Napoli capitale dei playground: domani parte l’iniziativa “Un canestro per amico”

Napoli capitale dei playground: domani parte l’iniziativa “Un canestro per amico”

17 playground in una città dove il basket è sempre all’anno zero, domani aprono i battenti i primi due. Con la “benedizione” di Federico Buffa.

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Dove c’è una tradizione, di basket si dovrebbe vivere, sudare, gioire, trepidare, non morire. Eppure Napoli, da otto anni a questa parte, non ha conosciuto altro che fallimenti, radiazioni, avventure senza senso e senza senno. Il passato più recente, sporcato da improvvisate di ogni genere, ha messo da parte la bellezza di uno sport oggi visto con diffidenza, in alcuni casi disgusto. E così è venuto meno il dato essenziale, l’elemento fondamentale per fare cultura cestistica, e ricreare un interesse di base più profondo, legato al quotidiano: dare a tutti la possibilità di giocare, aumentare queste opportunità il più possibile, partendo da quei playground dove l’incontro, l’aggregazione e il divertimento la fanno da padrona. Un desiderio che in tanti covavano, ma che spesso si scontrava con canestri piegati, tabelloni sfondati, campi nell’incuria. Nasce allora la rassegnazione, di fronte a una città dove un giorno sì e l’altro pure si lamenta la carenza di impianti inadeguati ai cosiddetti “Altri Sport”.

Eppure c’è chi non si è perso d’animo, e all’indomani di un’estate dove anche il basket maschile prova a ripartire i battenti in Serie B (ancora una volta), ecco la preziosa e inedita iniziativa  “Un canestro per amico“, messa in piedi dall’associazione sportiva Charlatans Basket Napoli in collaborazione con la onlus Darefuturo e il Comune. Domani, alle 10, presso la scuola “Sarria Monti” di San Giovanni a Teduccio, non ci sarà la solita posa di prima pietra. Domani si parte davvero, con l’inaugurazione dei primi due canestri, e una benedizione molto speciale. Ci sarà infatti l’avvocato a spicchi per eccellenza, sua maestà Federico Buffa, a offrire dal vivo il suo “in bocca al lupo” a un progetto che nei prossimi mesi abbraccerà tutta la città. Sono infatti 17 i canestri previsti, una sfida che però i Charlatans sentono di poter vincere, contando sull’appoggio delle istituzioni. Ma come nasce “Un canestro per amico”? Come si è trasformato questo piccolo sogno in una realtà che molla gli ormeggi e salpa? Gianfranco Timpano, appassionato di lungo corso e membro dell’associazione sportiva, ci racconta vita, morte e miracoli di un gruppo che, a dispetto del nome, ha puntato tutto sui fatti, non sulle chiacchiere.

Gianfranco, come e quando nascono i Charlatans?

«Noi nasciamo come Associazione sportiva dilettantistica “Charlatans Basket Napoli asd” nel 2012, per volontà di un gruppo di amici over 40, amici che già da tempo condividevano l’amore per il basket. Un gruppo piuttosto eterogeneo, composto da ex giocatori di buon livello così come da semplici appassionati, che magari mai nella propria vita avevano giocato a livello agonistico Ma tutti sono uniti dal medesimo intento: giocare a pallacanestro per condividere, dentro e fuori dal campo, momenti di divertimento ed amicizia, sempre con spirito goliardico ed un pizzico di sano agonismo».

Perché siete nati e quali sono i vostri obiettivi?

«Grazie all’impegno e alla determinazione di vecchi e nuovi soci, già da qualche anno abbiamo ottenuto la possibilità di svolgere le proprie attività sportive presso il PalaBarbuto, il più importante Palazzetto dello Sport cittadino. L’Associazione si è fatta anche promotrice di eventi culturali come, nel 2015, la presentazione del libro “VALE TUTTO” dell’illustre giornalista Lorenzo Sani, del Quotidiano Nazionale, presentazione a cui hanno preso parte atleti ed allenatori di fama nazionale e numerosi appassionati di pallacanestro. Negli anni l’Associazione ha partecipato con proprie rappresentative a svariati eventi sul territorio nazionale ma anche all’estero (Spagna, Olanda e quest’anno in Irlanda)».

Essendo i più ferrati sul tema, è così disastrosa la diffusione dei playground in città?

«Non si può negare che il numero di impianti sportivi cittadini sia sottodimensionato ed infrastrutturalmente inadeguato rispetto alle esigenze di una grande città come Napoli, oltre che rispetto alle potenzialità che la stessa potrebbe esprimere. E’ un problema che ovviamente non riguarda solo Napoli, ma che noi, che qui viviamo, non possiamo non avvertire e sottolineare. Il discorso vale anche per i playground, che sono pochi ed i pochi che ci sono sono spesso non manutenuti in maniera adeguata (se non ad opera degli stessi fruitori) oltre che oggetto di atti di vandalismo frutto di una preoccupante mancanza di senso civico e di cultura sportiva. Con l’iniziativa “un canestro per amico” intendiamo proprio seminare un po’ ovunque l’amore per lo sport e per i valori che lo sport insegna, tra i quali il rispetto per gli altri e per le regole».

Secondo voi, quanto della crisi del basket napoletano passa per l’assenza di strutture di base aperte a tutti?

«Non so quanto l’assenza del basket di alto livello a Napoli possa dipendere dalla mancanza di strutture di base aperte a tutti, ma sono certo che  l’esistenza di tali strutture possa contribuire a far rifiorire la passione e l’entusiasmo per uno sport bellissimo come il basket…e dalla passione possono sicuramente nascere nuove iniziative volte a riportare la pallacanestro ai livelli che una città come Napoli merita. L’entusiasmo e la passione sono la chiave di tutto, sempre, non solo nello sport, ma nella vita. Un bacino di utenza nutrito ed appassionato, peraltro, può costituire un’ottima base per convincere eventuali imprenditori interessati ad investire seriamente risorse in questo sport, con progetti razionali, a lungo termine e che garantiscano anche un ritorno in termini di immagine oltre che economici».

Come avete scelto i playground point e su quali risorse avete potuto contare per avviare il progetto? C’è qualcuno che andrebbe ringraziato in modo speciale?

«I luoghi in cui verranno installati i canestri sono stati indicati dal Comune di Napoli. Ovviamente prima di ogni installazione viene effettuato un sopralluogo tecnico da rappresentanti dell’Associazione e del Comune. Importante sottolineare che i canestri già montati e che andremo ad installare sono i più resistenti in commercio, in quanto costituiti da struttura, tabellone e canestro tutti in metallo e saldati insieme per cercare di scongiurare e scoraggiare eventuali atti di vandalismo. Si tratta, per intenderci, dei canestri che vengono installati nel playground presenti nei “peggiori” sobborghi degli Stati Uniti! Dobbiamo sicuramente ringraziare diversi soggetti che sono scesi in campo ed hanno lavorato in sinergia per la positiva riuscita dell’iniziativa: in primis l’Associazione Darefuturo  Onlus di cui è Presidente il Dott. Pennisi, ma anche l’Assessore allo Sport Borriello ed il Sindaco De Magistris, che hanno accolto favorevolmente la nostra proposta, il Presidente della “Charlatans Basket Napoli ASD” Giancarlo Garraffa che ha ideato l’iniziativa e naturalmente tutti gli altri soci Charlatans che hanno entusiasticamente preso parte al progetto».

Come si è sviluppata la collaborazione con il Comune?

«La collaborazione con il Comune è stata possibile grazie ad Charlatans che, con costanza ed abnegazione, si sono impegnati per sottoporre il progetto agli organismi istituzionali competenti (Comune, Direzione Grandi Impianti, Soprintendenza,…) e per superare con successo i passaggi burocratici necessari».

Con l’evento di domani festeggiate l’installazione dei primi due canestri. Le prossime tappe? Entro quando pensate di chiudere il cerchio?

«Le prossime installazioni saranno: Molosiglio (Porto), Villa Comunale/ Rotonda Diaz (Lungomare Caracciolo), Piazza Quattro giornate (Vomero), Centro Direzionale, Piazza Fontana (Ponticelli), Via Iannelli, Via Cassiodoro (Soccavo), Piazzale Tecchio, Corso Vittorio Emanuele, Parco Corto Maltese (Scampia), Parco Buglione (Vomero), Via Ciccarelli (Barra), Parco Virgiliano e Parco Mascagna (Arenella). Non sono in grado di quantificare il tempo necessario a completare l’installazione di tutti i canestri, anche perchè ci sono sempre da considerare fattori non dipendenti dalla nostra volontà, come i passaggi burocratici necessari per ciascun sito. Ma la buona notizia è che il progetto potrebbe estendersi anche fuori dei confini cittadini, infatti abbiamo già avviato contatti con il Sindaco di Pozzuoli, che si è mostrato disponibile e molto favorevole alla nostra iniziativa».

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