Serie B. Per la Mens Sana comincia la dura strada dei playoff

Serie B. Per la Mens Sana comincia la dura strada dei playoff

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Primavera, tempo di rinascite, di fiori che sbocciano, di vestiti leggeri e, purtroppo, anche di allergie. Ma primavera, per chi segue un certo tipo di sport (quelli che in Italia si credono superiori agli altri, ad esempio, non possono affermare lo stesso), vuole anche dire un’altra cosa: è tempo di playoff. Nel basket poi l’esplosione di partite è pari solo a quella di margherite, primule e tulipani nelle campagne. Ovunque ti giri, abbondano incontri decisivi per avanzare nell’accidentato cammino delle varie post-season.

In Eurolega si è ormai composto il tabellone delle Final Four di Madrid, con giocatori come Zisis e Othello Hunter, che da queste parti hanno lasciato più di un segno tangibile del loro passaggio, semplicemente decisivi nella qualificazione delle loro compagini, ossia rispettivamente il Fenerbache del santone Obradovic (ma come fa?) e l’Olympiakos di quei quattro gatti del Pireo.

Dall’altra parte della pozza oceanica, la NBA sta definitivamente sfoderando gli artigli, con partite che, deo gratia, propongono un livello di intensità fisica e mentale che copre tutti i 48 minuti, e non solo i 12 dell’ultimo quarto quando il punteggio è ancora in bilico. E infatti lo spettacolo è garantito.

In Italia, mentre nella massima serie mancano ancora tre giornate alla fine della stagione regolare (con cinque squadre che presumibilmente si giocano gli ultimi due posti per l’accesso al ballo di fine anno), nelle Minors i playoff hanno già avuto inizio o sono alle porte.

Per una volta a Siena l’attenzione non è concentrata sulla Serie A. Saranno contenti i numerosi detrattori, coloro che ad arrivare lontano ci hanno sempre provato ma si sono sempre trovati davanti la presenza ingombrante della Mens Sana dell’ultimo decennio; a turno, senza eccezione, sono dovuti capitolare. Ora quella Mens Sana non c’è più. Rabbia? Certo, come non potrebbe. Ma la stagione condotta fino ad oggi dai biancoverdi, in Serie B2 (sì, serie B2), è il miglior modo per dimostrare come sia possibile reagire alle avversità: affrontando cioè le situazioni nuove, per quanto dolorose, senza piangersi addosso, cercando di risalire la china prima possibile, al di là di tutte le polemiche. Anche perché le polemiche sono lente, il campo è rock, come avrebbe detto qualcuno. E se non stai al passo non puoi mai risalire.

Ora però si deve resettare di nuovo tutto, o quasi, perché il primo turno di playoff prevede subito tanti rischi per la squadra di Mecacci. Innanzi tutto c’è Piombino, che ha rappresentato, forse, la formazione che meglio ha saputo trovare i punti deboli di Siena, facendola soffrire tantissimo all’inizio del campionato tra le mura amiche (o meglio tra la gomma amica, vista la struttura in cui si è giocato e si dovrà tornare a giocare), e venendo poi a violare addirittura il campo di Siena con un’ottima prestazione collettiva nel girone di ritorno. E’ vero che rispetto a quel periodo Siena è cresciuta molto, riuscendo a trovare un amalgama e una stabilità che di certo non possedeva in quel piccolo periodo di crisi, ma insomma non si tratta della classica “prima contro ottava”. Inoltre, si gioca al meglio delle tre partite; non è possibile dunque sbagliare niente, perché perdere il fattore campo in una serie così breve sarebbe, di fatto, fatale. Le statistiche delle due squadre? Ora contano poco, visto che il passaggio dalla prima alla seconda parte di una stagione significa anche cercare di scordarsi i numeri che ti hanno accompagnato fino ad oggi. Gli uomini di Padovano verranno al Palaestra con la mente sgombra, con la classica fiducia di coloro che, dopo un grande campionato, non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare. La Mens Sana, dall’altra parte, più che dalle statistiche, che la vedono primeggiare come squadra in molte voci, dovrà ripartire dalle sicurezze che questa stagione le ha consegnato: la sicurezza, ad esempio, che quando difende davvero Siena diventa un muro, la consapevolezza che il concetto di solidarietà in campo è un valore imprescindibile e che solo quando si gioca di squadra può emergere la superiorità tecnica che crea separazione vera con gli avversari. E via cosi. Tutte cose, queste, che sembrano sapere benissimo sia Mecacci, sia i molti giocatori biancoverdi che, nella loro carriera, hanno affrontato partite del genere e sanno bene cosa significhino. Infine, una considerazione. C’è bisogno di un’ulteriore conferma per quanto riguarda Siena: il pubblico. Come non è mai mancato durante la stagione, l’apporto dei tifosi dovrà essere ancora più decisivo in questo momento della stagione; ma siamo sicuri che non serva niente dirlo, perché sarebbe come svelare il segreto di Pulcinella. Far rispettare il fattore campo è anche opera loro, e i tifosi lo sanno.

E se sul parquet non ci sono americani, poco importa, i playoff sono sempre i playoff.

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