Serie B, Inside the Final Four – Mens Sana e Fortitudo, ma che ci fate qua? Arrivano i primi 40′ per tornare grandi

Serie B, Inside the Final Four – Mens Sana e Fortitudo, ma che ci fate qua? Arrivano i primi 40′ per tornare grandi

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QUI MENS SANA (A cura di Francesco Conti) Ci siamo. La Final Four di Forlì è alle porte. Anzi, è la porta di accesso al sogno della Serie A2 delle quattro dominatrici dei gironi. Domani sera alle 20:35 c’è una partita dal sapore di amarcord: Gecom Mens Sana 1871 – Eternedile Fortitudo Bologna. Un tempo era semifinale di Final Four di Eurolega, sottolineiamo bene, Eurolega, mentre ora è semifinale di Final Four di Serie B. Facile intendere, e comprendere, che sia una sfida di valore, sia per le società, sia per i giocatori, esperti e capaci mentalmente di spaccare in due la partita, vedi l’ex biancoverde, e che ex, di turno Carraretto, guerriero di mille e più battaglie, e Chiacig, anche lui combattente, in maglia biancoblù prima del nuovo millennio. Ulteriore fattore è la voglia delle quattro compagini di arrivare a Forlì cariche, e capaci di buttarci dentro il sangue ed il sudore per arrivare all’ultima sirena col sorriso sulla bocca. Mecacci l’ha già spiegato bene ai suoi subito dopo la vittoria, sofferta ma alla fine arrivata, di Cecina. Un discorso breve, coinciso ma che ha caricato i suoi al meglio. Gli allenamenti successivi della truppa del Viale Achille Sclavo sono stati decisamente intensi, per preparare i biancoverdi al ritmo intensissimo della Final Four, sia mentale che fisico. Siena arriva con tutti i giocatori in forma, nello specifico con l’uomo delle triple decisive, e determinanti, di Lollo Panzini, Chiacig che sembra un ventenne, Ranuzzi Pignatti e Ondo Mengue in grande spolvero. Finalmente il grande momento è arrivato. Si accomodino signori e signore, lo show sta per iniziare. QUI FORTITUDO (A cura di Matteo Airoldi) La spasmodica caccia al biglietto – sintomo di come il popolo biancoblù senta l’appuntamento delle Final Four di Forlì quasi a voler chiudere un cerchio proprio la dove 5 anni fa si infransero, nonostante il canestro vincente allo scadere di Malaventura contro la Fulgor Libertas Forlì, le speranze di ritorno in serie A2 dei tanti tifosi fortitudini accorsi al PalaCredito, prologo poi di un lungo calvario che ha portato l’Aquila alla sparizione e alla rinascita due anni or sono – è terminata ora resta soltanto un match (nella peggiore delle ipotesi due) a separare la Fortitudo Bologna dal ritorno nel secondo campionato nazionale. Non sarà però un match come un altro perché a fronteggiare la truppa di Matteo Boniciolli, in una partita dal sapore antico e storico, sarà la Mens Sana Siena, altro club di grande blasone che lo scorso anno, in questi giorni, si stava contendendo lo scudetto con l’Olimpia Milano, salvo poi dover ripartire praticamente da zero per problemi di natura economica, altro punto in comune tra i due team in campo. Tante le conoscenze felasinee nelle fila dei biancoverdi, a cominciare da Luca Pignatti, ala di San Giovanni in Persiceto di scuola Fortitudo, e Alex Ranuzzi, anch’egli nato nel capoluogo emiliano e cresciuto nel vivaio bianconero della Virtus Bologna. Non va poi dimenticato che sotto alle “Due Torri” è transitato anche il trentanovenne Roberto Chiacig, che con la casacca della Effe vinse la prima Coppa Italia della storia biancoblù (1998) per intraprendere un viaggio in tante piazze d’Italia ed Europa durato un decennio e tornare nella “Dotta”, questa volta sponda bianconera, nel 2009,  stagione in cui vinse l’Eurochallenge allenato proprio dall’oggi fortitudino Matteo Boniciolli. Difficile prevedere come si svilupperà il match tra due squadre, che non si sono mai affrontate prima in stagione (cosa che rende ancor più difficile la Final Four per tutte le pretendenti), ma di certo un fattore fondamentale sarà l’aggressività difensiva, marchio di fabbrica di entrambe le formazioni che solitamente cercano di tenere l’avversaria attorno ai 55 punti segnati. Altro aspetto da non sottovalutare sarà l’ennesima lunga pausa intercorsa tra la vittoria di Montichiari e la sfida di domani  (Siena ha terminato il girone solo pochi giorni fa) che rischia di far calare l’attenzione e la concentrazione dell’Aquila. Non la pensa così però coach Boniciolli che si dice molto sereno e pronto ad affrontare la sfida: “stiamo tutti molto bene perché quando ci si appresta ad affrontare qualcosa con la consapevolezza di aver dato tutto si dorme benissimo.” Il piccolo infortunio occorso in settimana a Montano preoccupa? “Matteo ha preso solo una botta ed è stato fermo 3 giorni precauzionalmente ma non è nulla di grave. Ieri si allenato bene.” Come vede l’avversaria? “ Le due squadre sono molto simili perché sono lunghe con un’identità molto chiara. Siena devo dire che è molto ben allenata dal giovane Matteo Mecacci. Siamo arrivati al termine di un cammino lungo e tutte le formazioni meritano la promozione perché si sbattono in campo e lottano”. La formula delle Final Four è insidiosa? “ Secondo me il fatto che ne passino tre su quattro è di una crudeltà disumana e non credo che in campo il blasone di un club faccia la differenza. Ci sono quaranta giocatori che vengono per coronare un sogno. La vera spinta te la da il desiderio di completare un cammino che ad oggi non ci ha dato ancora nulla”. La pressione del pubblico può essere un’arma a doppio taglio difficile da gestire? “No perché credo, anzi ne ho testimonianza, che in giro ci sia tanta soddisfazione. Quel peso che ho avvertito è andato via via alleggerendosi grazie allo sforzo enorme che i ragazzi hanno fatto. L’impatto del mio primo mese stato di una durezza rara, poi dopo con l’allenamento è subentrata l’abitudine a questo tipo di sforzo. E la gente lo ha percepito subito e i miei giocatori adesso sentono veramente la spinta dei tifosi, non il loro giudizio. Questa è stata probabilmente la chiave della stagione e ci da una forza incredibile”. La chiosa è per capitan Lamma e i senatori che hanno contribuito a creare e cementare un gruppo ora molto unito: “Davide ha fatto un lavoro pazzesco più importante del mio. E anche Marco e Andrea Iannili hanno contribuito a traghettare il gruppo verso il nuov sistema di lavoro senza che qualcuno si lamentasse o tirasse indietro. Quando i tre veterani della squadra sono i primi a dare il massimo nessuno può fare un passo indietro”.

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