Serie B playoff. Cento fuori, the day after: tutti senza parole in casa Tramec

Serie B playoff. Cento fuori, the day after: tutti senza parole in casa Tramec

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Un incubo, una maledizione, un qualcosa di imprescindibile che blocca tutto e tutti. Il giorno dopo il cataclisma sportivo Cento si sveglia avvolta da un insulso cielo grigio, che stona con l aria primaverile che si respirava da tempo, quell’ aria frizzante ricca di bollicine pronte ad essere irradiate in cielo per festeggiare una vittoria. Ma le bollicine come le bottiglie sono rimasti a guardare, allibiti di fronte allo scempio di Lecco, monellacci scapestrati in grado di far saltare il banco, pardon il Pala Benedetto 2 volte in una settimana .Tramec bloccata dalla paura di vincere, costretta sempre ad inseguire i piranha lacustri che accuratamente saltavano senza problemi qualsiasi trappola interposta tra loro ed il traguardo. Quell’ arrivo che minuto dopo minuto sembrava sempre più distante per i pirati in biancorosso, incapaci di reagire di squadra al cospetto di un mare che era come lo descriveva Ernest Hemingway, tempestoso come la cima di un monte che tu dovevi scalare. Ma i pirati si erano persi, erano finiti in un deserto senza bussola, che vagavano alla ricerca della strada giusta, di un qualcosa che li avrebbe condotti in salvo. Niente di questo è successo ieri, Cento ha abdicato lo scettro di regina colpita ed affondata senza un perché, o forse con tanti perché che aleggiano nelle teste di tutti come quando in cielo, vedi volteggiare stormi di avvoltoi pronti ad infierire su vittime indifese. Ecco, la Tramec  era nuda, indifesa contro i tentacoli della piovra Lecco, ingorda e mai sazia, quella che è stata la Benedetto per una stagione intera..Fa male e tanto, è una ferita , delusione, che Cento , il mondo Benedetto faticherà a farsi scivolare addosso. Non è il tempo di processi, di colpevoli ed innocenti, questi discorsi sono giustamente da fare e a fari spenti, cercando il possibile di essere sereni nel giudicare un dramma sportivo, che vede coinvolta tutta la città e chi ama questi colori, il biancorosso che con orgoglio deve sventolare sempre più in alto. Perché  i drammi veri (tra 15 giorni è il 3°anniversario del terremoto) sono altri, e Cento ha saputo rialzare la testa sempre…e statene certi che quando inizierà la kermesse del Whitty a fine giugno, il basket ripartirà  più forte che mai perché Cento e la Benedetto ed i suoi entusiasti tifosi (da brividi ieri gli applausi dopo la sirena finale) sono un corpo unico. Purtroppo il 3 maggio 2015 entrerà di diritto nella storia come un giorno nefasto per lo sport centese, nulla di irreparabile, ma come canta il Vasco nazionale «Senza parole»..più azzeccato di questo…appunto Nothing Words…

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