Serie B. Napoli, primo match tosto: il poker passa per i Tigers di DiLo

Serie B. Napoli, primo match tosto: il poker passa per i Tigers di DiLo

Cuore Napoli Basket primo e a punteggio pieno, con numeri da stropicciarsi gli occhi, quasi si possa sognare ad occhi aperti. Ma domani arriva il primo scontro diretto

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Tre vittorie in tre scontri diretti, di cui due in trasferta e con ampi scarti (una media di 23 a partita). Il miglior attacco dell’intera categoria (89 punti di media), anche se la linfa vincente nasce dalla difesa. Cuore Napoli Basket primo e a punteggio pieno, con numeri da stropicciarsi gli occhi, quasi si possa sognare ad occhi aperti. Una sorpresa? Un clamoroso fuori script? Se la verità sta nel mezzo, siamo d’accordo. In fondo il calendario non ha ancora offerto gli scogli più duri, i tornanti più insidiosi, ma i sei punti ci sono, sono pesanti, non erano scontati, e alzano l’autostima di un gruppo dove se le rotelle gireranno, la salvezza potrebbe anche stare stretta. Ancora a corto di un lungo vero (ci sarà anche il fortitudino Errera, ma sempre di un “4” si tratta), coach Ponticiello fa sempre di necessità virtù, raschia il barile come si deve e si dimostra coach sprecato per la categoria. In difesa l’organizzazione è un fiore all’occhiello, e dopo la zone press 2-3 vero marchio di fabbrica, i suoi ragazzi iniziano a reggere anche l’uno contro uno, a tenere i cambi, mentre in attacco colpisce il rendimento formato diesel, con break che alla lunga fiaccano gli avversari, solo all’apparenza modesti. Inevitabile che in questa economia pesino alcune individualità: Maggio legge i momenti chiave del match, e se c’è da segnare segna, se c’è da subire un fallo ci riesce, se c’è da recuperare un pallone si tuffa meglio di un rugbista. Anche Nikolic sta crescendo, ovviamente step by step, tra una nota di spettacolo e qualche ingenuità. C’è poi Barsanti, che a furia di triple tentate in quantità industriale, imbocca anche la serata giusta. Colpisce infine il contributo silenzioso di gregari come “Soldatino” Murolo, Rappoccio e Ronconi, senza dimenticare un Visnjic che viaggia sempre al limite, ma è abituato gli straordinari. Insomma ognuno ha il suo momento, con tutti gli alti e i bassi del caso, ma senza snaturare equilibri raggiunti con eccezionale rapidità, ma che da domani saranno messi a dura prova.

Il bilancio infatti è gramo per l’amatissimo ex Giampaolo Di Lorenzo, ma guai a definire i suo Tigers una realtà di coda. Prestazioni opache sì, anche nel mitico fortino di Villa Romiti, anche in questo caso nella cornice di testa a testa contro Cassino e Vis Nova. Percentuali basse (41% da 2, 23% da 3), pochi punti segnati (appena 59.7), ma gli orange hanno tutte le carte in regola per infastidire le corazzate laziali. Vuoi anche perché la società si è fatta strada in pochissimo tempo, vuoi anche perché non è facile creare un vero pubblico, in mezzo a quello storico della rinata Pallacanestro Forlì, matricola in A2. Tutto nasce nel 2014, una volta acquisiti i diritti sportivi di C2 dal Guercino Basket Cento (FE). La squadra, immediatamente ammessa in DNC, manca l’ingresso ai playoff solo per differenza canestri. 12 mesi stessa musica, nonostante le finali di Coppa Italia, ma in estate la Cesarano Scafati smobilita, arriva così una categoria in cui l’intenzione è quella di non restarvi a lungo. Sogno di un derby? Intanto la squadra è giovanissima, con spazio per tutti, e il coach è quello giusto. Timoniere è l’inossidabile argento olimpico Rodolfo Rombaldoni (14.3 ppg, 52.4% da 38.5% da 3, 2.7 rpg e 2.3 apg): a dicembre toccherà le 40 primavere, ma è sempre pronto a mettersi in discussione dopo gli scudetti vinti con Fortitudo e Montepaschi e le tante promozioni in serie superiore, l’ultima conquistata proprio lo scorso anno proprio con Roberto Maggio, sulla sponda bianco-rossa di Forlì. Il terminale è invece Luca Fontecchio (16.0 ppg e 7.0 rpg, 53.3% da 2): ala 25enne, figlio d’arte, scuola Virtus ma cresciuto tra Torino, Reggio Calabria, Omegna e Udine, in campo giovanile ha raccolto un argento europeo U20 nel 2011, e nell’estate 2013 ha partecipato alla torunèe cinese della Nazionale Sperimentale. Deve confermarsi dopo la stagione da protagonista con la maglia di Cento, stesse aspettative sul conto di Edoardo Giovara: talento purissimo coltivato in quell’oasi che è Casale Monferrato (8.3 ppg con 5.7 rpg), e stato protagonista in B con la maglia di Valsesia, autentica sorpresa nei playoff dello scorso anno (7.8 ppg con 5.4 rpg, 35% da 3). Il reparto esterni si completa con Joel Myers, Matteo Ghirelli e Francesco Forti. Figlio di Carlton il primo (5.3 ppg con 3.3 rpg in 19′), anche lui svezzato a Rimini, ha debuttato come Giovara, ma senza agguantare la salvezza con la maglia di Fondi: per lui 9.5 punti e 2.5 assist, ma con troppe altalene, a coach DiLo il compito di dargli una vera identità. Si tratta invece di un debutto per Ghirelli, un classe ’96, ferrarese DOC, ma senza disastri (5.7 ppg in 22′). Più interessante la storia di Forti: play di scuola Don Bosco Livorno del 1994, si fa le ossa in C1, poi un’esperienza in Danimarca, quindi il ritorno in terra labronica, dove lo scorso anno ha raggiunto la C Gold toccando 13.8 punti e 3.8 assist. Avvicinandoci a canestro, attenzione a Jack “Cico” Cicognani (6.0 ppg con 7.7 rpg): cresciuto a Ravenna, è stato uno dei simboli della scalata giallo-rossa: nel 2013 vince prima il campionato di DNB e la Coppa Italia, quindi due stagioni di A2 Silver da titolare, poi lo scorso gennaio lo “strappo” che lo porta a Palestrina, affrontando la prima esperienza fuori casa. A supporto ci sarà tutta l’esperienza di Andrea Bartolucci, il suo curriculum lo vede in A con Pesaro, ma soprattutto in A2 due anni fa a Imola (6.9 ppg con 3.2 rpg), prima di raggiungere Pavia (8.6 ppg con 3.7 rpg). Le rotazioni si completano con il giovane di contorno Luca Agatensi

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