Eurobasket 2015, Ottavi di finale: Marea Ceca, stesa una deludente Croazia

Eurobasket 2015, Ottavi di finale: Marea Ceca, stesa una deludente Croazia

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Foto: FIBA Europe.

Una squadra contro un roster, vince con pieno merito la squadra: la differenza tra le due cose è evidente in Croazia-Repubblica Ceca, primo degli ottavi della domenica di Lille. Da una parte il collettivo di Ginzburg, ritagliato attorno a Vesely e alla sapiente regia di Satoransky, capace di metter su una difesa intensa, degna degli ottavi di finale. Dall’altra una Croazia letargica, senz’anima, che ha avuto ricevuto risposte di personalità faticando a trovare la giusta sintesi tra veterani e giovani. Si sapeva che questo sarebbe stato un ottavo aperto alle sorprese, ma non così tanto.

Pronti via, subito ritmi e intensità non da tipico matinèe delle 12: si gioca in velocità, spesso anche con idee confuse. Sblocca la partita un jumper di Benda dalla media, ma è la Croazia a passar subito avanti perentoriamente con cinque punti di fila di Hezonja per il 7-4. La squadra di Perasovic cerca di coinvolgere Tomic, ma Vesely sotto le plance fa un grandissimo lavoro e stravince il confronto diretto: alla buona difesa e ai rimbalzi va anche aggiunto il lavoro in attacco, come dimostrano una gran schiacciata in reverse e un dolcissimo tiro nel cuore del pitturato. Il resto lo fanno il diligentissimo Satoransky e le triple del solito Schilb, che suggellano un micidiale parziale di 0-11 (9-18). Croati in difficoltà, i veterani Zoric e Simon provano a suonare la carica, ma Satoransky li ricaccia indietro firmando il 13-20 a fine primo quarto: una lezione di pallacanestro del play ceco, sei punti e cinque assist in pochi minuti.

Repubblica Ceca spettacolare in attacco ma soprattutto in difesa, dove genera recuperi e punti (13 da palla recuperata nel primo quarto). Sei punti del mortifero Jelinek portano i cechi sul +11 (15-26). La Croazia fatica a entrare nei giochi e a generare buoni tiri: le cattive notizie non finiscono perchè a 6′ dal riposo rientra Vesely, in panchina durante il parziale. Ma a far malissimo nel primo tempo è il cast di supporto, da un rovente Jelinek, undici punti tutti nel secondo parziale, a un Auda senza paura, sette punti nel break che sancisce il 25-40 ceco. La prima metà di gara è storia di un autentico dominio, come detto dall’eloquente 31-48 con cui si va negli spogliatoi: dice tutto sul gioco delle due squadre il rapporto assist/palle perse al break, per i disorganizzatissimi croati 11 perse a fronte di 5 assist, per i cechi dal gioco corale e ordinato invece ben 15 canestri assistiti (su 18) e appena 4 turnover.

Se il buon giorno si vede dal mattino per la squadra di Perasovic la ripresa non si mette bene, data la palla persa orribile di Rudez con cui si aprono le ostilità e soprattutto l’infortunio alla caviglia di Simon, che toglie ai croati un uomo esperto e di personalità. La marea blu invece non s’arresta, gran fisicità dietro e attacco ordinato anche quando deve affrontare la zona: in più, un protagonista diverso in ogni fase del match, tanto che durante il parziale che porta al +26 (33-59) è Benda a cominciare a incendiare la retina. Satoransky, regista da doppia doppia di un autentico capolavoro tattico, fa toccare il baratro ai croati dopo una palla persa imbarazzante di Saric. Ukic dalla distanza dopo nove minuti a dir poco aridi (solo due punti realizzati) sblocca l’attacco dei suoi, che trovano anche un insperato 7-0 sfruttando un momento di appannamento avversario: ma il passivo rimane pesante, 43-65 con un quarto da giocare.

La Repubblica Ceca, sul più bello, compie un piccolo errore decidendo di “sedersi”: lasciare tempo e spazio alla Croazia è pericoloso, ecco allora che Rok Stipcevic, ultimo ad arrendersi, abbozza una rimonta segnando cinque punti. L’ex Roma trova un appoggio in Hezonja che mette in -15 (54-69). Vesely e compari in chiaro calo fisico dopo trenta minuti perfetti, Ginzburg è costretto a chiamare timeout dopo un altro gioco da tre punti di Bogdanovic in contropiede. Una doppia palla persa croata e i canestri di Schilb e Vesely (due schiacciate per una partita da 20 punti) però scacciano via la paura. Vince la Repubblica Ceca 59-80, quarti di finale conquistati per la prima volta nella storia ventennale ceca, con pieno merito: sfuma invece la possibilità di derby slavo e la Croazia può solo recriminare per una partita in cui gli uomini di Perasovic hanno mostrato la loro faccia peggiore, perdendo 22 palloni e concedendo 34 punti da recuperi agli avversari.

MVP BASKETINSIDE.COM: Jan Vesely (20 punti, 13 rimbalzi e 2 stoppate).

Croazia-Repubblica Ceca
Croazia – Ukic 10, Bogdanovic 12, Hezonja 10, Saric 4, Tomic; Rudez, Stipcevic 8, Simon 9, Draper, Bilan 4, Zoric 2, Tomas ne. All. Velimir Perasovic.

Repubblica Ceca – Satoransky 10, Benda 11, Schilb 12, Pumprla , Vesely 20; Auda 9, Hruban, Welsch 2, Houska, Barton 3, Jelinek 13, Sirina.  All. Ronen Ginzburg.

Arbitri – Fernando Rocha (POR), Eddie Viator (FRA) e Benjamin Jimez Trujillo (SPA).

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