Serie B. Rimini passa a Livorno, il derby dei due mari ai Crabs

Serie B. Rimini passa a Livorno, il derby dei due mari ai Crabs

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CFG LIVORNO- NTS CRABS Rimini: 51-69 (14/18 – 21/36 – 37/53)

CFG LIVORNO: Perin: 19 (5/9-1/6); Banchi:3 (0/3-1/7); Mariani (C):11 (2/6-2/5); Ravazzani:7 (3/8-0/0); Thiam:2 (1/8-0/0); Soriani: NE; Creati:2 (1/1-0/2); Bruno Ceriglio:4 (0/2-0/0); Granchi:3 (0/4-1/5); Bartalucci: NE. All.:Quilici; Ass.:Tonti.

NTS CRABS Rimini: Perez:12 (6/9-0/0); Meluzzi:0 (0/0-0/1); Panzini:4 (0/1-1/4); Tassinari:12 (3/5-2/4); Chiera:6 (1/4-1/1); Chavdarov: 0 (0/0-0/0); Balic:0 (0/1-0/2); Foiera:13 (6/9-0/1); Crotta:8 (3/7-0/0); Romano: 14 (4/9-2/7). All.: Mladenov; Ass.: Firic-Brugè.

L’aria del Tirreno fa davvero bene ai “granchi” riminesi che tornano sull’Adriatico con il bottino pieno ed un confortante +18 di divario. Sono appena le 19:37 e la partita è già terminata a dimostrazione di come sia filato tutto liscio per i bianco-rossi. L’NTS CRABS ha attaccato costantemente il ferro dominando in lungo ed in largo sotto le plance: 40 punti in area tirando col 51% da 2, complice la troppo battibile difesa avversaria, 50 rimbalzi catturati (contro 38), di cui 12 in attacco parlano da soli.

La non lusinghiera mira dalla lunga distanza (6/20 col 30%) e la molto rivedibile precisione ai liberi 5/11 hanno prodotto un punteggio finale di soli 69 punti.

“Per fortuna” che Livorno, oltre alle pesanti assenze annunciate, aveva le polveri bagnate e, probabilmente, le idee molto annebbiate dal momento che ha ottenuto un misero 29% da 2 punti ed un ancora peggiore 20% da 3 di fronte alla  difesa di Mladenov, diversamente la nostra proverbiale abitudine a perdere palloni  dei suoi ragazzi (questa volta il saldo perse/recuperate dice 20/4) non fa piangere lacrime amare.

Ogni quarto è stato ampiamente controllato dai romagnoli: il 14-18 del primo ha messo subito le cose in chiaro, ma la chiusura definitiva è venuta nei secondi 10’ quando NTS CRABS ha messo la freccia e concesso allo sterile attacco livornese solo 7 punti. Sul 21-36 a metà gara è bastato controllare il campo senza affannarsi limando ulteriormente il vantaggio: 16-17 e 14-16 i parziali dei secondi 20 minuti durante i quali il vantaggio si è dilatato fino a +24 e Mladenov, che ha impiegato tutti i suoi effettivi, non ha nemmeno avuto bisogno di chiamare minuti di sospensione.

Concludendo: sicuramente Livorno vale di più di quanto abbia mostrato ed il prosieguo del campionato non sarà sempre così “morbido” ma non vi è dubbio che la formazione malatestiana sta prendendo confidenza con se stessa e consapevolezza dei suoi mezzi pur non disponendo della rosa completa causa infortuni; settima di campionato (vale a dire a meno di un quarto del giro) ottava piazza, le prime quattro sembrano non abbiano alcuna intenzione di frenare la corsa mentre le altre, più vicine a Rimini hanno comportamenti più altalenanti. I valori globali sembrano delinearsi ma non c’è da stare allegri: la strada è ancora lunga e disseminata di ostacoli, così come qualche avversaria ritenuta “debole” può rinforzarsi e divenire pericolosa.

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