Serie B. Napoli al PalaBarbuto e da capolista, arriva Catanzaro

Serie B. Napoli al PalaBarbuto e da capolista, arriva Catanzaro

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La vetta, al di là della categoria, fa sempre il suo effetto. Una leadership costruita e voluta, quella degli uomini di Di Lorenzo, un primato inseguito e finalmente raggiunto per Napoli, grazie allo strameritato colpaccio di sabato scorso, a spese dell’Eurobasket. Una gara vinta con una robusta zona in difesa e il giusto tasso atletico in attacco, i partenopei hanno intinto alla grande nelle piaghe di una squadra senza idee, guidata da un Bonora altrettanto spaesato nella gestione delle rotazioni (sostituire Dip con Birindelli nei primi minuti, l’assenza di Righetti nel terzo quarto, tanto per dire).

Ora però, smaltita la “sbornia”, la priorità è un’altra: non pensare che la strada sia spianata, non dimenticarsi che in un fazzoletto di quattro punti ci sono ben sette squadre (con Palermo che ha un super calendario, Cassino messa meglio subito dopo), e non correre il rischio a cui un risultato del genere può comunque esporti. L’imperativo è chiaro: non sentirsi appagati, ma lavorare a testa bassa per difendere il primato. Almeno fino al termine del girone d’andata, quando il primo posto del Girone C significherà anche il pass per le Final Four di Coppa Italia.

Rimini è da sempre un obiettivo centrale nella lunga corsa di Napoli, e non solo per una gloria tutta sportiva, quasi decoubertiniana: in fondo la kermesse romagnola rappresenterebbe anche una vetrina, un’occasione per dire forte e chiaro che questa vuole essere un’altra Napoli, che paga e rispetta le scadenze, che sa archiviare il passato e camminare a testa alta. Forse però ai veterani del tifo, quelli che ne hanno subito di cotte e di crude, importa di più che finalmente si torni a Fuorigrotta, dopo un esilio di quasi tre mesi, e tutto questo non potrà che alzare a mille il morale di una squadra in cui tutto o quasi sta girando a dovere (compreso Nunzio Sabbatino).

Insomma: il rodaggio della fuoriserie potrebbe essere davvero alle spalle, e anche il calendario pare sorridere agli azzurri, con ben quattro impegni casalinghi nelle prossime sei: ecco quindi il momento ideale per non frenare le briglie ma incalzare, sfruttare l’inerzia e accelerare sulle ali dell’entusiasmo, azzardando anche un primo, possibile allungo sulle avversarie: questo potrebbe rappresentare, il frangente pre-natalizio che si apre con la sfida di Catanzaro. Ma attenzione: proprio la formazione dei Tre Colli, assieme a Viterbo, rappresenta la grande sorpresa in questo avvio di campionato.

Lasciandosi alle spalle in classifica formazioni ben più quotate come la Cesarano, Scauri e Palermo (proprio con queste ultime ha ceduto il passo, lontano da casa), il settimo posto di coach Tunno e co. è tutt’altro che figlio degli inciampi delle grandi: piuttosto pesa l’aver sfruttato un calendario favorevole con intelligenza, magari senza un grande basket, ma quanto basta per assicurarsi tanti punti utili in chiave salvezza.

Già, la salvezza: questo l’obiettivo dei giallo-rossi, che dopo due stagioni di alto profilo (coincise con l’accoppiata ritorno in B e 5° posto da matricola), hanno affrontato un’estate contrassegnata da due cessioni pesanti (Scuderi e quella del nostro Yande Fall), ripartendo da conferme di lungo corso con qualche scommessa. La paura però non fa parte del DNA di questa società, che dal 2011, e cioè da quando ha ereditato il testimone della storica Pallacanestro Greco Catanzaro (dal ’63 al ’65 in Serie A, tanto lavoro giovanile, dal 2002 al 2011 in B2), ha cercato di non disperdere i resti di una passione che trova echi importanti anche a livello femminile, con la Florens oggi scomparsa (una stagione in A nel ’91-’92), ma che oggi fatica a sopravvivere, schiacciata com’è da carenze impiantistiche e un più forte seguito calcistico.

Si parlava poco fa di scommesse, ebbene la principale riguarda senz’altro il quintetto: stiamo parlando di Fehmi Abassi (10,4 ppg in 36′ con 5,4 rpg e 2,6 apg), play 21enne che viene dall’ottima trafila di Bisceglie, conosce bene l’aria dei playoff, con cifre in crescita costante, anche se paga i molti minuti con percentuali scadenti. Quanto al resto dello starting five, non mancano gli approdi sicuri. In testa “Luchino” Carpanzano, appena 20enne ma già erede del testimone di Scuderi, lo testimonia un rendimento quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno (da 8,9 a 15,3 ppg in 32′, da 3,7 a 5,4 rpg, dal 26,5% dal 34% dall’arco); accanto a lui il 27enne ex Orlandina Thomas Di Dio, esterno scuola Siena con tanta gavetta in C tra Reggello, Acireale e Messina (9,0 ppg con 3,9 rpg in 28′), ma soprattutto da “4” troviamo “Jack” Sereni (11,3 ppg in 32′ con il 55% da 2, 7,3 rpg), veterano scuola Reyer e Benetton Basket, classe ’84, il giocatore di maggior prestigio della brigata ospite. Al quarto anno nel capoluogo calabrese (il terzo consecutivo), per lui tantissima B1 (sei stagioni di fila tra Ragusa, Venezia, Riva del Garda, Patti e Barcellona Pozzo di Gotto), con la promozione oro-granata del 2007 in palmarés, anche al piano di sotto ha lasciato il segno, mettendosi in bacheca la promozione della stessa Patti nel 2010 e quella di Reggio Calabria nel 2012. Con il successo di due anni fa in C è uno dei pochi giocatori che ha vinto in tutte le categorie “minors”, ben diverso il curriculum di Davide Naso (10,5 ppg con 5,3 rpg in 33′), sostituto di Yande Fall più per forma che per sostanza, senza avere il suo atletismo né il suo potenziale: altro over 30, carriera movimentata, con tappe più importanti a Osimo, Bisceglie e Patti in A Dilettanti (tra il 2009 e il 2011), anche lui dopo un purgatorio di due stagioni tra Verona e Acireale ha ritrovato il bandolo della matassa, cavalcando il nuovo progetto del Planet Basket, ma senza mai brillare. Come in questa stagione, dove le cifre risentono di un trentello illegale contro la LUISS.

Nella panchina, piena di giovani locali ma senza particolare spessore, da segnalare il “3/4” 29enne Antonio Infelise, l’esterno classe ’89 Antonio Rotundo (4,4 ppg 12 in 13′ contro la Cesarano), ma soprattutto l’ala reggina 19enne Domenico Latella, proveniente dalla Viola, ma che resta un punto interrogativo (in 6 partite 5,8 ppg con 2,7 rpg in 20′).

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