Serie B. Napoli chiude l’andata con Viterbo: due punti per tenere viva la speranza Coppa

Serie B. Napoli chiude l’andata con Viterbo: due punti per tenere viva la speranza Coppa

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Superate le feste, il giro di boa è a vista dell’Azzurro: solo 40′, e anche il girone d’andata di questa inedita Serie B andrà in archivio. Domani di scena a Fuorigrotta (ore 18) c’è la Stella Azzurra Viterbo, ultima “sconosciuta” agli appassionati partenopei, in una giornata che sembra fatta “su misura” per i rientranti Parrillo e Villani, oltre che mettere punti in cascina senza abbassare troppo la guardia.

Dando infatti uno sguardo agli abbinamenti, è innegabile che con Palestrina ospite di Empoli e Palermo impegnata sì in casa ma contro Cassino, ci siano buoni presupporti per consolidare il secondo posto. D’altra parte però meglio non montarsi troppo la testa: vero che i civitonici arrivano da quattro stop consecutivi, ma il loro peso è tutt’altro che ridimensionato, pensando a chi li ha superati, non sempre in scioltezza. Nell’ordine troviamo Catanzaro, Eurobasket, Palermo, Cesarano e adesso Napoli: non si può dire che la compagine di coach Fanciullo abbia avuto un calendario equilibrato, anche se ben sfruttato nella sua prima parte con appena tre stecche (Palestrina, Cassino e Scauri). Certamente lo stop nello scontro diretto in Calabria ha fatto cambiare il vento, ma non le ambizioni play-off di una società che, nata nel 1990 esclusivamente per il minibasket, ma preso in corsa il testimone della più storica Tuscia Basket Viterbo (dal ’94 al 2000 in B d’Eccellenza, nel ’96 sfiora anche l’A2 perdendo in finale contro Livorno), ha scalato pian piano tutti i gradini, cominciando dalla Prima divisione. Così nel 2003 arriva la promozione in D, nel 2010-2011 la doppietta C2-C1, infine due anni fa l’approdo in DNB/ Serie B, difeso con le unghie e con i denti. Insomma una scalata di tutto rispetto, molto simile a quella vista di recente anche sponda femminile, in cui passati i bei tempi della Sisv (una Coppa Italia e due finali scudetto negli anni’80), si è andati avanti prima con il marchio Virtus fino al 2010, poi cedendo blasone e tradizione all’ Ants Basket, oggi discreta realtà dell’A2, ma con radici solide nel mondo giovanile.

Insomma Viterbo vive anche di basket e di buon basket, ma con attenzione costante alla linea verde. Ed è’ questo in fondo il filo rosso di un organico tutt’altro che profondo ma coraggioso, che mette in gioco un bel manipolo di ragazzi, ma che si poggia innanzitutto su due pilastri: la chioccia Fabio Marcante (10,3 ppg al 53% da 2 con 6,2 rpg e 3,1 apg), ala forte da 35 primavere con due promozioni in carriera (2012 in Legadue a Ferentino, 2013 in DNA Silver con Roseto), e altre ottime esperienze nella vecchia B1 (su tutte Firenze, Fidenza e Virtus Siena), e il 28enne pivot romano Valerio Marsili (10,9 ppg con 10,7 rpg ma 39% da 2), che dopo anni spesi facendo da sparring (Osimo, Rieti, Pesaro, Jesi) con unica parentesi da titolare a Pavia nel 2012, in DNC (arrivando in semifinale playoff), ha trovato con ogni probabiità la sua vera dimensione.

Tornando invece ai “più piccoli”, meritano sicuramente attenzione il play ventenne Marco “Bamba” Giancarli (9,8 ppg in 28′), l’esterno tiratore del ’94 ex Sangiorgese Michele Peroni (13,3 ppg al 37% da 3 e 3,0 rpg in 34′) e il suo coetaneo senese Riccardo Rovere – primo cambio dei lunghi (10,3 ppg al 40,5% da 3 con 3,4 rpg in 20′) e il “3/4” classe ’96 Semir Giotto Malthouti, arrivato dal Latina Basket (8,3 ppg con 4,5 rpg in 26′). Il primo, che si è formato sull’asse SMG Latina – Stella Azzurra, ha avuto un buon impatto lo scorso anno, a Taranto, nella sua prima vera annata lontano da casa (8,8 ppg con 3,1 apg in 29′). Quanto a Peroni, l’ex giovane dell’Olimpia Milano era cavallo di ritorno (aveva già conquistato con la Stella la promozione del 2014), e sta confermando gli ottimi numeri dell’ultima annata con i draghi (11,1 ppg al 38% da 3 con 3,9 rpg in 30′). Stessa lunghezza d’onda per Rovere che, a dispetto dell’età, ha la scuola che ha ed è già al terzo campionato vissuto in prima linea (8,4 ppg con 4,0 rpg nel 2013-14 ad Orvieto, 9,7 ppg al 62% da 2 con 4,5 rpg nella prima stagione in maglia Stella). In seconda linea mettiamo invece il tascabile Giulio Cianci (3,4 ppg in 14′), pronto a dare fiato nel back-court ma senza grandi picchi, con lui anche il lungo senegalese ex stellino Fallou Ndiaye (6,7 minuti in 12 presenze).

Insomma: giochi pressoché chiusi nella race to Rimini? Forse, ma in casa Napoli c’è sempre la speranza che un evento fuori script sia dietro l’angolo. E la dimostrazione è arrivata nell’ultimo turno, con due risultati al limite dell’incredibile. Scorrendo la gameline, vedere Empoli che paga dazio a Maddaloni procura gioia ma anche rimorsi e non è tutto, vista la sorpresa che poteva arrivare dal PalaAvenali, con Fondi vicinissima al colpaccio dei colpacci, sul campo dell’Eurobasket. Ennesima vittima sacrificale pochi giorni prima a Fuorigrotta, quasi si stentava a credere che il play by play della LNP, a 2′ scarsi dalla fine, dicesse +3 per i pontini. Si immaginava che il sistema di netcasting fosse incappato in uno dei soliti down, e invece no: smartphone alla mano, magari in auto diretti a Venafro, ci si augurava che la squadra di Bonora perdesse la testa nel momento decisivo. Il finale però è noto a tutti, forse è saltato l’ultimo quanto imprevisto ostacolo della capolista verso le Final Four di Coppa Italia, ma questa categoria ci insegna che a volte la carta è lettera morta. Allora meglio crederci ancora: meglio aspettare il 10 gennaio, trepidare a distanza per la LUISS (che questa domenica sarà di scena a Scafati), e soprattutto meglio non avere altri rimpianti, con altri due punti in tasca.

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