Serie B. Nuovo main sponsor, obiettivo Eurobasket: Napoli cerca la settima contro Maddaloni

Serie B. Nuovo main sponsor, obiettivo Eurobasket: Napoli cerca la settima contro Maddaloni

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Molti in casa Napoli, forse tutti, vorrebbero già bruciare le tappe, correre con la testa e il cuore a sabato 21 novembre, alla super sfida con l’Eurobasket, e mettersi alle spalle il prossimo impegno interno contro i cugini di Maddaloni, confermato per domenica al PalaVeliero. In effetti si tratta del più classico dei testa-coda, eppure la sfida contro il San Michele passa per un un nuovo capitolo di questa stagione. Intascato finalmente l’accordo con il Comune per il saldo dei debiti relativi all’utilizzo del PalaBarbuto (capienza massima fissata a 1200 posti, interventi urgenti da pianificare per il parquet, ritorno previsto per la prossima in casa), sarà dunque l’ultima allacciata di scarpe nell’impianto vesuviano, che l’Azzurro avrebbe voluto già abbandonare questo weekend, ma senza riuscirvi causa impegni avversari. Nel frattempo arriva un altro segnale, la spia che qualcosa, non solo sul campo, comincia a muoversi. Archiviato infatti il matrimonio fin troppo tormentato con Givova (lunedì l’incontro per verificare un eventuale prosieguo della partnership come sponsor tecnico), si lascia il posto al nuovo main sponsor Mimi’s, ed è innegabile che il clima sia più disteso con questo doppio successo, fondamentale per un primo riavvicinamento degli scettici, dei tanti che a ragione diffidenti dopo le ultime gestioni, potrebbero da oggi seguire le vicende dell’Azzurro con un pizzico di fiducia in più.

In parallelo,  guardando al campo, i due punti di Cassino regalano alla squadra fiducia e adrenalina: la convinzione di poter pesare anche fuori, in una partita vera contro una grande di fatto della brigata, fa pensare con ottimismo, se non con smania pura alla prova del nove che attenderà gli uomini di Di Lorenzo, più che mai proiettati verso un obiettivo Final Eight neanche troppo nascosto.

Non si corra però il rischio di sottovalutare il secondo derby stagionale, pensando che il tutto passi alle cronache come  pura e semplice appendice di quanto accaduto in settimana. La tentazione di farlo del resto è forte: il plotone, spezzato ormai da tempo in due tronconi, domenica scorsa ha subito un’altra bella scrematura, senza risparmiare il gruppetto degli “uomini di classifica”. Il lotto delle inseguitrici si è leggermente assottigliato, ma Napoli c’è, senza mai perdere il passo dopo Palermo, e innestando un rapporto magari non spettacolare per quanto visto sui legni, ma certamente efficace.

I numeri dal canto loro non mentono – su tutti il pokerissimo aperto, e il secondo posto in coppia con la non tanto sorprendente Palestrina, a -2 dagli imbattuti leader capitolini di “Pando” Bonora -, l’apoteosi può arrivare soltanto con una prova più convincente dei vari Fall e Sabbatino, ad oggi unici ad arrancare in un gruppo che inizia a trovare chimica senza nascondere i suoi problemi. Si confermano di partita in partita le qualità dei singoli, ma anche i neo resistono, soprattutto a rimbalzo e nell’esecuzione degli schemi in attacco: la speranza è che quella profondità spesso decantata su questi schermi possa esprimersi al massimo, in vista di un appuntamento che sa già di “save the date”.

Torna intanto la pressione del fare la gara su sé stessi, contro un avversario che al pari di tanti, su queste frequenze, ha tutt’altro che rimorsi o delusioni nella sua breve storia. Tutto infatti nasce nel 2006: allora la Carpisa che fu pensava al debutto in Eurolega, alla corsa contro il tempo per il PalaBarbuto da completare (corsi e ricorsi…), e Betti trepidava per il futuro Lynn Green, senza sapere se il genietto di Temple avrebbe rispettato il triennale o inseguito fino in fondo il sogno NBA (poi centrato con Milwaukee). In quelle stesse settimane, non molto lontano, la Navale Assicurazioni di Andrea De Filippo tracina un gruppetto di piccoli imprenditori nell’avventura che, partita in Prima Divisione nel 2006/07, non ha perso tempo nello scalare i vari gradini del “cursus honorum”:  piazzamento playoff premiato con il ripescaggio in Promozione, conquista della D al primo tentativo, idem sarà per la C2 (tre stagioni consecutive, non senza difficoltà), il 2012 è il momento della DNC, sotto la guida di un ex  fugace quanto amato come Massimo Massaro, che centra una promozione storica, arrivata dopo una regular season al 4° posto, vissuta costantemente tra alti e bassi.

Come d’abitudine, l’aria del “piano di sopra” non spaventa la San Michele, che anzi rilancia e chiude più che onorevolmente le sue prime due stagioni in B: qualificazioni ai playoff (7° e 8° posto), nel frattempo qualche altro “ex” di varie gestioni passato per questi lidi (da Loncarevic e Guastaferro), ma soprattutto il consolidarsi di un  gruppo che quest’anno paga  in parte la nuova gestione (sotto l’ala di Giò Monda, ex Dike e Sant’Antimo), in parte l’addensarsi in calendario di ben quattro sfide fuori portata nelle prime sette, con altrettante imbarcate (Cassino, Palermo, Palestrina e la sorpresa Viterbo). Rimane però la filosofia conservativa che ha fatto le fortune degli ultimi anni (otto le conferme), così come lo “sfizio” di qualche colpo di mercato, se l’occasione si presenta. E’ successo stavolta con Juan Manuel Caceres, (16,7 ppg, 6,7 rpg, 2,4 apg in 36′ con il 56,8% da 2), oggi il 31enne è l’investimento non solo economico, ma anche di esperienza, verve e qualità fino ad oggi ripagato, e in linea con il suo pedigree. Ex Anagni (con cui vince la B2 nel 2010), Rieti (finale playoff 2013 di DNB), Matera e Bisceglie (2° posto nel Girone D lo scorso anno alle spalle di Agropoli), Caceres offre molto anche nelle scelte tattiche, supportando all’occorrenza il play per creare le giuste spaziature.

Eppure il suo contributo non basta, così come non basta la crescita di un esterno vecchio stampo come lo scuola Roseto ed ex Giugliano Francesco Chiavazzo (16,9 ppg in 33′ con il 58% da 2 e il 35% da 3): il problema vero è infatti la difesa, che fino ad oggi ha letteralmente deragliato. Non più di 4,4 recuperate a partita,  quasi 79 concessi di media, senza contare le percentuali elevatissime sia da due (48%) sia da tre (37%): è questo il tallone d’Achille di una squadra che dopo Napoli avrà diversi scontri diretti da portare a casa, rialzando una classifica shock che passa anche per il calo di alcuni senatori, soprattutto nel pitturato. Il 33enne play storico Michele Desiato (ex Foggia, Corato e Bisceglie, settima stagione a Maddaloni, quarta di fila) non è partito al meglio, e forse i 20 con 5 assist di domenica a Fondi potrebbero aver sbloccato la sua stagione, fino ad oggi deludente (9,2 ppg con 4,0 apg in 33′, 39% da 2 e 72% ai liberi). Musica non diversa per il “4” Aniello Garofalo, maddalonese doc classe ’87, che non va oltre il 41% da 2 rispetto al 55% dello scorso anno, percentuali crollate anche per il pivot Luciano Rusciano, 32enne scuola Scandone già visto a Gragnano, Giugiliano e alla Delta Salerno, che dal 59% scende a un modestissimo 42%.   Dalla panchina offrono ben poco i prodotti del vivaio come l’ala Alessandro Florio e la guardia Ivan Ragnino (4 punti in 7′ nell’unica vittoria contro la LUISS), entrambi classe ’96, attenzione alle presenze di qualità del prospettino ’95 Giovanni Marini, guardia in prestito dalla Juve Caserta (5 ppg in 15′ nelle ultime tre partite).

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