Memorial Nino d’Annunzio – Campli in finale con Rieti, Roseto KO

Memorial Nino d’Annunzio – Campli in finale con Rieti, Roseto KO

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Sono molto forti Campli e Ortona, squadre di Serie B, oppure sono mediocri (tendenti allo scarso) Roseto e Rieti, squadre di Serie A2?
La vexata quaestio, insipida come questi giorni fra estate e autunno, somiglia all’interrogarsi sulla lunghezza dello strumento di lavoro del corregionale Rocco Siffredi, sapendo a priori di non avere le qualità per girare un film porno. E cioè: che ti frega?
Che ti frega di sapere se sono due forti squadre cadette e due “scrause” squadre di A2? Tanto sai benissimo che questi tornei estivi “mixati”, fra squadre di categorie diverse, a tutto servono tranne che al risultato finale.
E però, siccome le partite si giocano, se il giornalista va a vederle poi è giusto che le racconti e sottolinei gli aspetti che lo hanno colpito nel bene e nel male.

ORTONA QUADRATA, MA VINCE RIETI. Nella prima semifinale, l’ha spuntata il Rieti dell’ex “Picchio” Feliciangeli, a Campli nel 1998/1999 e ancora riconosciuto, benvoluto e abbracciato da tutti. I sabini hanno battuto 66-60 l’Ortona, priva di Diomede e Martone. Coach Sorgentone ha schierato la sua tosta formazione come al solito: intelligenza, abnegazione e capacità di non mollare di un centimetro. Così ne è venuta fuori una gara equilibrata, in cui i due americani (Buckles e Pepper) e il passaportato (Mortellaro) di Rieti non hanno marcato grosse differenze rispetto agli altri atleti. Ortona ha quindi perso vendendo carissima la pelle e in finale è andato il Rieti di coach Nunzi.

I FARNESI MANGIANO SQUALI! Nella seconda semifinale, la sorpresa del torneo: Campli batte, al termine di una partita equilibrata come la prima, il Roseto (seppur privo di Marulli e Borra e con Weaver in campo dopo 4 allenamenti). Anche qui non si è visto il divario di categoria, anzi la multinazionale rosetana è finita infilzata dagli spiedi farnesi, diventando porchetta per il brindisi dei cugini della Scala Santa, che vogliono confermare l’adagio “La Coppa amrnàn a Chimble!”, anche se l’esclamazione a me fa sempre tornare in mente un grintosissimo Sante Bontà, il quale in un torneo di qualche decennio fa ebbe a dire a un tifoso locale che avrebbe potuto prendersi cura della toilette di una certa parte del suo corpo che non starò qui a ripetere.

CAMPLI-ROSETO. Ecco il racconto della partita, cominciando dai tabellini (non c’erano statistiche, come tutte le amichevoli di questa estate, quindi punti segnati a quadrati a mano, uno per uno), poi i quarti e le riflessioni finali.

CAMPLI 82
ROSETO 78
Parziali: 26-20; 16-23 (42-43); 18-18 (60-61); 22-17 (82-78).

CAMPLI: Montuori 5, Bottioni 10, Duranti 9, Di Giuliomaria 15, Petrazzuoli 2, Fattori 14, Petrucci 11, Serroni 6, Mirone 10. Coach: Millina.

ROSETO: Allen 15, Izzo, Ferraro 8, Papa 4, Marini 13, Bryan 10, Moreno 5, Weaver 23. Coach: Trullo.

1° QUARTO
Campli in campo con Montuori in regia, Petrucci e Duranti esterni, Fattori e Di Giuliomaria sotto canestro.
Roseto risponde con Allen play, Moreno e Marini esterni, Papa e Bryan sotto i tabelloni.
I farnesi giocano un primo quarto arrapatissimo (lavorano insieme dal 9 agosto e si vede, complimenti a coach Millina), mandando a referto ben 7 giocatori. Fattori (7) scherza con Papa e costringe Trullo a cambiare marcatura. Papa in attacco inizia bene volando leggero (4), ma il Roseto del primo tempino è – escluso un punto dalla lunetta di Ferraro – solo Bryan (8) e Marini (7).

2° QUARTO
Entra Weaver, che coach Trullo voleva centellinare stante la condizione fisica quantomeno approssimativa, e il Roseto conduce il quarto vincendolo 16-23.
Weaver (9) e Ferraro (7) sono la strana coppia (felpato e felino il primo, macchinoso ma efficace il secondo) che trascina gli Squali, che per il resto hanno solo una bomba da Moreno e 2 canestri dal peggior Allen di stagione, arrivati dopo 19 minuti e 30 secondi di gioco.
Campli tiene il campo con Di Giuliomaria (5), Duranti (4) Petrucci (4) e Fattori (3).
Squadre a bere il the del riposo con Roseto avanti 42-43.

3° QUARTO
Quarto equilibrato in maniera perfetta.
Roseto trascinata da Allen (8) e Marini (6).
Campli continua invece a giocare di squadra, mandando ancora a referto 7 giocatori che portano il loro mattoncino. Chi segna di più è Mirone (4), che pare il giocatore perfetto per Campli: urlatore, grintoso, trascinatore, rissaiolo pronto a esplodere. Sarebbe perfetto pure a Roseto (parliamo di tifoseria, non di categoria… almeno al momento).
Al 30° minuto il tabellone dice 60-61. E chi sta facendo bella figura nonostante sia indietro di un punto, è ovviamente il Campli.

4° QUARTO
In cauda venenum per Roseto, che muore trafitta dal cianuro camplese.
Il referto, per quanto compilato a mano, è impietoso: Campli manda per il terzo quarto su quattro 7 giocatori a referto (e nel secondo quarto ne ha comunque mandati 4), mentre Roseto è praticamente tutto nei 12 punti di Weaver (più i 3 di Allen e i 2 di Moreno). I numeri non dicono tutto, ma qualcosa vorranno pur dire a questo gioco, no?
Il Roseto, a meno di 6 minuti dalla fine, comanda 65-70 con applausi a scena aperta per “Er Puma” Weaver e i suoi lampi assolutamente fuori categoria. Ma il galoppo di un purosangue (il paragone con i cavalli è dedicato a Martina, figlia di coach Millina, che ama questi splendidi animali come il sottoscritto) mandato a galoppare sul pietrisco di un circuito di provincia può non durare a lungo. E così la partita – che in caso di vittoria rosetana avrebbe avuto MVP Weaver – tira fuori dal cilindro un altro uomo da portare sugli scudi: Riccardo Bottioni, play le cui penetrazioni mancine entrano nel burro della difesa rosetana con conseguenze nefaste per gli Squali. Il regista (non di film porno, anche se per tre quarti di gara lo è sembrato, giocando in modo impalpabile) ex Ferrara segna 8 punti (dei 10 totali) nell’ultimo quarto (canestro più fallo, due liberi, canestro, un libero su due) e diventa l’eroe della partita, prima tenuta in piedi dai “Big Three” Di Giuliomaria-Fattori-Mirone (39 punti in 3 sugli 82 di squadra) e dall’anarchico (cestisticamente parlando) Petrucci (11).
Ma torniamo a Bottioni – che se Weaver è un purosangue, anzi un “Tennessee Walking Horse” viste le movenze, Riccardino è un “Haflinger” (o “Avelignese”), dipende se a individuare la razza è un italiano o un tedesco – che con il gioco da tre punti manda al manicomio un nervosissimo Allen e pareggia a 70, a 4:04 dalla sirena finale.
Fattori, di giustezza ed esperienza, firma il 72-70, Weaver (che gioca ala piccola con Ferraro da 4 e Bryan da 5) sembrerebbe pareggiare inventandosi un canestro che gli arbitri annullano per violazione di passi.
A questo punto, “Onorio il situazionista” (il suo omonimo è stato il primo imperatore romano d’Occidente) si ritrova in contropiede in beata solitudine (col frontino, però) e insacca il suo unico canestro a 2:40. Campli avanti 74-70, grazie a Petrazzuoli.
Palla al Roseto, che però va a infognarsi nelle sabbie mobili della lunetta farnese: palla contesa e freccia che premia Campli. Di Giuliomaria è preciso a metà dalla lunetta (75-70), poi Weaver sbaglia un assist per Bryan, mentre Bottioni non sbaglia dalla lunetta (2/2, 77-70).
Weaver azzecca un gioco da 3 punti subendo fallo e il tabellone dice 77-73 a 1:20, ma è ancora Riccardo “Tiromancino” Bottioni a far godere i padroni di casa, con il canestro del 79-73. Ancora Weaver per il 79-75 a 45 secondi, poi time out Roseto. Al rientro, il negativo Allen piazza dall’angolo la tripla del 79-78 a 20 secondi dalla fine. Partita riaperta.
Marini commette fallo su Bottioni, che fa 0/1: 80-78 Campli e 17 secondi da giocare.
Roseto ha il pallone per pareggiare o vincere la partita, ma Allen va a sbattere su Di Giuliomaria, impantanandosi in entrata, e il Campli può chiuderla dalla lunetta, praticamente a giochi fatti, con il 2/2 di Serroni che fissa il punteggio finale sul 82-78.

RIFLESSIONI DOPO LA SIRENA

ROSETO E LE PARTENZE AD HANDICAP. Anche a Campli, Roseto rimaneggiato senza il play Marulli e il centro Borra.
Marulli ha finora giocato solo contro Teramo e Pescara, saltando poi le amichevoli contro Vasto, Rieti, Siena e Campli. Rientrerà stasera contro Ortona?
Borra ha invece giocato solo contro Teramo. E, stando ai “si dice” (la società è muta al riguardo), pare che la sua ernia possa essere trattata come le due di Usher lo scorso anno (che fu poi tagliato per problemi tecnici, non fisici) e quindi il centro dovrebbe (si spera) rientrare fra una decina di giorni di trattamento.
Farà ridere, ma ripensando allo scorso anno, quando Bryan e Ferraro arrivarono “dichiaratamente” infortunati da recuperare, questo precampionato in cui sulla carta erano tutti sani è, a livello di presenze in campo dei giocatori, peggio del precedente!
Società, staff medico e fisico, staff tecnico: facciamo che sia sempre il destino cinico e baro a volersi fare beffe del Roseto, oppure queste evidenze – unite magari alla gestione di Metreveli di due stagioni fa e a quella di Carenza della scorsa stagione – meritano una riflessione, dal momento in cui impediscono alla squadra di esprimere il suo potenziale?

AMICHEVOLE UN CAVOLO! Hanno iniziato in partita, hanno continuato alla fine. E, per quanto mi riguarda, dovrebbero andare tutti a raccogliere pomodori o olive per una settimana – alzandosi alle 4 del mattino e tornando la sera alle 17, per una paga giornaliera di 20 euro – per capire meglio cos’è la vita e prendere atto del fatto che, nonostante si mostrino come dei bulletti maleducati, sono dei privilegiati.
Parlo di tutti – rosetani e camplesi – quei giocatori che ieri si sono punzecchiati, spintonati, insultati, parlati all’orecchio, guardati male in campo durante e dopo la partita (li conosco quasi tutti, e da “normali” mi sono quasi tutti simpatici).
Non tutti si sono macchiati di questo stupido modo di vivere e giocare, ma alcuni lo hanno fatto. E in un mondo in cui un balordo è già abbastanza, da due in poi la cosa è insopportabile.
Ai “fenomeni” dico di vergognarsi.
Questo è l’esempio che vogliono dare ai tifosi che li guardano e li ritengono degli “eroi”?
Ci vogliono modelli positivi in questo mondo allo sbando. E tutti possiamo fare qualcosa, anche i giocatori in campo.
Non faccio i nomi per un unico motivo: troppo occupato a segnare punti e altro, mi sono scordato di segnarmi i nomi dei vari rissaioli. Ma, voglio assicurare i lettori, che alcuni atteggiamenti, soprattutto sul finire della gara e a gara conclusa, ci sono stati.
Ma come: perde la Francia davanti a 27mila spettatori – in casa, alla semifinale dell’Europeo! – contro la Spagna e nessuno dice niente… e in una amichevole fra una squadra di A2 e una di B dobbiamo vedere ancora cervelli allo sbando?

ROYAL RUMBLE MILLINA-FOSSATARO. Insieme hanno ben più di un secolo. E stanno nel basket da una vita. Eppure ieri sera, a margine dell’indegna gazzarra finale di cui abbiamo appena detto, si sono aspramente fronteggiati – armati di indice reciprocamente puntato – Vittorio Fossataro, general manager del Roseto, e Piero Millina, coach del Campli. In mezzo, Roberto Di Felice, direttore sportivo farnese con compiti di paciere.
Fossataro, con il braccio sinistro ingessato, pareva l’attualizzazione di Enrico Toti (l’eroe con una sola gamba), ma il paragone è senz’altro ingeneroso per il povero Toti.
Due gentiluomini del basket – di una certa età – non dovrebbero ridursi a fare “muso a muso” come due balordi qualsiasi.
Non so cosa si siano detti, ho poi visto che si sono calmati e Millina stesso mi ha detto: “Niente, non era niente”, ma io dico comunque a entrambi di darsi una calmata, perché se fanno così loro, che dovrebbero essere d’esempio, poi non possiamo lamentarci se giocatori e tifosi fanno di peggio.

ALLEN: DA “ALIEN” A “FALLEN”. Se le palle di Bryon Allen fossero state pale di un elicottero, ieri sarebbe decollato di certo. Nervoso, primi due quarti praticamente senza segnare, svogliato, aggressivo con gli avversari e con i compagni (un paio di pugni sul plexiglas della panchina), lo straniero del Roseto – dopo aver ben giocato tutte le amichevoli fino a ieri – si è trasformato da “Alien” (36 punti contro Rieti, a L’Aquila) a “Fallen” (brutta prova, nonostante la doppia cifra contro il Campli). Agli aventi causa (Trullo, Di Paolantonio e compagnia allenante): parlateci e vedete se ha transoceanici problemi o se ha solo “dormito col culo scoperto” ieri notte.

INNOCENZO IL POLEMICO. Ha un nome da Papa e un cognome da fabbro, Innocenzo Ferraro. Lo conosco da sempre e mi è anche simpatico, ma qui non parliamo di questo. Parliamo dello sbotto plateale che ha avuto ieri nei confronti di coach Tony Trullo, urlando e andandosi a sedere dalla parte opposta della panchina, con un linguaggio del corpo da auto-cartellino rosso. Emanuele Di Paolantonio, vice di Trullo, è andato a dirgli (immagino, avendo visto dalla tribuna), che non era il caso e di smetterla. E però non è la prima volta che Innocenzo fa così. Per noi giornalisti è una manna, sia chiaro… ricordo ancora le dichiarazioni contro la sua stessa squadra e contro il suo coach la scorsa stagione, dopo aver perso il derby in casa contro il Chieti. Ma se analizziamo l’atteggiamento in chiave Roseto Sharks e in vista del campionato, Tony Trullo deve un attimo togliersi lo smoking e scompigliarsi il biondo ciuffo, per chiarire una volta per tutte a Innocenzo – e agli altri – chi comanda e come si sta in campo e in panchina. Anche perché non c’è un direttore sportivo e il team manager è il volenteroso, ma troppo giovane Alex Petrilli (bravissimo, ma in grado di “mangiare la faccia” a nessuno, visto che è un ragazzo alla sua prima stagione).
Vedremo se gli Squali di Roseto resteranno tali o diventeranno gli Anarchici di Roseto.

WEAVER E I SELFIE FINALI. A vederlo ieri sera, seppure all’interno di una gara persa contro una squadra di Serie B e nonostante solo 4 allenamenti nelle gambe, Kyle Weaver sembra ciò che il suo curriculum un po’ dice: un giocatore di Serie A1 (o superiore) al confino in Serie A2. Passaggi (spesso non compresi… ma mi ricorda Bonaccorsi e qualche suo assist talmente immaginifico da non essere recepito nel Roseto 1997/1998), tempismo a rimbalzo offensivo, soluzioni a canestro, sorriso e disponibilità verso i compagni. Insomma: Weaver sembra davvero un giocatore potenzialmente illegale per la Serie A2. Vedremo se si confermerà tale e, soprattutto, come la squadra lo accetterà. Di certo, e scelgo di chiudere con questa immagine, è stato bello vederlo fuori dalla gazzarra finale, posare sorridente con i tifosi camplesi e rosetani che – riconoscendogli la classe di cui ha fatto sfoggio in campo – a fine partita hanno voluto fare selfie con lui.

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