Serie B. Napoli, superare Fondi per tenere vivo il sogno Coppa

Serie B. Napoli, superare Fondi per tenere vivo il sogno Coppa

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Tre partite alla fine del girone d’andata, sei punti che l’Azzurro deve mettere in cascina senza se e senza ma, senza perdersene altri per strada. Perché se la brigata di Righetti e Stanic non molla la presa e resta in vetta da sola, avvicinandosi al sogno Coppa, anche dietro non si scherza: Palermo sta sfruttando il calendario facile, e con il pokerissimo confezionato tre giorni fa oggi è appaiata alla Mimi’s; Palestrina, per quanto inerme e sguarnita sotto le plance, è sempre lì, ma soprattutto attenzione a Scauri e Scafati, che di questi tempi viaggiano col vento in poppa (i pontini sono alla seconda di fila, i cugini in giallo-blù alla quinta). Dunque un campionato sempre più spaccato quanto equilibrato nella parte alta: ragionamento il cui rovescio della medaglia descrive esattamente l’ultima vittima delle aquile di Tucci, quella Fondi che, prossimo avversario della DiLo band, lotta da tra stagioni a questa parte per difendere la categoria, e ne avrà anche per la quarta.

Il cammino infatti era ed è tutto in salita, per la formazione pontina: la squadra non puntava all’olimpo, ma non bastano le due sole vittorie all’attivo maturate fin qui anche se pesanti (in casa contro Venafro, fuori superando Maddaloni). Si aggiunga poi una sconfitta chiave come quella di misura contro la Stella Azzurra (66-67), oltre a uno stuolo di prossimi impegni duri che dopo Fuorigrotta vedrà la Virtus – Eurobasket e Palestrina fuori, quindi Viterbo tra le mura amiche-, non c’è dubbio che gli unici appigli da cui ripartire per un colpo di coda siano l’interessante 33,5% dall’arco, oltre a quelle certezze (poche) attorno a cui costruire un cammino da salvezza.

Due i valori sicuri dell’organico Oasi di Kufra: Dario Cappiello, 26enne alla quinta stagione in maglia Virtus, cresciuto in quel Fabriano Basket legato a certi nostri ricordi (6,2 ppg con 2,3 rpg e 3,5 apg in 26′, 68% da 2 e 81% ai liberi) e Antonello Lilliu (17,7 ppg in 33′ con 2,9 rpg e il 35,7% dall’arco), 33 primavere con esperienze a Senigallia e Gaeta, con cui nel 2012 conquista il Girone G di DNC. Da ormai tre stagioni sono mente e braccio del quintetto titolare, che se della scorsa stagione ha confermato l’ala classe ’81 Gaetano Pietrosanto (8,1 ppg con 5,8 rpg in 35′, 53% da 2), “idolo” locale già compagno di Lilliu a Gaeta, e già all’attivo in piazze quali Pistoia, Ruvo e Fossombrone, ha puntato su due giovani interessanti: Angelo Luzza, ala piccola ’95 scuola Viola Reggio Calabria, in doppia cifra da tre partite consecutive (8,6 ppg in 21′ cn 5,2 rpg, 48% da 2 ma 26/47 ai liberi), ma soprattutto il pivot riminese ’96 Igor Biordi (12,4 ppg con 7 rpg in 27′, 54% da 2, 38% da 3, 32/52 dalla lunetta), prospetto appena sfornato dal vivaio dei Crabs, già nell’orbita della Nazionale U18, e già lo scorso anno decisivo per la stentatissima salvezza dei granchi.

Insomma impegno, buone cifre, ma volendo cercare il talento stile “oggetto misterioso”, quello che magari può invogliarti a fare un salto a Fuorigrotta, eccolo in Joel Myers (9,3 ppg con 2,9 rpg e 2,3 apg in 25′, 38% dall’arco), figlio di Carlton, anche lui svezzato a Rimini. E’ la sua prima vera stagione dopo un lungo apprendistato nelle giovanili bianco-rosse… e fino ad ora ci ha detto tutto il contrario di tutto. Domenica scorsa nelle sue mani, contro la Stella Azzurra, ha avuto tra le mani il tiro della vittoria (e non l’ha messo), mentre nelle ultime tre giornate ha raccolto un qualcosa come 2/9 da 2, 1/14 da 3 e una valutazione media di -4. Tutt’altro spirito invece nelle prime otto, in cui ha raccolto ben cinque doppie cifre, quasi 12 punti di media e un 21/47 dai 6,75. Quale sarà allora il vero volto di questo ragazzo, che da molti viene descritto come un catch and shooter senza paura?

Interessante da seguire il giovanotto, così come interessante potrebbe essere l’apporto delle altre due pedine a disposizione di coach Macaro: un lungo stagionato come l’ex Pisaurum Loreto Orlando Di Marzo, 34 anni il prossimo aprile (2,8 rpg e 3,0 rpg in 12′), ma soprattutto il “caso vivente” Giuseppe Romano. Presidente-giocatore che per risorse assomiglia un “Gerasimenko dei poveri”, davanti ai referti però tanto di cappello, visto che nel suo piccolo ne mette ancora 12 di media con 3 rimbalzi all’età di 42 anni, con tanto di exploit il 31 ottobre contro Cassino (22 punti con 5/7 da 2 e 4/7 da 3). Il “signorino”, cresciuto tra Fabriano e Porto San Giorgio, ha girovagato un bel po’ prima di diventare patron in campo: un anno di college di Cleveland State (’95-’96), quindi la Svezia, passando poi per le leghe minori di Austria, Germania e Francia. Tornato in Italia nel 2002 tenta la fortuna con la Virtus Roma, poi con Sassari in B1 chiude la sua esperienza da cestista nomade.

Non sarà facile tenere il morale alto in casa Napoli, quando sai che nella corsa alla Coppa, l’ostacolo potenzialmente più duro per il tuo avversario è stato spazzato via. Se c’era infatti una partita in cui l’Eurobasket di Bonora poteva inciampare, questa era Viterbo (con cui la Mimi’s chiuderà il girone d’andata). Eppure i capitolini non hanno avuto scrupoli nel farsi un sol boccone della Stella Azzurra, aprendosi di fatto la strada a tre sfide tutt’altro che di cartello, sfide che, a meno di miracoli, sanciranno l’approdo in scioltezza di Bonora e co. sulla ribalta di Rimini. Questa Napoli però ha dimostrato di saperci fare con le cosiddette “piccole”, e ciò va sottolineato se quanto rimane del girone d’andata propone avversari sulla carta “soft” (esempio la prossima trasferta di Venafro). Se poi non ci si dimentica che nel nostro immaginario si vive anche di miracoli, e si vuole che una palla quale che sia ci arrivi, è necessario farsi trovare pronti a riceverla A suon di vittorie.

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