SERIE B UFFICIALE – Palestrina saluta Rischia e Brenda

SERIE B UFFICIALE – Palestrina saluta Rischia e Brenda

A pochi giorni dal saluto tributato a Simone Rischia, con un’altra doverosa comunicazione la Pallacanestro Palestrina intende ufficializzare che Daniele Brenda non farà parte del prossimo roster.

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Qualcuno lo aveva intuito da settimane, qualcuno lo leggerà da queste righe: è il momento di un doloroso arrivederci per i nostri colori, salutando uno dei più validi e carismatici rappresentanti della colonia prenestina. Termina il rapporto di collaborazione con Simone Rischia, con il giocatore classe 1990 libero ora di scegliere un’altra destinazione che dato il suo curriculum non faticherà a conquistare. Tra le decisioni delicate preannunciate a giugno poteva rientrare anche qualche nome importante per la squadra di Palestrina, e Rischia ne è uno degli esempi più calzanti. Il playmaker ha giocato da protagonista tutto il periodo che ha riportato la formazione della sua città ai fasti della Serie B, dispensando una quantità infinita di assist e diventando l’emblema del giocatore senza paura che andava a prendersi le responsabilità maggiori sia per il ruolo in campo che per la tanta esperienza accumulata. Non era strano per il pubblico vederlo alzarsi da tre e far sembrare facile e scontata un’azione che valeva tantissimo, ci tornano flashback nella memoria come a Montegranaro qualche anno fa e più di recente l’exploit in casa della Luiss nei playoff, una serie di triple devastante e il canestro della vittoria a bissare quello realizzato in stagione regolare. Ma anche nell’ultima stagione nei frangenti più delicati è servita la sua mano educata e il temperamento di chi ha Palestrina nelle vene, da uomo spogliatoio in termini di incoraggiamento ma anche per la sua proverbiale voglia di scherzare e di riuscire a strappare il sorriso a un compagno o a un dirigente. Cresciuto con noi, ci siamo salutati una prima volta per una doverosa formazione fuori città ritrovandolo dopo un po’ di tempo miglioratissimo e ancor più motivato. Ce lo siamo goduto e coccolato per diversi anni ma oggi ci salutiamo nuovamente, anche se sarà impossibile immaginarlo distante e vederlo come un semplice avversario, potremmo continuare a lungo con tante parole che per un esterno potrebbero suonare come tante che si rivolgono a un giocatore che va via. Ci rendiamo però conto che questo era un rapporto particolare, di una società ancorata alle sue origini e alla tradizione con uno dei ragazzi che ha cresciuto con orgoglio fin da piccolissimo, destinato per vocazione di famiglia a ripercorrere certe orme e che oggi andrà a spolverare dal cassettino dei ricordi tutte quelle immagini che stanno scorrendo nella mente del nostro staff e dei nostri tifosi. Abbiamo usato la parola “arrivederci” non a caso, per concludere un grazie che non sarà mai abbastanza per quanto fatto sul parquet per i nostri colori e i tuoi colori, e soprattutto per come lo hai fatto: con la faccia tosta di un arancio verde vero e la certezza di aver dato sempre il massimo, non rinunciando mai a un tiro o una decisione rischiosa, consapevole che ne è valsa la pena anche solo per vivere quelle esultanze e quegli abbracci, insieme, tra le lacrime. Come quelle di commozione ora.

A pochi giorni dal saluto tributato a Simone Rischia, con un’altra doverosa comunicazione la Pallacanestro Palestrina intende ufficializzare che Daniele Brenda non farà parte del prossimo roster e, data la lunghezza del rapporto e la forte carica emotiva vissuta, il ringraziamento non poteva restringersi a poche parole. Si tratta senza dubbio di un altro dei figli della nostra città, nati e cresciuti con l’arancio verde nel cuore, calcando da piccoli le palestre e vivendo insieme il processo di crescita nel settore giovanile. Quanti trionfi, quanti allenamenti, quante lacrime versate, quanta passione trasmessa, basterebbe pensare che oggi i giovanissimi del vivaio vedono in Daniele una figura da emulare e probabilmente non solo per quanto sa trasmettere in campo. Siamo sicuri che ricorderai ogni istante passato assieme, da quando ti sei infilato per la prima volta la maglia della Prima Squadra senza più togliertela fino all’ultimo atto contro Napoli. Perché quella era (ed è) la seconda pelle, il motivo per cui lottare incessantemente
40 minuti ogni dannata domenica, dando l’esempio e la spinta a non mollare. Ci sembra di vederlo chiudendo gli occhi, Daniele spuntare lì con le sue lunghe leve a strappare un rimbalzo e infine depositare i punti quando serviva, specialmente nei frangenti più complicati e iniziando qualche rimonta (Catanzaro in casa docet). Potremmo ricordare il canestro allo scadere di Viterbo che ci regalò una finale, ma nel suo carattere mancava la voglia spasmodica di primeggiare o anteporre il segnare alla riuscita di un’azione. Se chiedendo a qualche tifoso del PalaIaia sentirete rispondere che Brenda era uno degli elementi più apprezzati e supportati è per l’amore messo in ogni gesto, dalla concentrazione che ha saputo applicare in difesa, essere al servizio dei compagni, fornire un assist, preparare la strada verso il canestro. Mai un atteggiamento sopra le righe, mai una protesta esagerata (anche se a volte l’hanno fatta talmente grossa da far arrabbiare pure il buon Daniele), compagno esemplare. A chi prenderà il suo posto ma anche quello di Rischia il compito non solo di colmare la lacuna tecnica ma soprattutto quello di non far rimpiangere il cuore che per una vita hanno riversato per regalare successi alla propria città. Siamo altrettanto certi che Daniele sarà il primo tifoso della nostra squadra anche seguendola al di fuori delle transenne, e con lui amici e familiari che restano parte integrante della nostra famiglia con il loro incessante tifo sugli spalti. Realizzeremo meglio la cosa nella prima partita senza ascoltare quel nome durante la presentazione, alla ricerca dello sguardo e della spinta che solo chi ha il Palestrina nel sangue può dare. Tralasciando per un attimo lo stile e l’etichetta, lasciateci dire che resta una gran bella pagina del libro della nostra storia, ma che magari si esaurirà con un epilogo diverso. Grazie di tutto Ing. !

FONTE: Uff. Stampa Pall. Palestrina

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