serbia k.o. E’ finale!

Ancora una volta è una strepitosa Zandalasini a guidare le azzurre, che battono la Serbia dopo 45′ di gioco. Sarà Italia-Spagna

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Epopea italiana: nel deserto del palazzetto di Matosinhos va in scena una partita vibrante ed emozionante, che si chiude al supplementare e prema la squadra tecnicamente più preparata all’incontro. Coach Riga riesce meglio ad adattarsi alle pieghe della partita, pescando bene gli adattamenti difensivi e leggendo al meglio una partita che si era complicata e non poco. Coach Bulj era riuscito ad imbrigliare bene l’attacco azzurro, ma quando dalla panchina è uscita una Porcu da 9 punti in un amen nel secondo quarto ha perso quell’inerzia che le sue erano riuscite a guadagnare con tanta fatica. In una sfida giocata all’arma bianca da ambo le parti, alla fine dominano gli episodi e la tanta tensione che ha dominato gli ultimi minuti dei regolamentari. La Serbia è stata troppo discontinua dall’arco, dove solo la Nogic (21 punti con 4/8 dall’arco e 6 rimbalzi) ha trovato continuità. Non è bastata la solidissima partita della Subasic, un fattore in vernice oggi (13 + 8 rimbalzi) né la grandissima dedizione di capitan Crvendakic (10 punti 10 rimbalzi 4 recuperi), e la Serbia si giocherà il bronzo con la Russia. Ad affrontare invece la solita Spagna è un’Italia che deve molte delle sue fortune a una Cecilia Zandalasini che anche stasera alla fine è risultata decisiva. Domina in avvio, latita e viene contrata dalla difesa nella fase centrale, si fa trovare pronta sia in attacco che in difesa nel quarto periodo ed esplode nel supplementare. Per lei alla fine 27 punti (10/22 dal campo) con 6 rimbalzi e 5 palle perse, a testimonianza che ha dovuto prendersi tante responsabilità oggi, anche perché giova sempre non dimenticare che a questo gruppo manca Marzia Tagliamento, ed è commovente il gesto di Kacerik (4 punti, 4 rimbalzi e tanta cattiveria in difesa) che indossa sul cuore la sua canotta durante l’inno nazionale. Proprio il play di casa Geas esce malconcia dalla semifinale con una distorsione rimediata nel supplementare di cui si valuterà la gravità nella notte. La vera chiave del match è una Rachele Porcu che spezza la gara in due, uscendo dalla panchina e segnando in tutti i modi possibili, dichiarati e non. Per l’ex Anagni ci sono 14 punti 5 rimbalzi e 3 assist. Piccole cose importanti da Pan (6+6 rimbalzi), mentre è imprescindibile il lavoro a rimbalzo di Costa e Cordola, che han garantito solidità sul fronte lunghe. Ora serve ricaricare le batterie e ripartire da questo 63-60 per affrontare la corazzata iberica, consapevoli che non sempre “l’invincibile armata” esce dalla battaglia vittoriosa.

Per questa semifinale tocca rinfoderare il fioretto e scendere in campo con armi ben più affilate. Volano i contatti, il gioco e fisico, e le difese la fanno da padrone. Serbia scaltra a rimbalzo con Arsenic e Nogic, Italia che si affida alle sue certezze, nonché a Cordola che approccia molto bene al match su ambo i lati del campo. Quando Zandalasini firma il suo primo arresto e tiro della gara, regalando alle azzurre il +4, coach Bulj decide di sospendere le operazioni e parlarci su, è il 5’. Crvendakic prova a metterci una pezza col jumper piazzato, ma Cecilia Zandalasini va letteralmente on fire, mandando in bambola la difesa avversaria e costruendosi i suoi tiri dalla media distanza che trovano puntualmente solo il profumo del cotone alla fine della morbida parabola. Dopo il suo 1/2 dalla lunetta l’Italia tocca il massimo vantaggio sul 13-6, ma qui tira prematuramente i remi in barca, offrendosi al gioco veloce e fisico delle slave. Bogicevic si fa trivare pronta col movimento sui tagli, Crvendakic va con la rubata di furbizia che imbecca Vojinovic, e quando ancora Bogicevic segna col lay up nel traffico si conclude il primo tempo con il solo +1 azzurro (13-12) sul tabellone.

Serbia che continua a impressionare, attaccando anche la zona match up che coach Riga ordisce. Se all’inizio dominavano le difese, sono gli attacchi adesso a farla dalla padrone. Stevanovic è una rapace dell’area pitturata, sa farsi trovare pronta e imbucare il vantaggio per le sue, ma dalla panchina esce una Vespignani tutto cuore che si porta a spasso la difesa e insacca appoggiando al vetro. Nogic si abbatte sulla gara con tanta cattiveria agonistica, punendo il troppo spazio lasciato dalla difesa, ma a rispondere è Zandalasini, che ricuce sul -1. Sull’orlo del precipizio, quando la Serbia sembra avere l’inerzia dalla sua entra in partita Rachele Porcu. La prima palla che tocca è una tripla sulla sirena dei 24 da 8 metri, che bacia la tabella e si insacca per il nuovo vantaggio italiano. Nogic ha ancora la mano calda e punisce ancora dai 6,75. E’ ancora l’ex Anagni però a dominare la partita, prima col fallo e canestro e poi con un’altra tripla dal parcheggio di Matosinhos. Sul 26-21 ancora la panchina balcanica va col provvidenziale timeout che serve a cambiare ancora una volta le sorti del match in questa fase. Crvendakic si prende la squadra sulle spalle, facendosi servire dal post basso e insaccando con un bel passo e tiro il canestro che riporta alla minima distanza le ragazze di coach Bulj, ma è ancora una tripla della solita Nogic a griffare il vantaggio serbo alla pausa lunga sul 27-28.

Terzo quarto ad alta intensità. Meglio la Serbia in avvio, che riesce a sfruttare il gioco in vernice di una Subasic letale in vernice e caparbia a rimbalzo. Sono suoi i punti del +3, ma è la gara di Rachele Porcu che dall’angolo con l’aiuto di ferro e tabellone firma la terza tripla della sua serata. Dalla stessa posizione si ripete Pan e poco dopo con la bomba frontale è Kacerik a regalare il 40-34 su cui la panchina serba chiama sospensione. Quando si ha bisogno di punti in casa slava è sempre Crvendakic a prendersi responsabilità e a lottare. Il tecnico a Zandalasini dà fiducia alle serbe che con i due liberi della loro solita leader ritornano sotto di sole due lunghezze, ma il pick and roll che premia Costa e il canestro dopo un’eternità di Zandalasini valgono il 45-41 all’ultimo stop and go.

Nell’ultimo quarto dominano tensione e palle perse da ambo i lati. Ci si affida solo alla linea della carità per muovere il punteggio. Subasic con tre liberi in sequenza tiene botta quando serve, il gioco di prestigio di Crvendakic vale la parità a quota 46 con 6’ da giocare. Un 1/2 di Zandalasini muove finalmente il punteggio, ma le azzurre hanno già sprecato il bonus ed il 2/2 di Nogic vale il controsorpasso delle slave. E’ un susseguirsi di botta e risposta. Gran taglio backdoor di Zandalasini per il comodo appoggio, bella ricezione profonda di Subasic per il lay up, jumper ancora di Cecilia e tripla di tabella della Zec, che vale il 51-53 a 2’03”dal termine. Bel servizio di Pan per Cordola che si fa trovare pronta e insacca, poi di qui in poi è delirio. Passi dubbi della Zec in penetrazione, gran stoppata di Crvendakic sulla Kacerik ben servita in post basso, gran difesa azzurra sul gioco dentro fuori delle slave e persa con una palla accompagnata discutibile di Zandalasini, ancora parità a 39”. La palla pesa, Subasic da una parte e Porcu dall’altra non sbloccano il punteggio, è overtime sul 53-53.

Supplementare che si apre con l’infortunio (distorsione) di Kacerik e il solito jumper brevettato di Zandalasini. Dopo tanti brutti attacchi, la Serbia trova il fondo del secchiello con la solita intensità in vernice di Subasic, ma è ancora Zandalasini a dare ossigeno alle sue con il canestro con fallo subito per il +3 delle sue. Neanche il tempo di scriverlo che Nogic ha piazzato la bomba del pareggio. Senza soste questo overtime. Sempre Cecilia, bella ricezione, e canestro e fallo subito, ancora. Il gioco ristagna, si sbaglia da ambo i lati, ma Pan piazza la giocata con la palla recuperata che la lancia in transizione fino al sopraggiungere del fallo. Un 1/2 vale il +4 italiano, con la Serbia che non spende fallo e difende alla morte. Costa e Cabrini non concretizzano, Nogic si butta dentro con coraggio e realizza, la sfida infinita continua, con 7” ancora da giocare palla in mano alle ragazze di Massimo Riga che chiama timeout. La palla finisce a Zandalasini che imbuca il primo, sbaglia il secondo, ma a rimbalzo c’è Costa che serve fuori Porcu che muore con la palla in mano. E’ finale per le italiane, 63-60, ma grandi applausi anche per le serbe.

MVP BASKETINSIDE.COM: Zandalasini

ITALIA – SERBIA 63 60

ITA: Vespignani 2, Policari, Porcu 14, Kacerik 4, Zandalasini 27, Cabrini 1, Pan 6, Cordola 4, Vitari ne, Costa 5, Reani. All. Riga

SRB: Zec 3, Stevanovic 3, Katanic 2, Subasic 13, Bogicevic 4, Arsenic 2, Cukic ne, Crvendakic 10, Spasojevic, Vojinovic 2, Ilic ne, Nogic 21. All. Bulj

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