Serie B. Napoli, this is the end (again…)

Serie B. Napoli, this is the end (again…)

Reazioni a una notte annunciata quanto amara, sdegno di una Napoli a spicchi che, stremata da anni di paradossi inaccettabili, fa ancora una volta i conti con l’infamia di un’esclusione, di un fallimento.

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“Alzi la mano chi scommetteva su una fine diversa”, “Vergogna”, “Cialtroni!”: reazioni a una notte annunciata quanto amara, sdegno di una Napoli a spicchi che, stremata da anni di paradossi inaccettabili, fa ancora una volta i conti con l’infamia di un’esclusione, di un fallimento. Da questa mattina è ufficiale, il tramonto dell’Azzurro Napoli Basket è cosa fatta, alla mezzanotte scadeva il termine ultimo per saldare il debito della quinta rata FIP. 11.700 euro, più 600 di multa per ritardato pagamento entro 7 giorni: era questo fino a ieri l’unico argine che separava l’Azzurro da un provvedimento di esclusione dal Girone C di Serie B, imposto dal regolamento dopo 15 giorni di ritardo dalla prima scadenza, questa l’ultima tappa di un calvario doloroso ma anche previsto. Oggi arriva la fine di un percorso di tre anni persi, sempre sospesi tra ambizioni e continui ritardi, sempre segnati da un’incertezza strisciante. Come archiviare le pendenze del passato e le spese folli delle due stagioni di A2, in cui il primo imperativo sarebbe dovuto essere quello di tirare la cinghia? Come gettare le basi per un futuro di lungo periodo, basato magari su un settore giovanile supportato da realtà già attive sul territorio? Insomma come mettere al bando una stagione lunga ormai otto anni, e fatta esclusivamente di rischi, facilonerie, accrocchi e false verità? A queste e ad altre domande non è mai arrivata l’unica risposta che sarebbe servita: un discorso lineare, sostenibile, trasparente, quindi credibile. Un discorso che avrebbe attirato sponsor anziché allontanarne (da Expert a Givova e Mimi’s), un discorso che spesso affiorato dalle parole di Maurizio Balbi, Fabio Muro o Antonio Di Rocco in base al momento, non si è mai tradotto in azione.

Neanche dopo l’ultima’estate, neanche all’indomani della cocente esclusione dall’A2, neanche con l’arrivo di un GM navigato e troppo serio come Pierfrancesco Betti, neanche con un coach di amore e coraggio come Giampaolo Di Lorenzo. Un napoletano vero, che aveva scelto i suoi ragazzi uno ad uno, e  che dopo annate storte, voleva esaltarsi ripagando con una pronta risalita quella piazza che negli anni ’80 lo aveva cresciuto e lanciato. A lui è toccato il compito impossibile di tenere la barra ferma, nonostante i quattro stipendi arretrati, nonostante un campionato vissuto spesso lontano da Fuorigrotta. Una missione proibitiva, ma che incredibilmente il coach stava portando avanti, con un bottino di 21 vinte in 26 gare, e un secondo posto che sapeva di autentico miracolo. Oggi pomeriggio per lui e per i suoi ex un mesto rompete le righe: poi ognuno per la sua strada, forse verso una nuova squadra. Se infatti il decreto di esclusione verrà emesso entro il 31 marzo, fino al 5 aprile si riaprirà eccezionalmente il mercato. Intanto si profila anche il rischio che, a fronte della sanzione, tutti i risultati conseguiti sul campo andranno annullati, in base al comma 3 dell’articolo 17 del Regolamento Esecutivo. Forse è questa, assieme alla fiducia tradita di tecnici e cestisti fin troppo per bene, la vera, ennesima, grande vergogna firmata Napoli.

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