EuroMaxiBasket – Azzurri Over 50, un derby dopo l’altro!

L’Italia B Over 50 di Peppe Ponzoni affronterà L’Italia A di Roberto Gianni e Alessandro Angeli nei quarti di finale.

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Di Mario Natucci

L’Italia B Over 50 di Peppe Ponzoni affronterà L’Italia A di  Roberto Gianni e Alessandro Angeli nei quarti di finale. Il derby azzurro è fissato per giovedì alle 17,30. A un anno di distanza dai mondiali di Orlando la storia si ripete. Allora gli azzurri di Ponzoni e Bucci persero per la prima volta la sfida con i cugini, poi premiati con l’argento mondiale. Ora hanno la possibilità di vendicarsi in chiave europea. La squadra che vincerà la sfida, dovrà poi giocarsi un altro derby con l’Italia C, una formazione di estrazione romana, che è già stata ammessa alle semifinali. Per regolamento si vuole evitare che in finale vadano due squadre della stessa nazione, e dunque si rende necessario uno sfoltimento.

Regolamento da rivedere, va detto, che fa a pugni con i meriti sportivi. L’Italia C, sulla carta la formazione azzurra più debole, si ritrova in semifinale senza colpo ferire, mentre le altre due sono costrette a un duello fratricida. Sarebbe più saggio porre un limite alla partecipazione di squadre della stessa nazione. Ma la Fimba finora, per motivi di bottega, ha permesso l’iscrizione del numero più alto possibile di squadre, delle buone (poche) e delle meno buone (tante): più squadre si iscrivono, più soldi entrano nelle casse Fimba.

Intanto, nel corso del party offerto ai giocatori delle varie nazionali presenti a Novi Sad, è stata  annunciata la città che ospiterà gli Europei di Maxibasket del 2018: Maribor, in Slovenia.
Qualcuno fa notare che c’è un destino parallelo per  gli azzurri di Conte e per gli azzurroni delle tre nazionali Over 50: tutte le formazioni azzurre hanno imitato quella del calcio passando alla grande ai quarti di finale (e una addirittura alle semifinali). Ma c’è un altro parallelo che accomuna gli azzurri dei due sport: lo spirito spavaldo, aggressivo, senza fronzoli che hanno messo in campo. E ancora: quel tocco in più di fantasia, talento e imprevedibilità che è un patrimonio degli italiani soprattutto negli sport di squadra.

 Il parallelismo finisce qui: se Pellè con i suoi gol può essere una – graditissima – sorpresa, non lo è certo – tanto per fare un esempio – Riccardo Esposito, capocannoniere azzurro qui a Novi Sad. Non lo è perché Riccardo è uno che sforacchia le retine dei canestri avversarie da qualcosa come trent’anni raccogliendo punti in quantità industriali. Che sia un realizzatore di razza – da sotto, da fuori, da fermo o in corsa differenza – non meraviglia più nessuno. Può sorprendere, semmai, il fatto che a cinquant’anni suonati conservi una freschezza atletica in grado di spiazzare i difensori che gli si appiccicano addosso. Quanto a risorse atletiche intatte, c’è un azzurro che merita un applauso speciale: Marco Solfrini gioca, sì, nella categoria Over 50 ma da tre anni appartiene alla categoria Over 55, visto che di anni ne ha 58; eppure salta e schiaccia che è un piacere.

Ponzoni, il patron degli azzurri, pensava di mettere in campo qui a Novi Sad anche una formazione di Over 55 – di cui avrebbe fatto parte lui stesso. Poi il progetto non è andato a buon fine, ma è soltanto rimandato ai mondiali di Montecatini del prossimo anno. Dunque, Over 55 italiani che vi sentite ancora in forma, fatevi avanti, c’è posto e gloria per voi.

 Ma torniamo agli Over 50, ai Bucci Old Boys che puntano alle semifinali e poi al podio in questi Europei. La squadra, con l’arrivo di Mario Boni, è al completo, e appare equilibrata in ogni reparto. Bullara e Sbarra hanno fatto un buon lavoro in regìa, curando gli schemi ma pronti a colpire da fuori con concretezza. Tirel è attualmente in gran forma. E lo è anche Claudio Capone, che pure è stato fermo quasi un anno per un intervento chirurgico alla spalla destra (da cui partono i suoi tiri); a convalescenza finita, ha ritrovato in fetta la condizione atletica e in campo è quello di sempre, un’iradiddio per le difese avversarie.

Noli, esordiente in maglia azzurra, si è subito inserito bene, senza timori riverenziali e con una bella faccia tosta nel tiro da fuori. Da Boni ci aspettiamo che torni a essere in campo il Super Mario ben noto in tutt’Italia – e non solo. Deve solo smaltire la stanchezza che si è portato addosso da Montecatini. E tenere i nervi a posto: perché – secondo quanto ammoniva il grande Aleksander Nikolic – eviti di fare come “le vacche di Bosnia, che fanno tanto latte, poi con zampa rovesciano secchio”. Di Solfrini abbiamo già detto, e aggiungiamo che da quando si è sposato con Tania, giocatrice ucraina conosciuta proprio in un Europeo di maxibasket, sembra vivere una seconda giovinezza.

Nel reparto dei lunghi Carera è la solita roccia ai rimbalzi, Venturi trova nelle pieghe di una grande esperienza le risorse di mestiere in grado di tener testa a avversario più alti di lui; Bargna è esemplare nell’inserirsi negli schemi e, per finire, Sacripanti, altra new entry in azzurro, ha rappresentato una buona sorpresa, soprattutto per la decisione con cui si batte ai rimbalzi. Coach Azzarito si è seduto con la massima discrezione possibile (per non dire umiltà) sulla panchia che è stata di Bucci; e ha accettato di buon grado la collaborazione tecnica di Anzini, che con Bucci ha condiviso sette anni di esperienza nel maxibasket.

Il risultato è che la squadra non ha cambiato le caratteristiche date da Bucci: un po’ perché i giocatori sono nella maggior parte allenatori, e un po’ perché il  nocciolo duro della formazione è anche il più vincente, con tante medaglie vinte nel maxibasket. Per questo motivo questi Over 50 li abbiamo soprannominati i “Bucci Old Boys”. C’è un po’ di rincrescimento per chi – per vari motivi, soprattutto per lavoro – non ha potuto accogliere l’invito di Poinzoni ed è rimasto a casa. I nomi sono illustri: Antonello Riva, Larry Middleton, Corrado Fumagalli, Loris Barbiero  e Davide Lamma. Anche gli Over 50 di Roberto Gianni lamentano assenze importanti, Dan Gay e Ricky Morandotti. Soltanto con gli assenti si potrebbe fare una squadra da medaglia. Ma i rimpianti sono risolvono nulla, e la cosa migliore è metterli da parte. Come hanno saggiamente chiarito subito coach Azzarito e Peppe Ponzoni.

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