Il Diario d’Europa: freddi baltici? Non quando supportano il proprio team!

Il Diario d’Europa: freddi baltici? Non quando supportano il proprio team!

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Anche questo fa parte degli europei
Giornata molto intensa quella che ha dato il via ufficiale a questi Europei di basket 2015. Cazzeggiato giusto un po’ appena alzatomi, vado a rinfrescare mente e corpo (18 gradi temperatura massima) passeggiando per le vie di Riga. A dir la verità, dovevo solo mangiare qualcosa. Dopo una classica zuppa “Solanka” (zuppa con pomodoro, verdure varie, SALSA DI AGLIO, della quale non puoi astenerti se vuoi passare qualche giorno in Lettonia) e un po’ di carne, è già tempo di volare in Arena Riga, dove la prima palla a due sarà alzata alle 14.30 ora italiana. Un po’ di emozione mi assale, soprattutto quando dall’autobus che mi porta al Palazzetto vedo le vie invase di colori bianco-nero-blu dei tifosi estoni. Se ci pensate, queste sono nazioni che hanno lottato vari anni per diventare indipendenti e, anche solo una partita di basket, può dimostrare l’attaccamento alla propria nazione, al proprio popolo, alla propria bandiera.
La squadra in campo fa schifo, ma almeno si sono portati dietro loro…
Mentre la partita vola via tranquilla, grazie al dominio di Vesely e Schilb nella Repubblica Ceca, rimane uno spettacolo vedere sugli spalti tutti gli estoni che, ubriachi o meno alle 4 del pomeriggio, supportano la propria squadra anche quando vanno sotto di oltre 30 punti. Spettacolo che è solo l’anticamera di ciò che vedrò in seguito…
Arena piena e assordante quando è l’ora dell’inno
Infatti, tocca alla padrona di casa della Lettonia scendere in campo contro il Belgio: è una gara già molto delicata in vista della classifica finale del girone. Fino a 15′ prima dell’inizio, ci sono solo 2-3000 spettatori in tribuna e questo un po’ mi preoccupa. Tuttavia, finita la/le birra/e prepartita, entrano in massa al Palazzetto e lo riempiono di colori bianco-granata, colori della bandiera lettone. La partita è molto più tirata della precedente e, nonostante i baltici provino più volte a scappare, si fanno sempre recuperare da n Belgio che muove benissimo la palla ma non concretizza. Alla fine la Lettonia vince bene ed è tutta una Nazione – che una volta esula dall’hockey – ad esultare.
Per oggi, il vincitore è lui
Sarà la fatica di assistere alla prima gara, sarà un Janicenoks decisivo per la Lettonia, ma mi è venuta una fame tremenda. Mi dirigo allora al servizio catering per i media: per la qualità ne riparliamo quando torno in Italia… Vado fuori a prendere un po’ d’aria e vedo una marea verde arrivare verso l’ingresso: sono i tifosi lituani, più numerosi anche di quelli lettoni. Arena esaurita, 50 tifosi ucraini a dir tanto. Sembra una paseggiata per i baltici, ma l’Ucraina, sebbene a distanza di 8-10 punti, non molla mai. 5 minuti di distrazione e di gioco individuale – nella conferenza stampa il coach lituano Kazlauskas dirà che “sono arraabiatissimo perché non abbiamo giocato di squadra” – e i gialloblu tornano clamorosamente vicini, fino a mettere la testa avanti. Il tiro della vittoria, però, non va a bersaglio, e tutto il popolo lituano esplode in un urlo liberatorio.
Coreografia classica per i tifosi lituani. E le ballerine sono di un altro livello…
Ormai mezzanotte, me ne torno in centro, ma non passo nemmeno da casa perché a Riga è la notte bianca… Prossimo appuntamento domani per raccontarvi anche di Lettonia-Lituania, per la quale i biglietti sfumarono nel giro di pochissimi minuti. Lo spettacolo sarà assicurato!

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