Serie B. Qui Santarcangelo, scopriamone di più su Julian Gualtieri

Serie B. Qui Santarcangelo, scopriamone di più su Julian Gualtieri

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E’ un nuovo Angel, Julian Gualteri, ma non solo: Santarcangelo si assicura un giocatore interessante, una storia da scoprire, all’insegna del basket più sacrificato, sofferto, autentico. Julian negli ultimi due anni ha militato in due squadre di college americani di Miami con una piccola parentesi in DNA/A2 Gold a Forlì: in bianco-rosso, pur vivendo vicende a dir poco alterne, ha fatto coppia col suo grande amico Nicolò Basile, oggi Play in A1 con la Scavolini. Ecco: questa la strada che Gualteri spera di imboccare, anche grazie ai colori giallo-blù.

Ciao Julian, intanto bentornato. La prima domanda è di rito: quanto sei contento:

Sono veramente contentissimo, non c’è piazza migliore. Situazione logistica, tecnica e tattica è perfetta. Mi posso allenare quanto, come e quando voglio. Aspetto che per me è fondamentale.

Intanto quanto è stato difficile tornare e alla fine lasciare la tua famiglia, genitori e sorelle lì a Miami.

Sono un ragazzo molto legato alla mia famiglia. Separarsi è difficilissimo. Lo soffro più di altri giocatori a cui riesce facile magari andare a giocare fuori. Soffro molto. Loro però sono contenti. La decisione l’abbiamo presa insieme. Sto seguendo il mio sogno, per questo siamo in sintonia. So che sono fieri di me e ciò è motivo di ulteriore orgoglio e stimolo per me.

Quando hai capito che saresti tornato?

Sinceramente? Quando Santarcangelo ha vinto il campionato. Mi si sono illuminati gli occhi. Gli Angels in serie B e Gualtieri con loro. Un sogno. La mia squadra del cuore con cui mi sono formato. Non ci poteva essere situazione migliore.

Quanto hanno contato le figure di Paolo Carasso, coach Tasso e il Presidente nella tua scelta?

Tutti conoscono il mio rapporto speciale con Paolo. In America ero sempre in contatto con lui su quello che facevo. A gennaio dovevo andare o a Orzi Nuovi o a Pavia e lui era lì a consigliarmi. Lui è il mio consigliere d’onore. Mi trovo veramente bene. È stata la persona giusta per mettermi sulla strada migliore, direzione Santarcangelo.
Col Presidente ho un bellissimo rapporto, d’amicizia e d’affetto in primis, poi viene quello professionale. L’ambiente è fantastico.
Con Tasso mi son sempre trovato benissimo. Ho fatto l’under 17 con lui e ritrovarlo come capo allenatore è ottimo. C’è già rapporto umano e professionale forte. Persona molto ambiziosa come me. Siamo in sintonia e stiamo preparando la stagione al meglio.

Quanto ti stai allenando per trovare la condizione migliore?

Quasi tutte le mattine e tre pomeriggi a settimana. La mattina si fa tecnica e si correggono gli aspetti sui fondamentali. Il pomeriggio si passa all’atletica e al potenziamento fisico. Ci alleniamo anche con i senior per carpire esperienza e non solo.

Capitan Saponi non lo conoscevi, come ti stai trovando?

E’ vero, Alberto non lo conoscevo, ma è una persona squisita. Appena sono entrato per la prima volta nel palazzetto mi ha salutato e mi ha sorriso subito, è il capitano ideale. Mi ha fatto sentire a casa.
Avevi molte offerte anche più economicamente vantaggiose?

Da Rimini è arrivato solo qualche interessamento. Oltre a Santarcangelo mi hanno cercato Monsummano, Fortitudo e Ferrara, dove però avrei fatto il decimo, cosa che non mi sarebbe servita a molto. A gennaio mi hanno cercato Orzi Nuovi e Pavia, ma ora sono qui e voglio far vedere che la scelta è stata la migliore.
L’anno scorso non hai giocato moltissimi minuti, consideri questa la stagione del tuo riscatto e Santarcangelo può essere una rampa di lancio?

L’anno scorso ho fatto una grande pre-season da metà agosto fino a novembre. Ho giocato molto, fino a due ingaggi all’ultimo secondo della squadra che mi hanno spostato nell’ombra fino a giocare veramente poco. Un giocatore per essere tale ha bisogo di giocare. Io mi voglio divertire, voglio ritrovare entusiasmo e ritmo partita.
Questa può essere una rampa di lancio. A Santa mi posso giocare dei bei minuti, in campo e in allenamento. E’ un trampolino di lancio, un anno di crescita personale molto importante. Ritrovare il ritmo in serie B mi potrebbe far fare il salto di qualità.
In cosa è diverso il basket americano da quello italiano?

Il basket americano è molto piu fisico, dal punto di vista che la metanlita è solo 1vs1. Poche letture, gioco in post e in pentrazione spalla contro spalla. Tanta atleticità ci vuole. Schiacciate, tiro, rimbalzi. Contano molto le statistiche soprattuto per quanto riguarda l’1vs1. Molto diverso dal basket italiano e alcuni americani fanno molta fatica a inserirsi in un gioco del genere. Io potrei risentirlo, mi devo riadatare alle letture di gioco, agli schemi, alla tattica. Sono disposto ad allenarmi molto, ho voglia di fare, di misurarmi di mettermi in gioco seriamente. Sono pronto a dare tutto quello che ho.

Qual è il ricordo più bello del tuo passato a Santarcangelo e che speri di ripetere?
Ne ho tanti. Il primo che mi viene in mente è una partita under 17, dove feci 32 punti ed avevo 15 anni. Partita contro la Fortitudo, in quel momento una delle migliori squadre d’Italia. Sono entrato e ho iniziato a sbombare come un matto. Abbiamo vinto all’ultimo respiro, c’è stata una grande festa, sembrava di aver vinto un campionato.
Nella conferenza di presentazione si è detto dei tuoi 54 punti in finale Europeo con la nazionale… A quando i 55?

I 55? Sorpresa…

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