Serie B. Cento verso Borgosesia, parla “soldatino” Infanti

Serie B. Cento verso Borgosesia, parla “soldatino” Infanti

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È il leader della difesa della Tramec, il pitbull che coach Albanesi sguinzaglia sulle tracce del più pericoloso degli esterni.

Lui come il «soldatino» Di Livio obbedisce, fa della difesa il piatto forte e non solo delle sue caratteristiche tecniche, perché quando deve fare ciuff non disdegna di essere un serial killer di professione come contro Rimini. Alessandro Infanti è stato preso per far fare il salto di qualità in retroguardia, in una squadra talentuosa a livello offensivo, la Benedetto ha uno stopper degno del miglior Vittorio Gallinari, lui ci racconta questa prima parte di stagione« Ambiente  caldo passionale forse ancor più rispetto 9 anni fa – ci dice l esterno friulano- situazione ideale per far bene. Stiamo creando i presupposti per qualcosa di importante, il gruppo è davvero ottimo sia dentro che fuori dal campo, , vogliamo arrivare alla fine nei migliori dei modi per cercare di fare il massimo».Ed a proposito di massimo, sabato scorso abbiamo ammirato il miglior Infanti stagionale «Ho avuto la sensazione di aver giocato bene- annuisce Alessandro- anche perché dopo un inizio a singhiozzo causa problemi alla schiena, avevo faticato ad entrare in forma.A Faenza ero andato in crescendo, con Rimini mi sono confermato, ora pensiamo al Gessi Borgosesia che di sicuro non sarà una passeggiata». Infanti è un perfezionista sul lavoro, lui vuole sempre migliorarsi  soprattutto in difesa che ne fanno uno dei giocatori più amati e ricercati in estate « È una cosa per me naturale pensare alla difesa – ci conferma Alessandro- è da li che nascono le vittorie.Mi piace essere importante per i miei compagni , per la squadra in cui gioco provando a mettere in difficoltà chi devo marcare.Fare 20 punti è gratificante, io penso che non farli fare li è ancor di più.In campo ci cerchiamo, parliamo spesso tra di noi, ogni consiglio è utile per la causa comune».Dove nasce l Infanti difensore « Nasce a Castelletto Ticino- ci confida Alessandro – dove coach Sacchetti mi diceva sempre  «il canestro è come la porta di casa tua, devi fare entrare chi vuoi te e non tutti» e questa frase mi viene spesso in mente.Poi ho la fortuna di avere 2 gambe esplosive che mi hanno permesso di allenarmi e giocare contro gli americani ed affinato le mie doti difensive».Ed a proposito di difesa, occhio a domenica contro Borgosesia « Squadra che lo scorso anno ha fatto bene – annuisce la guardia biancorossa- ed hanno in Santarossa il giocatore più carismatico.Trasferta insidiosa , anche lunga dal punto di vista del viaggio, ovviamente massimo rispetto per gli avversari ma noi vogliamo vincere domenica».Non è per caso che la mente è già al big match con Forli «Assolutamente no, sarebbe da presuntuosi pensare a Forlì – continua Infanti- dobbiamo pensare gara dopo gara».C è un sogno che ad Alessandro farebbe piacere essere realizzato «La serie A qui a Cento è il massimo, i derbies con Ferrara e la Fortitudo, il palazzo sempre pieno, Cento piazza che può far tanto bene anche al piano di sopra, sarebbe davvero fantastico» C era una volta Alessandro Infanti professione teddy boy e guastatore, ora  c è un Alessandro Infanti difensore e uomo squadra.In fondo arriva da una regione dove tra allenatori (Nereo Rocco, Cesare Maldini, Fabio Capello, Dino Zoff, Enzo Bearzot su tutti) e giocatori (Maldini, Zoff, Bearzot) saper difendere non era certamente un disonore..e lui non li sta facendo per nulla rimpiangere…

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