[ESCLUSIVA] Matteo Soragna: “Raggiunto il miglior risultato possibile, ora dobbiamo ripartire”

[ESCLUSIVA] Matteo Soragna: “Raggiunto il miglior risultato possibile, ora dobbiamo ripartire”

Uno dei migliori giocatori italiani degli ultimi anni ha parlato dell’Italia e di EuroBasket, facendo un bilancio sul torneo e sulle prospettive future della Nazionale.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

L’Italia saluta EuroBasket 2017 dopo la sconfitta per mano della Serbia ai quarti di finale, che pone fine anche al biennio di Ettore Messina alla guida della Nazionale. Un Europeo positivo per gli Azzurri, per analizzare il percorso compiuto, le prospettive future e la situazione del basket italiano abbiamo intervistato Matteo Soragna, che sta seguendo il torneo con la squadra di Sky Sport.

Ciao Matteo, l’Italia si è fermata ai quarti. Qual è il tuo bilancio sull’Europeo giocato dagli Azzurri?

“Credo che l’Italia abbia raggiunto il massimo risultato possibile, fosse riuscita ad approdare in semifinale si sarebbe parlato di un grandissimo risultato. Quello che mi piace dire è che come hanno sottolineato in molti, questa squadra ha mostrato un proprio senso e un desiderio di competere al massimo livello pur con i limiti tecnici che sono presenti e con le assenze che ci sono state a questo EuroBasket”.

Si è concluso con la sconfitta di ieri il biennio di Ettore Messina come CT. Tu hai avuto la fortuna di essere stato allenato da lui, come giudichi questi due anni?

“Sicuramente le sue parole dopo la partita sono state chiare sul lavoro che è stato fatto. Credo che il Preolimpico sia stata una grossa delusione sia per i giocatori sia per Ettore, perché le Olimpiadi erano un obiettivo alla portata di quella squadra. Per quanto riguarda questa spedizione tutti – dallo staff tecnico ai giocatori – hanno la coscienza a posto per quello che è stato compiuto. Soprattutto lo scorso anno non è arrivato il risultato che ci si aspettava dalla Nazionale”.

Nelle ultime tre edizioni di EuroBasket, l’Italia si è sempre fermata ai quarti di finale. Tre squadre molto diverse tra loro, credi ci siano state delle occasioni perse o la nostra dimensione è di essere tra le prime otto d’Europa ma non tra le prime quattro?

“Per quanto riguarda questa Nazionale, come ti ho detto, credo che nessuno abbia qualcosa da rimproverarsi per essere usciti ai quarti di finale. Penso che quella che ha il rimpianto maggiore sia quella del 2015, che avrebbe potuto ottenere un risultato migliore e non ha sfruttato al meglio l’occasione: gli stessi giocatori ne sono consapevoli”.

Come si colma, se lo si può fare, il gap tra l’Italia e le potenze europee come Spagna, Serbia e Lituania, che da anni ottengono generalmente grandi risultati?

“E’ un discorso molto ampio da affrontare, sicuramente il lavoro che si fa alla base comanda e determina i risultati che si ottengono: quasi tutte le società in Italia hanno disinvestito nella ricerca dei giocatori. Si deve affrontare un processo lungo, guardare al lungo termine perché mancano i fondi ma serve partire dal basso andando a vedere i giocatori, studiarli per potere fare ripartire l’intero sistema”.

Quattro squadre rimaste all’Europeo. Chi vedi come favorita?

“La Spagna è la favorita, come lo è stata nelle ultime edizioni di EuroBasket. E’ una squadra che ha grande talento, profondità, fisicità e tra le rimaste è quella che ha i giocatori con maggiore esperienza vincente. Sono curioso di vederla all’opera nella partita di oggi contro la Slovenia, che sta giocando un’ottima pallacanestro. Oggi potremmo avere ulteriori indicazioni sulla Spagna”.

Cosa pensi delle finestre per le Nazionali durante la stagione, in cui mancheranno i giocatori NBA e di EuroLega?

“Tanti giocatori e allenatori si sono lamentati, credo sia una formula che non accontenta né i giocatori né i tifosi, mancano lo spettacolo e l’appeal. E’ in corso una lotta che secondo me non serve a niente e rischia solo di danneggiare le Nazionali”.

Il futuro dell’Italia si chiama Sacchetti. E’ una scelta che ti piace?

“Non sono la persona più adatta a giudicare queste scelte, negli ultimi anni Sacchetti ha proposto una pallacanestro non solo divertente ma anche efficace e vincente, perché a Sassari ha vinto tanto. E’ una Nazionale che deve ripartire, qualche giocatore smetterà, altri si prenderanno un periodo di riposo come ha fatto capire Gigi (Datome, ndr) con le sue parole. L’importante è che Sacchetti venga sostenuto e supportato da tutti, per il bene della Nazionale”.

Un’ultima cosa: perché l’Italia non vince nulla da tredici anni?

“E’ difficile dirlo, vincere non è mai facile, perché intervengono una serie di fattori quali la fortuna, il roster e altre. Quello che è certo è che ora siamo in difficoltà e abbiamo bisogno di tornare a produrre dei giocatori forti tra cui potere scegliere per fare crescere la Nazionale”.

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