Serie B, Roma Gas&Power: le 7 ragioni di un primato solitario

Serie B, Roma Gas&Power: le 7 ragioni di un primato solitario

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Sette vittorie e sette settimane in testa alla classifica ci hanno ispirato altrettanti motivi di riflessione sul primato imbattuto e solitario della squadra di Davide Bonora nel girone C.

Vediamo quali.

LA “FAME” E L’ “ONESTA'”: Pur avendo vinto anche contro Scauri, le facce del dopopartita non avevano la stessa soddisfazione delle altre volte, nella consapevolezza, stavolta, di aver chiuso al contrario (da +16 a +4 e non allungando nel finale) ed in calando la partita. Sintomo della grande maturita’ di un gruppo che non vuole accontentarsi mai ed e’ capace di analizzare ogni sfida anche oltre il singolo risultato del campo, lavorando con aggressivita’ e concentrazione per coprire i propri limiti ed accrescere i suoi punti di forza. Del resto, come ha ribadito Righetti nel dopogara, “arrivare bene ai playoff puo’ contare anche di piu’ del piazzamento finale”.

DIFESA DI SQUADRA E SPIRITO DI SACRIFICIO: Pur essendo il miglior attacco del girone con oltre 83 punti segnati di media, la chiave dei successi individuata dallo staff fin dal primo momento e’ parsa chiara a tutti: la difesa. Anche nei rari momenti di difficolta’ incontrati in questa stagione (primi due quarti a Isernia, -17 contro Palermo), infatti, la Roma Gas & Power ha saputo trovare nella difesa della propria area la forza anche mentale per reagire e caricarsi a dovere. Sono partiti da li’ tutti i break piu’ importanti, con la capacita’ di raddoppiare spesso l’uomo avversario piu’ pericoloso e trasformare i quintetti piccoli e senza un vero centro (causa infortuni a Dip e Tomasello o lunghi atipici avversari) da una difficolta’ ad un punto di vantaggio.

PROFONDITA’ DEL ROSTER E VARIETA’ D’ALTERNATIVE: L’obiettivo della campagna acquisti estiva si e’ immediatamente concentrato sull’ampliare per qualita’ e quantita’ le rotazioni a disposizione di Davide Bonora. Memori delle tante partite ravvicinate degli ultimi playoff e della maggiore lunghezza soprattutto di Rieti, gli uomini di mercato di Via dell’Arcadia hanno messo nelle mani del coach bolognese un roster che puo’ stabilmente ruotare nove uomini, dove a turno ognuno ha sempre trovato il modo di griffare la partita su entrambi i lati del campo.

INTEGRAZIONE VECCHI E NUOVI: L’abilita’ dello staff di coniugare due diverse anime e la bravura delle stesse di inserirsi in un progetto tecnico abbastanza nuovo per tutti ha finito per accelerare anche prima del previsto il processo di costruzione della nuova Gas & Power. I tre nuovi arrivi hanno portato sicuramente esperienza ed ulteriore professionalita’ in un gruppo che quasi per intero aveva completato il percorso dal settore giovanile alla prima squadra, col rischio di non avvertirne sempre la differenza. Bravi, pero’, sono stati anche tutti i confermati della scorsa stagione (compreso il rientrante Tomasello) a calarsi perfettamente nella nuova parte, rinunciando ad alcuni minuti in campo (non sempre facile per chi ne giocava 35), ma sempre pronti, anche partendo dalla panchina, a garantire qualita’ ed impatto immediato alla causa biancoblu’.

ASSENZA DI PROTAGONISMO: Da questo punto di vista le caratteristiche dei nuovi acquisti si sono inserite perfettamente nel nuovo telaio della Gas & Power: Stanic e’ abitualmente un playmaker propenso a far giocare la squadra, ma ha gia’ trovato anche un concreto impatto offensivo (gia’ tre volte ha segnato piu’ di 22 punti), Birindelli e’ il classico uomo squadra la cui importanza non si vede quasi mai dalle statistiche, Dip (con Tomasello) ha garantito una doppia dimensionalita’ nell’area colorata che lo scorso anno l’assenza di un vero numero cinque non riusciva a dare. Nessun accentratore, quindi, o uomo da venti tiri a partita vista anche la grande disponibilita’ tecnica ed umana di Alex Righetti a far sempre quel che e’ piu’ necessario, senza catalizzare l’attenzione. Il risultato e’ stato un protagonista sempre diverso ed in grado di rendere la squadra imprevedibile agli occhi di difese avversarie che devono stare attente sempre a tutti.

QUALITA’ DEL LAVORO E GESTIONE DEL GRUPPO: Della grande attitudine al lavoro ed estrema professionalita’ del gruppo, argentini e romani senza distinzioni, si e’ gia’ detto, ma succede spesso di imbattersi in sedute individuali anche al di fuori del programma di lavoro prestabilito. Cio’ che non sempre e’ finito sotto la lente d’ingrandimento, lasciando i riflettori ai giocatori, e’ il lavoro di uno staff che procede spedito ed in perfetta sintonia. Gli assistenti Pasquinelli e Pilot hanno guidato la squadra nelle prime due giornate in cui Bonora ha scontato un’inibizione ereditata dalla stagione precedente, ma proprio il coach bolognese, pur alla sola seconda stagione su una panchina senior, ha grandi meriti nella costruzione di questo progetto. Lui continua a considerarsi piu’ un compagno di squadra piu’ grande che l’allenatore dei suoi giocatori, che ha responsabilizzato ad uno ad uno, ruotandone 9 per almeno 12-13′ e permettendo sempre a quelli piu’ in forma di essere decisivi nei momenti piu’ importanti. Con un atteggiamento sempre apparentemente imperturbabile e che trasmette grande calma e tranquillita’ ad una squadra che lo segue alla lettera.

LAVORO FISICO ED ATLETICO: Godere della professionalita’ a tempo pieno e H24 di un massiofisioterapista ed una preparatrice fisica peraltro nello staff del Settore Squadre Nazionali e’ un aspetto che raramente si trova anche ai piani superiori e che sta incidendo in maniera decisiva sulle fortune dell’Eurobasket. Davide Pacor e Federica Tonni sono una parte indispensabile dello staff biancazzurro e l’assenza di infortuni muscolari e la grande tenuta fisica permettono alla squadra di essere nelle migliori condizioni ed uscire spesso alla distanza proprio nel momento in cui le avversarie iniziano a prestare il fianco e dare i primi segnali di cedimento.

 

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