Serie B, Playoff SF. Cento-Piacenza con gli occhi di Andreaus: “Ce la giocheremo fino alla fine”

Davide Andreaus, «Aus» per i compagni in maglia Tramec Cento, presenta la semifinale contro la Bakery Piacenza, imbattuta da 4 mesi (ultimo ko il 16 gennaio in casa con Borgosesia) e reduce da 15 vittorie di fila.

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È con ogni probabilità il miglior difensore nel ruolo di «4» del girone A di Serie B, il regista occulto che fa della qualità e della quantità una sua caratteristica peculiare. Poi quando trova la serata di gran vena come a Piombino (12 punti con 4/4 nelle triple + 10 rimbalzi) pensi che un giocatore cosi farebbe comodo a tante squadre. Davide Andreaus, «Aus» per i compagni in maglia Tramec Cento, non si scompone più di tanto. I complimenti per lui sono paradossalmente un optional, perché l’ala patavina prima pensa al risultato di squadra, poi al resto.Ora viene il bello  per lui ed i suoi compagni, provare a mettere un bastone negli ingranaggi della Bakery Piacenza, imbattuta da 4 mesi (ultimo ko il 16 gennaio in casa con Borgosesia) e reduce da 15 vittorie di fila.

«Vogliamo regalarci e regalare a tutta Cento un sogno – ci dice il 29enne patavino – abbiamo le armi per fermare Piacenza, sappiamo che sarà una sfida difficile loro sono una squadra molto fisica a cui piace giocare con improvvise accelerazioni, noi possiamo essere camaleontici cambiare assetto e modo di giocare. Penso sarà una serie molto lunga, 5 gare sono tante, noi cercheremo di imporre il nostro basket e proveremo in tutti i modi di uscire vincenti da Piacenza».

È una Tramec che al Pala Anguissola si presenta al completo ma con qualche acciacco di troppo: «Siamo abituati a tutto questo – ci confida Andreaus – non è una novità, ma la sofferenza fortifica il nostro carattere e sappiamo che in questi frangenti è lo spirito di squadra che fa la differenza». Piacenza è la seconda tappa di un percorso di crescita, nel mirino un eventuale promozione in serie A2: « Il nostro obbiettivo è di raggiungerla in due stagioni, ma se capita l’occasione non ci tiriamo indietro- annuisce l ala-pivot biancorossa- questa sfida è uno stimolo per tutti, mi piacerebbe che a giugno ad alzare il trofeo o festeggiare a Montecatini,   siano le mani del nostro capitano Caroldi, e non Rombaldoni oppure Soragna, che di trofei ne hanno già conquistati. Sarebbe il giusto premio alla sua carriera ed anche per noi che abbiamo  voglia di vincere qualcosa e  la società che ci è stata vicina anche quando  c era qualche critica di troppo.Personalmente – continua Andreaus- sarebbe veramente un sogno, sapendo che questi tipo di occasioni bisogna saperle coglierle al volo, perché i treni con destinazione paradiso passano 1/2 volte ed ogni tanto esserci sopra è gratificante per tutti».

L’ala patavina non si scompone neanche su chi deve marcare «Dordei? Samoggia? Soragna? Sono ottimi giocatori ma noi dobbiamo pensare di squadra. Abbiamo due giocatori che se in serata sono illegali (Benfatto e Contento ndr) il mio compito è di lavorare duro dietro, non sono mai stato una primadonna, penso al bene comune della squadra, ma anche in questo caso non mi tiro indietro, se capitasse l’occasione. In campionato nella gara di ritorno se il sottoscritto e Marco (Contento ndr) avessimo prodotto una gara normale avremmo potuto vincere, purtroppo cosi non è stato ma abbiamo capito che non sono imbattibili in casa loro».

Andreaus e compagni non saranno soli: uno spicchio di Pala Anguissola sarà una succursale del Pala Archos. 350 biglietti polverizzati in poche ore ,2 pullman e tante auto al seguito della truppa di coach Giordani: « Li dobbiamo ringraziare- ci dice Davide – erano presenti in massa a Piombino in un giovedì lavorativo, avevano riempito il palazzo in gara 1, sono unici e per questo vogliamo regalare qualcosa di importante e storico».«I have a dream» diceva Martin Luther King…il dottor Davide Andreaus sa che Cento è la piazza giusta per realizzare un sogno che farebbe entrare di diritto nella leggenda questa squadra composta da bravissimi ragazzi. Ragazzi che in campo si trasformano in pirati affamati di tesori, e la serie A è un tesoro dal valore inestimabile.

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