Serie B. Cento in casa contro Forlì. Demartini: “Possiamo batterli”, Garelli: “Non abbiamo ancora fatto nulla”

Serie B. Cento in casa contro Forlì. Demartini: “Possiamo batterli”, Garelli: “Non abbiamo ancora fatto nulla”

Con le spalle al muro, senza possibilità di sbagliare, perché non c’è domani senza ieri e non c è domani senza oggi. La Tramec in un PalaArchos, ribollente di passione e tifo, tutto esaurito (1500 spettatori di cui 150 da Forlì) prova stasera a riaprire una serie che le due sconfitte subite al Pala Fiera hanno di fatto complicato la strada alla compagine di coach Giordani.

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Con le spalle al muro, senza possibilità di sbagliare, perché non c’è domani senza ieri e non c è domani senza oggi. La Tramec in un PalaArchos, ribollente di passione e tifo,  tutto esaurito (1500 spettatori di cui 150  da Forlì) prova stasera a riaprire una serie che le due sconfitte subite al Pala Fiera hanno di fatto complicato la strada alla compagine di coach Giordani. Dall’ altra parte l’Unieuro ha il primo matchball a portata di canestro, vincere eviterebbe ai romagnoli un altro viaggio su un parquet che definire incandescente è un vero eufemismo, sapendo che ritornare qui in caso di KO aprirebbe scenari stile sfida all’Ok Corral, con tutti i rischi possibili nel rianimare una squadra sull’ orlo di un precipizio, ma pronta a risalire ed a dare battaglia. Sarà un duello all’ultimo sangue, complice anche le infinite polemiche riguardanti le date e sugli arbitraggi che Cento reputa penalizzanti nei suoi confronti (soprattutto quello nella partita di mercoledì sera). Per cui il lavoro dei due direttori di gara (il marchigiano Centonza ed il veneto Gallo già visto in gara 4 con Piacenza) potrebbe essere più complicato del solito visto i precedenti, anche se l’augurio è che siano gli atleti in campo a decidere il match e non fattori esterni oppure arbitrali.

QUI TRAMEC : Daniele Demartini non si nasconde «Non possiamo più sbagliare perché altrimenti è finita – ci dice il play rodigino che da mercoledì è alle prese con una fastidiosa sindrome febbrile- per cui dobbiamo ripartire dai 30 minuti positivi di mercoledì sera dove li abbiamo messi in difficoltà. Ce lo siamo detti nello spogliatoio- continua il regista biancorosso – portarli a gara 5, non sarà facile ma in campo getteremo tutto quanto abbiamo. È un fattore di energia e di voglia a cui dobbiamo dare continuità,non possiamo più crollare». Dopo la sfida con Piacenza, Cento sembra una squadra che deve ricaricarsi le pile, alla quale sembrerebbe mancare quella garra che ha fatto male alla Bakery. Ma Demartini non è d’accordo «Non credo che gli 8 giorni di stop ci abbiano scaricato. Abbiamo toppato come atteggiamento in gara 1, mercoledì avevamo voglia di riscattarci, dobbiamo sudare per 40 minuti interi, essere anche brutti, ma portarla a casa a tutti i costi».Non sarà facile perché Forlì è una squadra nobile ed operaia allo stesso tempo: « L’aver visto il baratro contro Borgosesia li ha fatti diventare più cattivi, meno appariscenti ma molto concreti – annuisce il giocatore rodigino – e questo forse ci ha sorpreso perché hanno iniziato la serie con grande energia. Pederzini ci sta dando molto fastidio perché finora ha fatto ammattire i miei compagni, poi hanno in Vico un giocatore davvero imprescindibile nei loro giochi, che fa tutta la differenza di questo mondo, non a caso quando era assente Forlì ha avuto qualche problemino». Cento sembra aver aperto un conto con gli arbitraggi, ma da perfetto play Daniele cambia direzione: « In effetti 31 liberi tirati a 61 e soprattutto 58 falli a 40 sono numeri che fanno rumore – ci dice sorridendo- non so se siamo diventati come i Bad Boys di Detroit ma sono altre le persone che devono analizzare tutto ciò. L`unica cosa da fare è quella di migliorare le nostre percentuali al tiro, perché in questo momento fatichiamo a fare canestro. Se prendi fiducia dietro ritrovi fiducia davanti, il nostro obbiettivo è per ora di riportare Forlì qui lunedì sera di fronte al nostro pubblico».

QUI FORLI: Dallo psicodramma di gara 4 con Borgosesia al paradiso che si può aprire in caso di raid a Cento. Come cambia il vento in 15 giorni, il 2-0 con cui Forlì si presenta al Pala Archos è simile ad un assegno firmato da Paperon de Paperino: «È vero loro sono spalle al muro ma noi non abbiamo ancora fatto nulla – tuona coach Gigi Garelli- anche se abbiamo un matchball che ci piacerebbe sfruttare subito. Deduco sarà una gara ancor più complicata delle due appena disputate, entrambe ci giochiamo molto per cui sappiamo che non sarà facile vincere là, soprattutto se avremo la stessa faccia con cui siamo scesi in campo nel primo tempo di mercoledì». Quella faccia che è cambiata dopo la grande paura contro il Gessi: « Non bastano qualità tecniche e tattiche, ci vogliono anche i muscoli e la giusta cattiveria per vincere queste gare- ci dice Garelli- in gara 4 a Borgosesia lo abbiamo fatto di gruppo e non individualmente e questo è stato importante anche se in gara 5 pronti e via eravamo un po’ troppo snob».Forlì ha cambiato pelle, brutti, cattivi ma concreti non solo belli, Pederzini incarna questa metamorfosi: «Non so se questo è vero – ribatte il coach forlivese – lui come tanti altri è stato molto ondivago, anche se in questa serie sta facendo bene. Noi come Cento abbiamo la fortuna di avere panchine lunghe, anche se pochi si ricordano che abbiamo dovuto resettare i giochi per inserire i due nuovi e rinserire Vico, il nostro leader. Con lui – continua Garelli- forse non perdevamo il primo posto, ma gli infortuni fanno parte del gioco».E a proposito di come si gioca in questi play -off: « Occorre essere concreti, energici giochi ogni due giorni – annuisce Garelli – arrivati a maggio/ giugno sei stanco raschi le residue energie sul fondo del barile ma quando vinci la stanchezza passa più in fretta». Forlì ha voglia di serie A, l’entusiasmo è evidente, ma il coach fa il diplomatico: « Non nego che c’è molta gioia e contentezza per i nostri risultati. Abbiamo riempito il palazzo e questo ci dà enorme carica,  perché vogliamo arrivare a giocare qualcosa di importante».Quel treno chiamato desiderio di A2 passa per Cento, l’Unieuro vuole «carpe diem» cogliere l’attimo vincente. Anche perché fermarsi due volte al Pala Archos sarebbe molto pericoloso..in tutti i sensi..e Forli di allungare la sua permanenza in B non ci pensa proprio..

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