Viola Reggio Calabria, parla Aurelio Coppolino

Viola Reggio Calabria, parla Aurelio Coppolino

Riceviamo e pubblichiamo.

di La Redazione

A circa tre mesi dalla cessione del 100% delle quote societarie, pur non ricoprendo più alcun ruolo, torno a scrivere della Viola a seguito del provvedimento disciplinare emesso ieri a carico della stessa unitamente al suo attuale rappresentante legale dal Giudice Sportivo, e verso il quale la società ha comunicato di avere “predisposto il ricorso”.
Spero che tale ricorso sia già stato presentato e -soprattutto- auspico una sua celere discussione da parte degli organi preposti, confidando in un positivo esito in grado di tutelare principalmente l’encomiabile lavoro garantito in questa stagione da squadra e staff col supporto attivo dei tifosi.

Sebbene avessi preferito evitare per motivazioni meglio espresse nel dettaglio in seguito, ritengo mio dovere intervenire per due ordini di motivi fra di essi collegati: fare chiarezza mediante la condivisione di documenti (anche inerenti la situazione societaria da me consegnata il 22 febbraio scorso all’attuale proprietà) e smentire nei fatti alcuni addebiti resi in maniera non sempre chiara ed esplicita.

1) PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE E LEGALE RAPPRESENTANTE – Nel comunicato della FIP emesso ieri (Img. 2), oltre alla perdita del titolo sportivo e delle due gare con Ravenna a tavolino, si infliggono al rappresentante legale pro-tempore 3 mesi di inibizione. Mediante e-mail da me inviata ieri sera (Img. 3) ho chiesto alla FIP celere rettifica in quanto l’unico ed attuale rappresentante legale è il sig. Andrea Gotti in rappresentanza della Mood Project come si evince dalla scrittura notarile allegata (Img. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10). Ricordo come in data 10 aprile (Img. 11), l’attuale società abbia comunicato di avere revocato lo stato di liquidazione, sollevando il dottor Fusco da me nominato unitamente all’avvocato Leuzzi.

2) SITUAZIONE CONTABILE VIOLA AL 22 FEBBRAIO 2019 – Nella giornata di ieri, sulla testata web Reggio a Canestro, ho letto con attenzione la nota riportata del dottor Menniti nella quale, come già più volte pubblicamente fatto in passato senza specificare alcun nome di presunti responsabili, afferma di essere “stato preso in giro sulla reale situazione della Viola”, ammonendo che poteva tirarsi indietro “denunciando tutti” (Img. 12, 13, 14).
Sia agli addetti ai lavori quanto al semplice tifoso, certamente non sarà sfuggito il dettaglio del debito di circa € 1.700.000,00 che ho esplicitamente richiesto di inserire coi relativi allegati al trasferimento delle quote del 22 febbraio 2019 (Img. 8, 9, 10), ed anche il contenuto della conferenza stampa del 30 ottobre 2018 a cui seguì comunicato stampa (Img. 15, 16).

3) ESPOSTO ALLA PROCURA – Nella stessa conferenza stampa del 30 ottobre, informai che giorni prima -esattamente il 22 ottobre, con integrazione del 21 novembre- presentai un esposto alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria a seguito, fra l’altro, delle richieste di Comune (19 settembre) e Città Metropolitana (19 ottobre) per canoni non pagati risalenti agli anni 2012 e seguenti relativi a PalaCalafiore e Pianeta Modena per un importo di € 820.000,00. Di tali incombenze, nessuna traccia nei documenti contabili da me ricevuti all’atto dell’acquisto del 4 luglio 2018 e nessun accenno nelle interloquzioni avute con diversi rappresentanti istituzionali a luglio ed agosto 2018 (Img. 17, 18, 19, 20, 21, 22).

Le denuncie si fanno, non si preannunciano.
Quando ad ottobre comunicai a squadra e staff della mia intenzione di ritirare la Viola era anche a loro tutela (prevedendo il loro conseguente svincolo) perché mi resi conto di una situazione -come oggi afferma anche il Trust, Img. 23- insostenibile, frutto di anni di mala gestio -nel silenzio delle diverse istituzioni e dei diversi media- condivisa fra attori diversi di cui spero presto possano essere appurate le responsabilità nelle sedi opportune.

Spero che dall’accordo tombale (Img. 24, 25, 26) ricevuto in forma anonima e sottoscritto nei giorni scorsi col sig. Muscolino, l’attuale società abbia potuto ottenere delle concrete garanzie in grado -si spera- di poter garantire la continuità aziendale qualora il ricorso avverso alle decisioni della FIP venga accolto.

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