Intervista esclusiva a Mimmo Morena: “i giovani non devono mollare, Napoli può tornare in alto”

Intervista esclusiva a Mimmo Morena: “i giovani non devono mollare, Napoli può tornare in alto”

Cestistica Ostuni
Mimmo Morena, bandiera storica del basket napoletano, continua a giocare e a sventolare asciugamani nonostante le 45 primavere sulle spalle. Oggi indossa la canotta della Cestistica Ostuni ed è proprio nella Città Bianca che vive ormai da 8 anni con famiglia al seguito. Dopo la sconfitta interna contro l’Olimpica Cerignola per 58-75, il #7 dei gialloblu ci ha gentilmente concesso un’intervista a tutto campo su ciò che riguarda la pallacanestro. “Come stai vivendo questa ennesima rinascita del basket napoletano? Cosa deve cambiare per una svolta definitiva?” “Ultimamente ci sono vari problemi a livello di impiantistica, ci vuole un po’ più di attenzione da parte dell’amministrazione comunale e bisogna garantire una “casa propria” alla società. La squadra è stata costruita per vincere il campionato ed è stata affidata ad un mio grandissimo amico, coach Giampaolo Di Lorenzo, che sta svolgendo un ottimo lavoro. La società sta facendo tutto nei tempi e nei modi giusti per riportare la squadra nel basket che conta perchè questa piazza merita almeno il campionato di Legadue.” “Hai vissuto tre decenni consecutivi (’80, ’90, ’00) in Serie A. Quali sono le differenze ed i punti in comune rispetto a quegli anni? In cosa è calato il livello della nostra massima serie?” “Negli anni ’80 e ’90 venivano dagli Stati Uniti fior fior di giocatori, le regole erano diverse poiché la squadra doveva essere costruita con 8 italiani e 2 stranieri, ed i due che arrivavano dall’estero erano dei veri campioni da cui si poteva imparare tanto. Con la sentenza Bosman si è aperto il mercato a tutte le nazionalità e quindi si è dispersa la nazionalizzazione delle squadre. A cavallo degli anni ’90 e ’00 il campionato italiano era probabilmente il più bello d’Europa, adesso è sempre un bel palcoscenico ma i risultati delle nostre squadre in Europa dimostrano un calo del livello, dovuto anche al periodo di crisi economica che stiamo attraversando.”
Cestistica Ostuni
“Sei nel basket pugliese da un po’ di anni: come vedi le ripartenze di Bisceglie e San Severo e cosa pensi dei fallimenti di Bari e Ostuni? Cosa devono fare queste ultime per risalire?” “Nel primo decennio del 2000 la Puglia, insieme all’Emilia Romagna, era la regione con la più alta competitività nei campionati regionali. Si sono fatti tanti errori, non si è fatta una programmazione a lungo termine che permettesse di restare in alto, complici le difficoltà economiche di cui parlavamo prima. Ormai queste società sono costrette ad andare avanti con piccoli sponsor ed appassionati dato che i grandi imprenditori difficilmente riescono ad investire denaro come prima. Per quel che riguarda Bari il discorso è lo stesso, c’era un bellissimo progetto ma sono venute a mancare alcune certezze a livello economico e si è dovuto fare un passo indietro. Bisceglie e San Severo sono ripartite bene, bisogna ricominciare con calma e puntare sulle giovani leve. C’è una florida attività a livello giovanile e credo che è da lì che dovrebbero ripartire queste società, così come stiamo provando a fare ad Ostuni dove abbiamo costruito una squadra con 7 giovani e 3 giocatori esperti. Sono loro il futuro, a me piacerebbe poter giocare in eterno ma non è possibile (ride, ndr).” “A proposito di giovani, cosa consigli alle giovani promesse di oggi che riescono a trovare sempre meno spazio qui in Italia?” “Ci sono società che credono nei giovani. Reggio Emilia ad esempio è stata in grado, forse più di tutti, di lanciare tante promesse italiane. Credo che se è un giovane è forte gioca, anche se magari deve aspettare un po’. Mussini, ad esempio, dopo aver dimostrato tutto il suo talento ora gioca per un’università di altissimo livello come St.John’s e sicuramente se dovesse tornare in Italia tra un paio d’anni avrebbe il posto assicurato. Stesso discorso vale per Melli, un giocatore fatto e maturo nonostante i suoi 24 anni che comunque a Milano il suo ruolo lo svolgeva. Lui ha sicuramente le capacità, è un ottimo giocatore, il titolo di MVP del mese in Eurolega lo dimostra ed in questa nuova avventura con il Bamberg di coach Trinchieri sta facendo vedere a tutti il suo valore. A Milano gli dicevano di fare delle cose e lui le ha fatte bene, ora in Germania deve fare altre cose e le fa altrettanto bene. Il consiglio che posso dare ai giovani è quello di non arrendersi e di continuare a lavorare il più possibile. Quando eravamo giovani noi per guadagnarci anche solo un secondo sul parquet dovevamo fare il triplo di quello che facevano gli altri ed ora non è cambiato: è il destino dei giovani. Gli allenatori non sono stupidi e neanche le società, se un giovane è forte gioca.”
Cestistica Ostuni
“Capitolo Nazionale: ci si appresta ad un Preolimpico fondamentale per questa generazione, cosa manca a questa squadra per fare il salto definitivo tra le più forti del mondo? Messina può essere un valore aggiunto? “Pianigiani ha fatto un ottimo lavoro e la nazionale di oggi è una delle migliori della nostra storia. Abbiamo tanti giocatori forti e Messina, avendo vissuto ad altissimi livelli sia il basket americano che quello europeo, ha le capacità per mettere insieme queste due espressioni di gioco visto che abbiamo giocatori che competono sia da una parte che dall’altra. Ettore può essere un valore aggiunto ma le partite le devono vincere i giocatori, se dovessimo giocare con tutta la nostra classe ed intensità potremmo raggiungere le Olimpiadi di Rio e tornare a disputare il torneo olimpico ci regalerebbe senza dubbio una grande gioia.” “Con chi ti senti ancora dei tuoi ex compagni e con chi hai legato di più fuori dal campo?” “Ho legato tantissimo con Mike Penberthy che sento ogni settimana e con il quale ci confrontiamo su tante cose. Grazie ai social network che accorciano le distanze riesco a sentire molti amici come Michael Henderson che è a Long Island, Jon Stefansson che gioca in Spagna e tanti altri con cui ho giocato. Ogni tanto è bello ricordare ciò che è stato fatto insieme, perchè qualcosa di buono lo abbiamo fatto (ride, ndr).” “Kobe Bryant annunciando il ritiro ha detto che il suo cuore può reggere il colpo, la sua mente può gestire lo sforzo ma il suo corpo sa che è tempo di dire addio. Cosa dice il corpo di Mimmo Morena? E’ questa l’ultima stagione?” “Il fisico di Mimmo Morena sta iniziando a dire: “Che ne pensi? Forse è arrivato il momento?”. Scherzi a parte, questa è la parte brutta dell’essere un atleta perchè ad un certo punto il tuo corpo ti fa capire che devi rallentare. Io quando mi renderò conto che nella categoria in cui sto giocando non riesco più a fare quello che mi sento di dover fare dirò basta. Il problema che ho avuto l’anno scorso mi ha costretto a stare fermo un bel po’ di tempo e alla mia età stare fermo tanto tempo non è facile, costa il quadruplo della fatica rimettersi in sesto. La caparbietà, la voglia e la passione però non mancano mai anche se non sono una persona che non vuole accettare la realtà. La carta d’identità non mente e stiamo lentamente andando verso la scadenza quindi vedremo.” “Due pronostici secchi: chi può ostacolare i Golden State Warriors e chi vincerà il campionato italiano?” “Per quanto riguarda la NBA vedo Cleveland e San Antonio come alternativa ai Warriors con gli uomini di Popovich un gradino più su rispetto ai Cavs per il sistema di gioco.” Il campionato italiano dovrebbe vincerlo Milano, almeno sulla carta. Mi piacciono in particolare i sistemi di Trento e Reggio Emilia e spero che anche questa stagione possa finire con una sorpresa come lo scorso anno. Nel basket il banco può saltare spesso, soprattutto nei playoff, ed è anche per questo che è lo sport più bello del mondo.”

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