Bogdan Bogdanovic – Il Lider Maximo

Bogdan Bogdanovic – Il Lider Maximo

La Serbia ha raggiunto la finale degli Europei grazie alle grande prestazioni del fuoriclasse ora ai Sacramento Kings: scopriamo come tutto il gioco nasca da lui.

“Archè può essere tradotto con i termini origine o principio, nel senso di ciò che sta all’origine delle cose, che ne è il principio, cioè l’inizio e la causa”.

I filosofi greci hanno ipotizzato e teorizzato che l’archè potesse essere l’origine di tutto. Oggi, se consideriamo la Serbia, questa figura è rappresentata da Bogdan Bogdanovic.

Il neo giocatore dei Sacramento Kings è la stella indiscussa della squadra di Djordjevic che, complici le assenze cui ha dovuto fare fronte, ha scelto di affidargli le chiavi della squadra facendolo giocare quasi nel ruolo di playmaker nonostante la presenza di Stefan Jovic.

Un collettivo molto forte – impreziosito dalla presenza di Marjanovic, un centro dominante a livello europeo – in cui brilla la stella del classe ’92, fino a questo momento protagonista di un torneo di assoluto livello in tutte le gare disputate.

Bogdanovic è il Lider Maximo di questa Nazionale, la punta di diamante chiamata a essere il primo finalizzatore del gioco della squadra ma al tempo stesso di crearlo, di trovare le soluzioni migliori per i compagni e metterli in ritmo. Difensivamente è una presenza, molto migliorato anche in questo nel corso degli anni, sfruttando la fisicità superiore rispetto alla maggior parte dei pari ruolo, cosa che gli permette di essere aggressivo in ogni situazione.

Quello che di lui impressiona sono il controllo del proprio corpo e del proprio gioco e la tranquillità con cui fa le cose sul parquet. Di lui Gigi Datome ha detto: “È un giocatore totale, sa fare il finto playmaker, giocare in tre ruoli, difendere anche meglio di quello che sta facendo per la stazza che ha. È fenomenale” Nel gioco della Serbia tutto parte da lui, che organizza il gioco nella metà campo offensiva: spesso ha la palla in mano e gioca soluzioni diverse in base alle caratteristiche dei suoi compagni, appoggiandosi generalmente al lungo in post per creare sponde per gli altri che si spaziano in maniera eccellente.

Eccellente nelle letture e nella visione del gioco, Bogdanovic conosce a memoria i movimenti dei propri compagni, sa scegliere il timing e la misura di un passaggio, premia le giocate dal lato debole e produce punti in quantità. A rimbalzo è diventato molto presente, è spesso il primo ricevitore del passaggio in uscita per trasformare l’azione in offensiva, guidando la transizione.

Obradovic e Djordjevic sono stati fondamentali nella sua crescita, migliorandolo anno dopo anno e passo dopo passo: in Nazionale è sempre vissuto al fianco di Teodosic, un assoluto fuoriclasse sotto Sasha, apprendendo al meglio le doti di playmaking del giocatore dei Clippers. Con l’assenza del gruppo che tanto bene ha fatto negli ultimi anni, è toccato al numero 7 prendersi sulle spalle l’intera squadra e trascinarla all’ennesima finale, la terza dal 2014 ad oggi.

E se nelle altre due occasioni l’avversario si chiamava USA, rendendo il compito quasi impossibile, la sfida alla Slovenia appare quanto mai equilibrata. Dragic e compagni arrivano all’appuntamento decisivo da imbattuti e sulle ali dell’entusiasmo per avere travolto la Spagna campione in carica, la Serbia ha perso solo contro la Russia nel girone ed è cresciuta in consapevolezza nel corso del torneo, migliorando il proprio gioco turno dopo turno dell’eliminazione diretta.

La finale sarà la gara che deciderà l’MVP di questa edizione di EuroBasket, il titolo non potrà non essere una lotta a due tra Bogdanovic e Dragic, i due grandi leader e migliori realizzatori delle due squadre. Due giocatori diversi, un playmaker  moderno lo sloveno, una guardia all around il serbo, ma ugualmente efficaci e con lo stesso killer instinct che emerge nei momenti clou delle partite.

Nelle partite ad eliminazione diretta, è stato proprio Bogdan a emergere nel finale: contro l’Italia, quando la squadra di Messina ha provato a cambiare l’inerzia nel quarto periodo, ha chiuso i conti con tre canestri consecutivi spaziali, contro la Russia ha fatto una serie di giocate che hanno impedito ad un indiavolato Shved di portare la sua Nazionale all’ultimo atto dell’Europeo.

La partita sarà anche la sfida tra due dei maggiori talenti europei: lo stesso Bogdan, che in questo torneo ha raggiunto la definitiva consacrazione prima di volare in America, e Luka Doncic, il nuovo fuoriclasse che avanza e pronto a segnare una generazione. La prima sfida importante tra i due se l’è aggiudicata il serbo vincendo la semifinale di EuroLega con il suo Fenerbahce, ora lo sloveno ha l’opportunità di rifarsi con gli interessi e vincere un titolo molto prestigioso.

Una finale inedita, un’opportunità da cogliere per entrambe, un’occasione da non lasciarsi sfuggire: Serbia-Slovenia sarà una partita di altissimo livello tra le due squadre che maggiormente hanno meritato di arrivare all’atto conclusivo, anche se con due percorsi diversi. Per Bogdanovic la possibilità di chiudere una stagione fantastica in modo storico, centrando la doppietta EuroLega-EuroBasket: il Lider Maximo serbo è pronto a colpire, ancora una volta.

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