Serie B. Napoli, derby a Maddaloni: altri due punti da azzannare, prima della grande sfida

Serie B. Napoli, derby a Maddaloni: altri due punti da azzannare, prima della grande sfida

Prima dello scontro diretto con l’Eurobasket, azzurri impegnati contro i casertani, impantanati nelle zone basse ma reduci da un buon momento.

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Memoria, sofferenza, passione. Dovessimo scovare le parole chiave dell’ultima settimana di basket a Napoli, non andremmo oltre queste tre. Innumerevoli i post, le foto, gli articoli, i video e i cimeli sparsi sui social e il web, per celebrare il decennale dallo storico successo in Coppa Italia. Dominante, travolgente, questa sana ansia di rivivere la cavalcata forlivese, la valanga degli ultimi giorni ricorda a tutto il movimento che c’è storia in questa città, c’è tradizione, c’è cultura a livello di base, ma c’è soprattutto la testimonianza di tanti che, nonostante l’interminabile “basso impero” iniziato otto anni fa, non hanno mai chiuso la porta al basket, se il prodotto sa essere credibile. E in questo senso sarà poco, ma la voglia di lottare, di sacrificarsi, di vincere che la DiLo band ha espresso l’altro ieri contro Cassino, in un PalaCaravita tutt’altro che amico (anche nell’arbitraggio), rappresenta il modo più bello per esprimere la compattezza di questo gruppo, più completo e profondo che mai. L’abbraccio sanguigno, adrenalinico, quasi cameratesco alla fine dell’overtime thrilling contro i ciociari, ha colpito più che in altre occasioni. Sembrava esorcizzare quel momento di transizione che a livello societario dura ormai da un mese, lanciando un segnale chiaro: noi ci proiettiamo con fiducia verso il rush finale, noi ci siamo e lo dimostriamo, ma i prossimi 10-15 giorni dovranno essere i più importanti della stagione, anche fuori dal campo. Servirà un decisivo passo in avanti per smaltire alcuni debiti storici, servirà un chiarimento definitivo nei rapporti con il Comune, per un rientro a Fuorigrotta senza altri dietro-front. Deve crearsi la tanto agognata cornice di serenità e collaborazione, la base essenziale per un lavoro che può e deve rimanere ambizioso. Il fosforo e la difesa targata Berti e Giovanatto, la fisicità a fiammate di Villani, il ritorno sugli scudi di Serino, e la crescita di Sabbatino, che finalmente fa da eco a quelle ormai consolidate di Martino e Spera: l’asse Isernia-Cassino ci regala questi trend, che per ora ben compensano le sofferenze a rimbalzo difensivo, la solita altalena da tre (13/59 nelle ultime due, purtroppo in linea con il 31,5% stagionale) e qualche svista nella gestione del ritmo e dei falli. Il tutto ben sapendo che l’Eurobasket è in affanno, nonostante il roster formato corazzata per come è uscito dal mercato: gli ultimi risultati della capolista (KO a Palestrina e scivoloni sfiorati contro Empoli e Scauri), dimostrano che tra otto giorni ci sarà partita eccome, questa Napoli ha tutte le carte in regola per prenotarsi quel posticino a Montecatini, e giocarsi al PalaMadigan le chance di un percorso giunto ormai allo step decisivo.

E in questo step, che deve innanzitutto preludere al poker, i prossimi due punti in palio si servono come ciliegina su una torta prelibata, gustosa, quella del derby. Prossima pratica da esaminare Maddaloni, un oggetto assai curioso da decifrare, la prossima avversaria della Mimi’s. Dopo due anni ai playoff, Maddaloni sulla carta si rinforza, ma il record del girone d’andata parla di 3-12, e quello di ritorno non promette bene, con altre tre sconfitte in apertura. Segno eloquente di una realtà inadeguata nell’organico e nella tattica, lo fu anche il precedente stagionale (85-50 per l’Azzurro): un po’ di zona 3-2, pochi minuti e poi tanta ordinaria amministrazione, di fronte a un Caceres irriconoscibile, un Rusciano fuori forma, pessimo controaltare rispetto al buon contributo di Chiavazzo, l’unico a salvare la bandiera del San Michele “1”. “1”, già, perché la Maddaloni di oggi è una squadra che ha vinto tre delle ultime quattro, compresa l’Odissea contro Palermo di due settimane fa (al 6′ gara sospesa, oltre un’ora per trovare un altro impianto – d’obbligo l’incrocio delle dita), il 65-64 su Viterbo può aver dato una svolta agli uomini di Monda, cresciuti soprattutto in difesa (meno falli commessi e palle perse, più palle recuperate) ma anche nelle gite in lunetta (ben 100 liberi a disposizione, 72% di media).

Grande protagonista in questo fondamentale è da sempre Juan Manuel Caceres, (16,8 ppg, 8,7 rpg, in 37′ con il 48% da 2 e il 37% da 3), oggi il 31enne (che va di 33/41 ai liberi nelle ultime cinque) non è soltanto l’investimento economico, di esperienza, verve e qualità, ma anche il totem della squadra a tutti gli effetti. Ex Anagni (con cui vince la B2 nel 2010), Rieti (finale playoff 2013 di DNB), Matera e Bisceglie (2° posto nel Girone D lo scorso anno alle spalle di Agropoli), Caceres offre molto anche nelle scelte tattiche, supportando all’occorrenza il play per creare le giuste spaziature. Non sfugga poi il valore aggiunto del 33enne play storico Michele Desiato (ex Foggia, Corato e Bisceglie, settima stagione a Maddaloni, quarta di fila):  non è partito al meglio, le medie stagionali parlano di 11,2 ppg in 33′ con 4,1 apg e il 26% dall’arco, ma contro Palermo e Fondi ha messo la freccia. Rispettivamente 13 e 21 punti segnati, con 8/14 da 2 e 4/9 da 3, ma soprattutto 9/12 dalla lunetta, la mano del ragazzo è piuttosto calda, quindi attenzione.

Meno roboanti e di contorno le prestazioni del “4” Aniello Garofalo, maddalonese doc classe ’87, così come per il pivot Luciano Rusciano, 32enne scuola Scandone già visto a Gragnano, Giugiliano e alla Delta Salerno, dalla panchina offrono alcuni lampi i prodotti del vivaio come l’ala Alessandro Florio (6,9 ppg in 20′, 4/12 da 3 nelle ultime due) e la guardia Ivano Ragnino (6 punti in 19′ complessivi, sempre nelle ultime due), entrambi sono classe ’96. Chiude le rotazioni il prospettino ’95 Giovanni Marini, guardia in prestito dalla Juve Caserta.

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