Serie B. Napoli soffre poi si distende con Murolo e Mastroianni, Angri si spegne dopo un quarto

Serie B. Napoli soffre poi si distende con Murolo e Mastroianni, Angri si spegne dopo un quarto

Prosegue la messa a punto per la nuova Napoli di Ciccio Ponticiello, e altra vittoria per gli azzurri, nel quarto test pre-season contro l’Angri di Gigi Iovino.

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Prosegue la messa a punto per la nuova Napoli di Ciccio Ponticiello, altra vittoria per gli azzurri nel quarto test pre-season contro l’Angri di Gigi Iovino. Sfida a due volti, sul parquet del Polifunzionale di Soccavo, con la brigata dell’ex tecnico della Cesarano a dettare le danze nei primi minuti. Non smentisce i pronostici la formazione salernitana – sulla carta pronta per il salto in Serie B – che domina la prima razione grazie alla verve dei suoi campioncini a stelle e strisce. Punti, velocità, atletismo, ma sono doti che svaniscono dal 10′ in poi: complice il loro stile un po’ anarchico, ma anche merito di una Napoli che indovinando i cambi e difendendo a zona esalta lo spirito di squadra. Così le assenze di Maggio (caviglia) e Nikolic (postumi di una botta alla spalla rimediata contro Scauri), pesanti più che mai in uscita dai blocchi, passano in secondo piano. E in questa riscossa dei volti meno noti, primeggiano senz’altro Murolo e Mastroianni: il primo suona la carica con triple, freddezza e tanta faccia tosta, aprendo finalmente quegli spazi che l’altro capitalizza a dovere scaldando la mano. Non saranno soltanto i suoi canestri a far vibrare le corde fin troppo tese degli ospiti, ma la pre-season serve anche a testare le ingenuità per evitarle nei prossimi step. A cominciare dal quadrangolare reggino del week-end contro Viola, Catanzaro e Matera, fino all’ultimo scrimmage interno contro Isernia: sono le ultime prove, prima di un inizio stagione ricco di scontri diretti.

CUORE NAPOLI BASKET – ASD ANGRI PALLACANESTRO 80-67 (Punteggio azzerato ogni 10′)

PARZIALI: 11-25; 23-17; 22-9; 24-16

NAPOLI: Rappoccio 9, Murolo 18, Barsanti 19, Mastroianni 21, Ronconi, Erra, Miladinovic, Palladino 2, Malfettone, Visnjic 11, Perrella. All.: Ponticiello.

ANGRI: Di Capua 14, Hankerson Jr. 21, Di Napoli 6, Robinson 20. All.: Iovino.

Rompe il ghiaccio Mastroianni con metà bottino dalla lunetta, Ponticiello tampona il forfait di Maggio ruotando Murolo, Rappoccio e Malfettone. Come d’abitudine gli attacchi coinvolgono spesso Visnjic, ma il lungo serbo fatica nel seguire il pick n’roll con continuità. Delude anche Barsanti nel back-court sparacchiando troppo, ma l’ex Lucca paga anche alcune situazioni in veste di portatore di palla, non giocando con la giusta libertà. Angri nel frattempo alza spesso e volentieri i ritmi, avvantaggiandosi dall’ uno contro uno. Di Capua e Di Napoli contribuiscono non poco con la loro visione di gioco, anche se gli americani fanno la differenza, specie in velocità. Spicca tra i due Robinson, ala forte giamaicana classe ’92, che con la sua agilità tocca presto la doppia cifra. Intanto lo sforzo difensivo in casa Cuore si traduce in un bonus prematuro (a 5’19” dalla prima pausa), così gli ospiti scappano rifilando un 15-0 pesante: il display del Polifunzionale recita 23-6 quando Murolo chiude il break da tre. Spazio anche a Palladino negli ultimi 3′, il n.21 debutta con un buon semi-gancio, e mette se non altro più pressione difensiva cattiveria ed energia nel pitturato. 11-25 dopo 10′.

La seconda frazione non si apre con grossi acuti, cambia tutto quando coach Ponticiello mette fuori Barsanti: Mastroianni più lucido, Rappoccio e Murolo trovano punti sfruttando qualche automatismo in più, dopo 3′ il Cuore ha già superato i punti segnati nella prima frazione. Unico neo due falli dubbi di Mastroianni, ma l’ex Martina Franca si riscatta con la tripla nata da un buon extra-pass di Barsanti: 13-7, Napoli sfrutta alla grande l’assenza di Robinson sotto le plance, altra ottima scelta l’alternarsi di zone pari e dispari che rallentano i ritmi, chiudono i rubinetti dei rimbalzi offensivi e innervosiscono gli avversari. Così, dopo i liberi pescati con furbizia da Di Capua e Di Napoli, proprio l’ex Sarno cade nel tranello di Murolo: scontro di gioco, si sfiora la rissa, ma il n.7 partenopeo resta in campo impassibile, glaciale, e con 2+1 seguito da tripla si arriva anche al 20-10. Nelle battute finali si rivede Henkerson Jr. per gli ospiti, soprattutto dalla lunetta, nota di spettacolo lo schiaccione in velocità griffato Robinson per il 23-17 del secondo parziale.

Nella terza frazione si notano tutti i meriti di Napoli, uniti a un’Angri lontana anni luce dal campo, con gli americani che fanno quello che vogliono. 7-2 in neanche due giri di lancette, la difesa fin troppo lenta e allegra degli ospiti offre a Mastroianni una tripla in solitudine, mandando coach Iovino su tutte le furie. Al rientro, cercando un recupero, Murolo appoggia male il piede destro sul parquet: il suo urlo sembra far presagire il peggio, ma con una spruzzata spray e qualche minuto in panchina rientra tutto. Nel frattempo la difesa azzurra produce ancora ottimi frutti, stavolta anche a uomo, e sporca bene le linee di passaggio, approfittando ancora della sfacciata svogliatezza americani, che solo di tanto in tanto si fanno vivi dalla lunetta. Non a caso il il primo fallo per Napoli arriva solo a 4’18” dall’ultima pausa, mentre in attacco Mastroianni si conferma mattatore assoluto del campo, anche in transizione: ne nasce così un parziale di 22-9 che consegna al Cuore anche il vantaggio nel conteggio totale.

Con la stoppata e il lay-up di Robinson si entra nell’ultima frazione, risponde Rappoccio dall’arco, ancora una volta sono gli americani a dettare le danze, siglando un mini-allungo sul 7-3. Intanto volano parole di troppo, così come troppi sono i contatti oltre il limite, il clima partita si sporca, tanto da portare gli azzurri in bonus dopo neanche 4′. Equilibrio nel punteggio fino al 10-10, da segnalare anche uno stoppone di un Mastroianni su Di Capua, poi l’allungo definitivo grazie alle ripetute gite in lunetta di Murolo e Barsanti, senza contare il punto esclamativo dell’ex Senigallia, finalmente da tre. 24-16, basta per tutti, soprattutto per Di Capua, che non chiude senza un polemico lancio di palla.

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