Serie B. ESCLUSIVA. Basket Scauri, il ritorno di coach Enrico Fabbri: “Occhio ai giovani ma puntiamo ai playoff”

Torna per la sua terza avventura sulla panchina del Basket Scauri, Enrico Fabbri. Lo abbiamo incontrato e parlato con lui del progetto ambizioso che lo vede coinvolto sulle rive del Mar Tirreno.

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Una terrazza nel centro storico del piccolo borgo di Tremensuoli, dalla quale si coglie una magnifica vista sul Golfo di Gaeta. A sinistra il promontorio di Gianola che fa da corona al centro abitato di Scauri e al suo splendido mare, al centro la città di Formia, sulla destra la catena dei monti Aurunci, con l’imponente figura del Monte dove è collocata la statua del Redentore che domina tutto il Golfo. I rintocchi delle campane della chiesa di san Nicandro scandiscono il tempo, che qui sembra essersi fermato e dove la modernità è data dalla presenza di alcune macchine, qui parcheggiate.
In questa scenografia ci riceve Enrico Fabbri, seduti a uno dei tavoli della sua “Osteria le quattro cose”, un grazioso locale aperto pochi anni fa, dove l’allenatore toscano (ma ormai laziale, e soprattutto scaurese, di adozione) ha intrapreso un’attività nel campo delle ristorazione e dove trascorre buona parte delle sue giornate.
Parliamo con lui di questa sua nuova avventura sulla panchina bianco-blu, dove già molte soddisfazioni si è tolto nel passato, guidandola dall’allora Serie C2 alla Serie B e poi di nuovo in Serie B, sostituendo l’esonerato Federico Pieri e portandola dalla zona retrocessione ai play-off.

Enrico raccontaci i motivi di questa scelta.

Tornare sulla panchina di Scauri era la mia ambizione. Dopo cinque anni nei quali avevo dato tantissimo e avevo ricevuto altrettanto, dalla Società e da un pubblico meraviglioso, sentivo ormai come una seconda pelle la maglia di questa città, che nel frattempo è diventata il luogo della mia residenza e dove ho messo su famiglia. Avevo altre proposte da squadre pugliesi e abruzzesi, ma gli equilibri sono cambiati quando il Basket Scauri mi ha chiamato e mi ha voluto rendere attore principale di questo disegno, in cui non sono solo un allenatore, ma un uomo della Società con un progetto pluriennale da costruire e realizzare. Non abbiamo stipulato alcun contratto, ci siamo semplicemente stretti la mano. Così è iniziata la mia nuova avventura a Scauri. 

Da dove sei partito per costruire la squadra?

C’erano due opportunità: confermare Bagnoli, al quale abbiamo fatto un’offerta importante, che andava oltre il bilancio di previsione con cui ci eravamo imposti di allestire la squadra, ma che avrebbe portato a costruirne una corta, con tre punte di diamante e giovani interessanti; la seconda, organizzando  una squadra ambiziosa, con giovani di prospettiva, desiderosi di dimostrare il loro valore.

Ha prevalso questa seconda soluzione, costruire un progetto pluriennale che consenta al Basket Scauri di poter crescere negli anni, senza fare follie, ma investendo con oculatezza e poter puntare, dove ci fossero le condizioni, anche alla Serie A. Così sono arrivati i vari Antonietti, Markus, Merella, Osmatescu, Picarazzi, quasi tutti giocatori del 1996, al loro ultimo anno da under, per cui vorranno dimostrare di poter valere la Serie B, così da potersi conquistare questo palcoscenico, se non qualche cosa in più, nel prossimo futuro. A loro si aggiunge l’esperienza. Per questo abbiamo deciso di puntare su giocatori di proprietà del Basket Scauri, di grande esperienza e affidabilità, con Andrea Lombardo e il ritorno di Gabriele Pignalosa, riducendo i parametrati ai soli Richotti (ormai scaurese di adozione) e Boffelli, oltre che Antonietti, un giocatore giovane (classe 1994), ma che ha grandissime potenzialità. Ho voluto una squadra con quattro lunghi perché pagheremo il dazio di avere molti giovani, che notoriamente non sono tutelati dagli arbitri, che viceversa tendono a essere più garantisti con i giocatori esperti. Per quello credo che ci fischieranno molti falli, soprattutto sotto canestro e dovremo perciò cautelarci con una panchina lunga.

Con quali ambizioni affronterete il campionato?

Ci prefiggiamo di arrivare ai play-off, ma per farlo dovremo puntare su tre aspetti importanti:

  1. Avere un forte spirito di squadra, lavorando molto in palestra durante la settimana, dimostrando di meritare di giocare a Scauri: la maglia non si indossa, si onora;
  2. La voglia dei ragazzi di fare bene, dimostrare il loro valore e quanto possono dare. Abbiamo preso giocatori di livello, benché giovani: Merella è nel giro delle Nazionali giovanili e ha già fatto buone esperienze anche in serie maggiori, esordendo in Lega Serie A con Sassari. Per lui siamo riusciti a vincere una concorrenza molto forte e siamo contenti che abbia scelto Scauri per lanciarsi; Osmatescu è un giocatore di scuola Viola Reggio Calabria, di grandi prospettive; Picarazzi l’ho avuto già lo scorso anno a Formia, sfiorando un’impresa unica, dove da settimi siamo arrivati alla finale promozione. È un ragazzo molto interessante che potrà essere la sorpresa; ha movimenti che non si vedono più, oggi, nella pallacanestro e nei modi mi ricorda tanto Armando Scalzone;
  3. Garantirci l’apporto del pubblico scaurese, il nostro uomo in più, quello il cui sostegno incessante può modificare gli equilibri in campo, come già fatto nel passato.

Uno sguardo alle altre squadre del girone.

A oggi, a mercato ancora non concluso, quelle più accreditate sono Palestrina e Valmontone, con quest’ultima che avrà qualche cosa in più se riuscirà, come sembrerebbe, a tesserare Francesco Guarino, un giocatore che in Serie B fa la differenza. Un gradino più in basso vedo il Cassino e la Vis Nova Roma che con i Rossetti, Iannilli, Casale e Pierangeli ha una squadra molto competitiva. Poi c’è tutto il gruppo che si giocherà i restanti posti per i play-off, nel quale ci saremo sicuramente anche noi. Sono certo che potremo toglierci delle grandi soddisfazioni, perché intorno a me vedo voglia di fare e bene.  

Sarà perciò un Basket Scauri diverso dal passato, con un occhio al bilancio e uno alla valorizzazione dei giovani. Per questo è rientrato nei quadri societari del settore giovanile anche Claudio Di Ciaccio, che come primo impegno ha organizzato per la Società il torneo 3 vs 3, che si è concluso nei giorni passati nella storica Arena Mallozzi e che ha riscosso un notevole successo sia di partecipanti (circa 100 giocatori) che di pubblico (una media di 500 spettatori a serata). Soddisfatto il Presidente Roberto Di Cola per il successo dell’iniziativa, il quale ha affermato “Il torneo ha messo in evidenza come Scauri sia un posto dove agli atleti piace venire per dimostrare il proprio valore. Abbiamo ospitato ragazzi provenienti dalle vicine Società campane, come Avellino o Caserta, ma anche dalla Liguria, e abbiamo osservato interessanti individualità. Il 17 agosto invece inizieremo la nuova stagione per la prima squadra e siamo molto motivati. Per questo stiamo anche cercando di organizzare un quadrangolare, per settembre, al quale dovrebbero partecipare tre squadre di Serie A2”.

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