Caserta, con i soliti veleni si torna a parlare di basket

Caserta, con i soliti veleni si torna a parlare di basket

Mentre si lavora per portare a Caserta un titolo di Serie A2, la piazza si divide sull’opportunità o meno di una permanenza di Raffaele Iavazzi in società.

di Emanuele Terracciano

Mentre il mondo del basket italiano ed europeo si prepara a vivere la fase più calda della stagione, a Caserta ancora ci si lecca le ferite per quanto successo quasi un anno fa e, tra polemiche e recriminazioni sul passato, si inizia a pensare timidamente a un futuro che, pur non avendo le sembianze di una vera e propria ripartenza, potrebbe restituire il basket professionistico a una città che tanto ha dato a questo movimento.

Dopo la conferenza stampa di gennaio in cui alla presenza del presidente della Provincia si era annunciata l’acquisizione della Dynamic Venafro con l’intenzione poi di spostare il titolo sportivo nel capoluogo campano, nulla si era mosso fino a questi giorni in cui si stanno susseguendo voci relative alla possibilità di acquisto da parte della nuova Juvecaserta di un titolo sportivo di A2. Diverse purtroppo sono le società che non navigano in buone acque nel nostra seconda serie, in particolare sono Bergamo e Roseto le società che Caserta starebbe seguendo per impossessarsi del loro titolo sportivo in caso di mancata iscrizione al prossimo campionato.

In realtà, più che la categoria, a preoccupare la piazza è la compagine societaria: infatti, a gennaio era stato comunicato che entro fine mese sarebbe stata resa nota l’identità di chi avrebbe fatto parte di questa nuova società, ma, a oggi 5 maggio, ancora nulla si sa sui soci e l’unico punto fermo di questa nuova Juvecaserta sembra essere il gm Antonello Nevola. Questo alone di mistero non fa altro che avvalorare l’ipotesi che dietro questa nuova società ci sia sempre Raffaele Iavazzi, l’uomo considerato da un’ampissima fetta della tifoseria il vero colpevole di quanto accaduto in estate.

Insomma all’ombra della Reggia neanche un anno di assenza dai parquet sembra aver scalfito quel vecchio ‘’vizio’’ della scarsa chiarezza e, così facendo, nonostante la voglia di una piazza che da decenni mangia pane e palla a spicchi, si rischia di tarpare le ali in partenza a questa nuova Juve che sembra avere troppi punti di continuità con quella vecchia finita come tutti ben sappiamo.

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