Serie B. Napoli, il Cuore inizia a battere: contro Maddaloni emozioni da derby

Serie B. Napoli, il Cuore inizia a battere: contro Maddaloni emozioni da derby

Trasparenza, tranquillità, chiarezza con tutti, giocare senza rischi. La normalità, in una parola: dal 2008 è chimera per il pubblico di Napoli, una sfida che saprà d’impresa, se il Cuore Napoli Basket manterrà le promesse.

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Trasparenza, tranquillità, chiarezza con tutti, giocare senza rischi. La normalità, in una parola: dal 2008 è chimera per il pubblico di Napoli, una sfida che saprà d’impresa, se il Cuore Napoli Basket manterrà le promesse. Giovani, lavoro di prospettiva, politica di piccoli passi, coinvolgimento di un territorio ampio: questo il mix annunciato su più frequenze, un mix che piace a chi da anni subisce puntualmente coltellate alle spalle, e in punta di piedi si avvicina a chi dal 2011, sotto le insegne del Cilento Basket, ha fatto tutto questo, Ciro Ruggiero in testa. Lui ama definirsi un aficionado, un tifoso se non un curvaiolo più che un presidente, e fa dell’emotività il suo cavallo di battaglia. Ma al giorno d’oggi, specie dopo un successo, non è cosa facile conquistare la B, e confermare in blocco gente come De Conciliis, Pino Corvo e altri, pilastri di uno staff che, stagione dopo stagione, ha raccolto promozioni in prima squadra e considerazione nel panorama giovanile. Ora però, per tutti, il banco di prova più duro: affrontare in ottica salvezza una categoria scomoda, insidiosa, senza farsi risucchiare dai gorghi delle aspettative, e senza risvegliare ricordi che tutti vorrebbero ammuffissero. Del resto l’obiettivo, carta alla mano, è e deve essere un’onesta salvezza, dall’11° posto in su. Poco a dire il vero per un coach dal passato di Ciccio Ponticiello, ma la scommessa sua e di alcuni veterani come Maggio – cavallo di ritorno – e Barsanti, la presenza di vecchie glorie come Sbaragli e Dalla Libera, sono la prova di un percorso che anche se di low profile, dovrà lanciare subito dei segnali. E non tanto perché si voglia l’exploit, quanto per l’incredibile inanellarsi di impegni che nei primi tre turni sanno già di scontri diretti. Maddaloni, Stella Azzurra e Viterbo non sono Valmontone, non sono Cassino, non sono Palestrina né quell’altra fuoriserie targata Tigers Forlì, una corazzata che per i puntuali dogmi FIP si trova nel Girone C, e alla quarta passerà per Fuorigrotta, trascinata da un driver amato e rimpianto come coach Di Lorenzo. Servirà allora una congiunzione astrale perfetta, e da subito: recuperare il play scugnizzo dopo gli acciacchi della pre-season, vedere un Barsanti meno perimetrale e più leader in attacco, un Nikolic coerente con il talento mostrato un match sì e l’altro pure, così come un Mastroianni in linea con la crescita mostrata in pre-season. Capitolo a parte il pitturato, dove in assenza di un lungo di categoria, Njegos Visnic dovrà andare ben oltre gli stroardinari, per assicurare un gioco balcanico 100%. Certo, non dispiacerebbe qualche sorpresa da parte della linea verde – da Erra a Ronconi passando per Perrella fresco di firma -, senza dimenticare la “strana coppia” Rappoccio – Murolo, avrebbe detto Simenon. Il primo, pretoriano del coach filosofo, ha saputo dare piccole scosse, dare idee di gioco che a volte mancano, con soluzioni in più. Quanto a “Soldatino”, di lui colpisce il volto freddo e impassibile: non guarda in faccia a nessuno, in difesa è un mastino, dei contatti si fa un baffo, è l’esatto identikit del “Cestista dal cuore azzurro”, come recita uno slogan esibito in ogni occasione. Anche lui è atteso al varco, un po’ come tutti, di fronte a una squadra che lo zoccolo duro ha già conosciuto (domenica ore 18, Palasport Via De Curtiis, ingresso gratuito, arbitrano i Sig.ri Picchi di Ferentino e Cassiano di Fiumicino), anche se in una stagione assai avara di acuti.

Maddaloni all’anno zero, è proprio il caso di dirlo: la San Michele rivoluziona dopo due stagioni ai playoff e 2015-16 da dimenticare, non resta nulla dello sfortunato quintetto che l’ex ex Dike e Sant’Antimo Giò Monda – infortuni permettendo – ha schierato fino a pochi mesi fa. Via le bandiere Desiato e Chiavazzo, via l’inabbordabile Caceres inabbordabile, quindi spazio a un quintetto nuovo di zecca ma tutt’altro che zerbino, che specie sui piccoli può spaziare con vari assetti. In cabina di regia si dovrebbero alternare due ragazzi dal buon pedigree: l’ex Veroli e Brescia Joshua Giammò, ha macinato minuti e gioco in quel di Scauri, maturando un’esperienza play-off vissuta finalmente in prima linea (8.9 ppg in 23′ con 2.4 rpg e 1.8 apg, 52% da 2 e 71/81 ai liberi). A dargli il cambio “Jay Jay” De Vincenzo, molisano doc classe ’94, ferrato nell’uno contro uno, reduce da una finale playoff nel Girone D con Pescara (7.3 ppg in 17′ con 1.8 rpg): ci si meraviglia perché tra due ottime stagioni in B (la prima con Lanciano nel 2013-14) si sia autoparcheggiato a Trapani senza neanche brillare, causa il tramonto della gestione Lardo. A completare il pacchetto fiducia a un tandem che lo scorso anno, da gennaio in poi, ha detto la sua a Isernia: entrambi romani, entrambi scuola Virtus, più esterno offensivo il primo (15.5 ppg con 3.2 rpg in 29′), play tascabile e ragioniere il secondo, Tommaso Guagliardi e Fabio Sansone cercano innanzitutto conferme. Quelle di cui non avrà bisogno il “senatore” del gruppo, quell’Ernestino Carrichiello (13.4 ppg con 3.6 rpg in 30′, 54% da 2), che qualcuno ricorderà nei riscaldamenti dell’ultima Pompea, più di dieci anni fa. Da allora l’ala 32enne ne ha fatta di strada: trascinatore della Cesarano, dalla promozione del 2015 agli strameritati playoff, il suo curriculum parla anche di ottime referenze sponda Bisceglie, Ravenna ma anche cinque anni fa a Potenza, in A Dilettanti, quando la retrocessione arrivò all’ultimo respiro. A chiudere lo starting five un altro ex Isernia e Piombino come Giovanni Esposito (8.1 ppg con 3.9 rpg in 22′), pivot cresciuto a Cercola e a caccia di minuti dopo annate da terza linea con Roma, Jesi, Pesaro e Caserta, quindi il “4” Federico Saini, proveniente dalla realtà forlivese di Bernareggio in C ma scuola Olimpia, alla terza esperienza in categoria dopo quelle in casa Sangio (dal 2012 al 2014, chiuse entrambe ai playoff). Come cambio in batteria c’è il 25enne Giuseppe Luongo: uscito dalla fucina della Partenope e cavallo di ritorno (dette il suo mattoncino nella promozione in B della San Michele), il suo habitat sarebbe la C, dove ha indossato le maglie di Benevento, Airola, Pozzuoli e Potenza. Per lui sarebbe la prima vera stagione in B dopo uno spicchio di campionato vissuto a Bisceglie nel 2011: uno stimolo in più, tra i tanti che daranno colore ed emozione a questo derby.
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