EuroMaxiBasket – Over 50, agonismo e sacrifici dietro l’oro di Novi Sad

Entusiasmante, ancora una volta, il bilancio delle squadre italiane agli Europei di Maxibasket di Novi Sad, in Serbia.

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Di Mario Natucci

Entusiasmante, ancora una volta, il bilancio delle squadre italiane agli Europei di Maxibasket di Novi Sad, in Serbia. Due medaglie d’oro sono finite al collo degli azzurri Over 50 e Over 45, e una medaglia d’argento è andata alla formazione Over 40. L’Italia fa così un altro passo avanti nel ranking mondiale del maxibasket, sia per la qualità del suo basket, sia per i successi che raccoglie nelle categorie più affollate e più difficili, Over 40, 45 e 50.

Il bilancio finale fa torto, tuttavia, all’Italia, nel senso che nella categoria Over 50 avrebbe meritato una medaglia anche una seconda formazione azzurra, quella di estrazione bolognese vicecampione del mondo in carica, allenata da coach Gambini. Il regolamento Fimba peraltro non consente a due squadre della stessa nazione di partecipare alla finale, e dunque le due formazioni hanno dovuto scontrarsi nei quarti.

Ne è uscita una partita bellissima, emozionante, protrattasi punto a punto, applaudita da giocatori, allenatori, appassionati. Alla fine sono stati premiati gli azzurri allenati per tanti anni da coach Alberto Bucci e a Novi Sad affidata a coach Alessandro Azzarito. Ma alla loro altezza va messa anche la formazione allenata da Gambini.

 Ai ‘Bucci Old Boys’ è toccato poi di fare il bis in finale con un’altra partita ricca di emozioni forti, di drammi personali, di capovolgimenti di fronte, di colpi di scena, e perfino di colpi proibiti, quando il serbo Milicevic ha perso la testa e ha aggredito il nostro Riccardo Esposito a calci. Poteva finire in rissa, evitata però per fortuna dagli altri giocatori delle due squadre che hanno dimostrato autocontrollo esemplare e fair play. L’episodio ha comunque fatto salire la tensione, già molto alta e ha aggiunto incertezza e thrilling in una gara che sembrava ideata da Hitchcock. L’Italia l’ha spuntata per un punto (66-65) dopo essere stata data per spacciata alla fine del primo quarto, chiuso sotto di 13 punti (10-23) e avere poi risalito la china stringendo i denti senza fino alla fine.
Che cosa avesse appannato i nostri nel primo quarto è stato difficile da capire al momento. Timore, stress, stanchezza accumulata nel torneo non spiegano in modo convincente il rovescio iniziale. La difesa ha permesso ai serbi di imperversare da fuori Capone e Esposito, realizzatori da sempre prolifici, hanno cominciato con un demoralizzante 0 su 8 in due. L’unico a tenere in qualche modo a galla la barca azzurra è stato Mario Boni, sia al tiro, sia in difesa (alla fine sarà il nostro miglior rimbalzista, con 7 palloni recuperati). Ma lì per lì c’era poco da sperare.

 La spiegazione del rendimento così scarso degli azzurri è venuta dopo la gara. Dopo pochi minuti di gioco Capone aveva avvertito un dolore muscolare alla coscia sinistra, che diventava sempre più forte. “Io avrei voluto correre – ha detto dopo la partita – ma non ce la facevo. A un certo punto sono dovuto uscire”. Anche Boni e Sacripanti avevano guai fisici, il primo una contrattura muscolare, il secondo ginocchio in disordine. Nessuno dei due si era lamentato prima di entrare in campo, né aveva fatto drammi, semplicemente avevano stretto i denti, e via. Così come Venturi, che si trascinava i postumi di una botta alla spalla. Conoscendo se stessi e il proprio fisico, hanno fatto leva sulla forza dell’agonismo, oltre che sul proprio orgoglio.

Capone ha dovuto aspettare tutto il secondo quarto in panchina; poi il dolore si è attenuato, ed è rientrato in campo, ritrovando subito la mira nel tiro da tre. Tutti gli acciaccati hanno trovato nelle loro grandi riserve di grinta e nella capacità di fare sacrifici la forza di andare avanti e addirittura di migliorare le proprie condizioni. In questo modo il distacco dalla Serbia è andato progressivamente riducendosi: sei punti (29-35) alla fine del secondo quarto, in cui Boni ha trascinato la squadra prima di uscire a riposarsi per il riacutizzarsi del dolore muscolare alla coscia. Tre punti (46-49) di distacco alla dine del terzo quarto, con Capone, Esposito, Bullara e Sacripanti a fare bottino.

La svolta della gara all’inizio dell’ultimo quarto, quando la nostra panchina ha ordinato la difesa a zona 3-2. I serbi hanno faticato ad adeguarsi alla nostra zona, i nostri hanno recuperato palloni preziosi e Capone si è scatenato nel tiro da tre, da due, in entrata, dando inizio a un break di 14-0.  Partita ribaltata. In vantaggio di 60-49 a sei minuti dalla fine, gli azzurro subiscono però la reazione dei serbi, che si portano sul 56-61 a 3 minuti dalla fine. A questo punto  il fattaccio accennato all’inizio. Esposito subisce un fallo duro da Milicevic e protesta con lui. Il serbo, che ha giocato a Napoli e parla bene l’Italiano, perde la testa.

Mentre Esposito è a terra gli tira una pallonata sulla schiena, poi le prende letteralmente a calci. Tutti i giocatori si precipitano accanto ai due e i serbi provvedono a neutralizzare Milicevic. Certo, Le proteste di Esposito devono essere state pungenti, dato che non è uno che le manda a dire, ma nulla giustifica la reazione violenta di Milicevic
La reazione serba non si ferma, 65-63 a un minuto dalla fine. A 42” dalla fine il punteggio è di 66-65. La difesa azzurra resiste, ed è il trionfo.
Dopo la gara, dopo i festeggiamenti innaffiati con lo spumante del nuovo – e fortunato – sponsor, gli italiani riprendono la via di casa. Boni, Capone  e Sacripanti zoppicano. Esposito ha il ghiaccio sul polso per una sospetta frattura rimediata per un calcio. Ma sono strafelici.

Ecco infine il tabellino degli azzurri:
ITALIA-SERBIA 66-65 (10-23; 29-35, 46-49, 66-65)
Boni 15, Sbarra 3, Noli, Capone 14 (4 su 6 da 3); Soilfrini, Esposito, Tirel 3, Bullara 5, Bargna, Venturi 6, Carera 2, Sacripanti 5. Coach Azzarito con Anzini

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