Serie B. Napoli, Betti detta il nuovo corso: “Ci sono basi solide, andremo fino in fondo”

Serie B. Napoli, Betti detta il nuovo corso: “Ci sono basi solide, andremo fino in fondo”

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10 agosto 2015, l’Azzurro Napoli Basket versione ’15-’16 esce finalmente allo scoperto. Alle spalle un ennesimo bailamme fatto di voci e di rumors, dopo la recente e cocente esclusione dall’A2, il clima che si respira all’Hotel Serius di Fuorigrotta è quello dell’ennesimo rilancio di un progetto che a due anni dalla nascita ancora non decolla, e anzi a conti fatti si ripresenta al piano di sotto, nel purgatorio della B. Ma dopo la conferenza stampa del 20 luglio, in cui il n.1 Maurizio Balbi ha cercato di mettere i puntini sulle tante, troppe lasciate i in sospeso, oggi si apre la terza stagione di un sodalizio che,  sanata gran parte dei debiti, e ampliata la squadra dei soci, adesso prova a voltare pagina. Non esiste una ricetta perfetta- specie nella nostra pallacanestro -, ma la certezza è che il tempo dei rischi, delle facilonerie, delle false verità e degli accrocchi debba finire, avviando piuttosto un discorso lineare, sostenibile, trasparente, quindi credibile.

Lo vuole con forza la piazza, stremata da anni di paradossi inaccettabili, lo vuole un GM navigato come Pierfrancesco Betti: gran cavallo di ritorno, è il grande protagonista dell’incontro con i media. Lui, che proprio all’ombra del Vesuvio tra il 2005 e il 2007 toccò il punto più alto della sua carriera (e con lui la S.S. Basket Napoli di Maione), oggi il dirigente laziale ritorna sui suoi passi. Alle spalle la sfida vinta di Ferentino, che da obiettivi salvezza è arrivata a una finale di Coppa Italia lo scorso marzo, con tanto di accesso ai playoff,  ora Betti lancia a sè stesso una nuova scommessa in salsa triennale, scende di categoria, e punta a riorganizzare l’assetto tecnico-sportivo di un contesto spesso fuori controllo: “Avevo incontrato il Presidente Balbi a Forlì, nel corso delle Final Four di Serie B: mi prospettò un nuovo corso, gli risposi che per poter aiutare una città rimasta nel cuore era necessario un foglio bianco, mettendo alle spalle quel peggio su cui purtroppo ero informato. Questo gruppo ha tirato fuori oltre 300mila euro per sanare il dovuto, evidentemente in fase d’iscrizione si sono registrati errori di tempistica, ma la sostanza è che il foglio è bianco in tutto e per tutto, e i pagamenti sono stati effettuati. Ho poi incontrato il Dott. Di Rocco e gli altri soci, non sono tornato perché ho bisogno di uno stipendio o perdere tempo: credo che il mio nome in questa città volenti o nolenti sia legato a ricordi e successi che ancora oggi ci mettono i brividi. Il mio contratto è triennale e chiarisce ciò che la nuova gestione vuole fare, partendo anche dalla napoletanità, per quanto in tanti fallimenti questa componente ci sia stata, lo dico senza polemiche. Non possiamo più permetterci giocatori che non scendono in campo, o che il PalaBarbuto sia chiuso: questa è la prima vittoria che dobbiamo ottenere, rispettando impegni sui quali anche io sono chiamato a garantire. La squadra è già fatta, con un budget pianificato e limitato, ma sapevo che gran parte di quanto versato dal gruppo serviva per ripianare il debito, e di questo sono contento: meglio un euro in meno ma per la stabilità. In pochi giorni dal 1° di agosto abbiamo allestito una buona squadra, magari in corsa la arricchiremo ulteriormente: ammetto che convincere molti giocatori a scendere e a Napoli con i retaggi del passato non è stato semplice, ma chi ha accettato è soltanto entusiasta di questa maglia.  Nessuno ci regalerà nulla, la B è una novità anche per me, ma ci siamo affidati a chi di questi campionati ne sa. Si comincia il 18 luglio per il raduno al PalaVeliero di San Giorgio a Cremano, fino al 30-31 luglio, data in cui occorrerà un chiarimento sull’impiantistica (Ad oggi gli unici impegni pre-season ufficializzati sono le due sfide con Latina, 29 agosto in terra pontina, 5 settembre in casa, fonte Uff. Stampa Latina Basket). Quanto ai pregressi sul roster abbiamo risolto i contratti biennali di Ganeto e Traini, mentre il capitolo Calvani è spinoso, in primis perché si tratta di un amico. Ci siamo incontrati la scorsa settimana, qualcosa si è rotto con la società sul piano tecnico, rimangono degli impegni economici che sono fiducioso e sicuro risolveremo a breve. Se sono qui è perché ci credo, e perché ho verificato le condizioni essenziali per poter lavorare, vincendo prima di tutto fuori dal campo: se anche solo una di questa mancasse, compromettendo ancora una volta il cammino verso la verginità, sarò il primo ad alzarmi dal tavolo. Nel frattempo, conto sul massimo sostegno dei media (Canale 34 e Radio CRC i media ufficiali, ndr), dovremo fare gruppo in questo tipo di operazione”.

Dunque un Betti motivato, ma che non è solo. Non lo sarà bordo campo, affiancato da un napoletano di nascita ed ex stella della Partenope anni ’90 come Giampaolo Di Lorenzo, oltre che dai nomi che presto comporranno il roster Azzurro: Berti, Giovanatto, Fall e Serino come pedine sicure per il quintetto, Sabbatino e Villani nelle vesti di cambi “di lusso”, senza dimenticare altri possibili obiettivi come Iannone o Parrillo. Ma Betti non lo sarà neanche fuori dal campo. A testimoniarlo  il neo AD Antonio Di Rocco, che fa lumi sul quadro societario: “Maurizio Balbi ha desiderato fortemente il salvataggio di questa società, ciò è stato possibile grazie all’aiuto di diversi interlocutori. Il sacrificio economico è stato significativo ma ben distribuito, purtroppo i tempi troppo stretti ci hanno impedito di partecipare a un campionato che meritavamo. Oggi affrontiamo la B, lo facciamo con umiltà, ma anche con un GM di spicco, e con l’apporto triennale di Givova, che rimane con noi nella sua qualità di title sponsor e sponsor tecnico. Il basket da oggi deve regalare emozioni, non più aneddoti da dimenticare, dando lustro a uno sport che resta sentito nella nostra città. Abbiamo un piano triennale ambizioso, sul piano sportivo, economico e amministrativo. Non c’è un patron, un personaggio di riferimento, ma piccoli imprenditori campani che rinunciando a utili del loro esercizio, hanno salvato la gestione precedente, e fatto sì che il sogno continuasse. Non sveliamo i nomi, ma solo perché chi è coinvolto non cerca pubblicità, interessi o convenienze personali. Giuridicamente c’è una società contenitore da me presieduta, che accetta contributi da parte degli imprenditori, messi a disposizione prima per ripianare i debiti, quindi per programmare tutti gli interventi necessari ad onorare le scadenze: chi deve giocare gioca, chi deve amministrare amministra. Il Mario Argento? E’ un capitolo che dobbiamo riprendere: la priorità degli ultimi mesi era salvare il titolo, abbiamo provato in tutti i modi a rimanere in A2, ora dobbiamo risalire in campionati che ci spettano, giocando anche in una casa che meritiamo. In quest’ottica ritengo che Dario Boldoni sia un professionista fondamentale, un uomo d’altri tempi sempre pronto a darci una mano. Nodo PalaBarbuto? In un incontro abbiamo chiesto la gestione, ma i matrimoni – specie se sono nuovi – debbono farsi in due, e i termini della questione non sono soltanto economici. La situazione è work in progress, la nostra compagine è nuova, e la nostra ferma intenzione è quella di giocare a Napoli”.

Insomma intenti nobili, accanto a tante parole d’occasione, ma un segnale almeno c’è. Il primo di tanti che serviranno, in una tifoseria che ormai diffida per natura, e in un girone tosto che presenta almeno cinque avversari tostissimi (Cassino, Palestrina, Palermo, Eurobasket e Scafati). Come spiega Betti “il nome Napoli motiverà tutte le nostre avversarie”, e sulla strada dell’obiettivo Final Four, gli ostacoli non mancano. Questa la battaglia dell’Azzurro: dentro e fuori dal campo.

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