Italbasket – A tu per tu con Melli, Hackett, Cusin

Italbasket – A tu per tu con Melli, Hackett, Cusin

Durante il raduno dell’Italbasket a Folgaria c’è stata la possibilità di fare qualche domanda ad alcuni degli azzurri.
Continuano le interviste con Nicolò Melli, Daniel Hackett e Marco Cusin

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Per la prima parte di preparazione in vista di EuroBasket 2017, l’Italbasket si è ritirata come di consueto tra le montagne trentine, a Folgaria. Tra un allenamento e l’altro c’è stata la possibilità di intervistare alcuni degli azzurri. Mentre la nazionale continua la sua preparazione nel capoluogo sardo, Basketinside accompagnerà gli appassionati fino al torneo internazionale di Cagliari dell’11 agosto, con le interviste ai giocatori della nazionale. Dopo Flaccadori, Filloy e Cervi, è arrivato il momento di Nicolò Melli, Marco Cusin Daniel Hackett.

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Nicolò Melli, foto Alessandro Vezzoli

C’è parecchio talento in squadra e messina ha molte frecce per il suo arco. Voi giocatori sentite molta pressione?

La pressione c’è sempre stata intorno a questa nazionale. Credo che sia anche normale che vestendo la maglia della propria nazionale si abbia a che fare con aspettative e pressioni. E se non arrivano da fuori devono arrivare se non altro dagli stessi giocatori. Se si parla del nostro gruppo, l’anno scorso siamo andati molto vicini al raggiungimento di un risultato importante, quindi mi sembra ovvio che ci si aspetti qualcosa da noi. La voglia di far bene da parte nostra c’è. Ora avremo queste settimane di preparazione per cercare di essere incisivi e solidi agli Europei.

Ormai sei uno dei punti fissi di questa nazionale, che ruolo credi di aver ritagliato all’interno di questo gruppo?

Abbiamo ancora diverse settimane di preparazione. Io mi impegnerò e vedremo che ruolo riuscirò a ritagliarmi all’interno della squadra.

Parlando della tua carriera fuori dalla nazionale: coach Obradovic ti ha voluto tanto al Fenerbahce, è una cosa di cui andare fiero…

Sì, per me è un grande onore. D’altra parte non è stato facile lasciare Bamberg e coach Trinchieri, ma la mia è stata una scelta consapevole. Spero che quella di Istanbul possa rivelarsi un’avventura soddisfacente, perché il Fenerbahce è una squadra con ambizioni massime a livello europeo.

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Marco Cusin, foto di Alessandro Vezzoli

 

Marco, partiamo parlando della squadra: che clima si respira nello spogliatoio, con tutte le motivazioni che sicuramente avrete per questa competizione?

Il clima è ottimo, il nucleo si conosce da un sacco di tempo e ora si sono inseriti degli ottimi ragazzi. Quindi posso dire che ora ci sia la giusta voglia di lavorare con continuità, di aiutarci l’uno con l’altro. Perché ora c’è bisogno di questo. Se si vuole arrivare a fare risultato c’è bisogno di aiutarsi e di conoscersi semore di più. E quindi c’è la voglia da parte di tutti.

Sei sempre stato un giocatore che mette in campo energia e sostanza, soprattutto in nazionale. Vedremo il solito “pandino”, cioè quel tipo di giocatore che fa di tutto per aiutare i compagni, che sia con un blocco o un aiuto in difesa?

Certamente. Io cerco di aiutare la squadra in ogni modo mi sia possibile, facendo quel che mi dice il coach, che sia cercare di prendere tutti i rimbalzi durante una partita o cercare di portare via un pallone. Se ci sarà da spendere un fallo duro lo farò, un blocco forte anche.

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Daniel Hackett, foto di Alessandro Vezzoli

Daniel, torni da  un’infortunio piuttosto pesante. Qual è la difficoltà nel rimettere piede in campo?

In realtà non sto vivendo affatto male questo ritorno. Mi sento bene sia mentalmente che fisicamente e mi sento il solito Daniel. L’unica piccola difficoltà sta nel ritrovare il ritmo partita, il tatto con la palla, ma sono cose che tornano con un po’ di tempo.

Quant’è importante per te questa competizione dopo un simile stop?

Un sacco. È un’occasione prima di tutto per tornare sul campo, sia a giocare che ad allenarmi. Abbiamo un evento importante davanti a noi e stiamo cercando di lavorare duro, di fare in modo che chiunque siano i dodici convocati si vada in campo con intensità e competitività.

Nel frattempo è finita la tua avventura all’Olympiacos, ma ne inizia un’altra altrettanto importante al Bamberg. Che cosa ti aspetti di trovare alla corte di coach Trinchieri?

Sinceramente non mi aspettavo finisse così presto l’esperienza in grecia, ma il basket è anche questo e ora mi aspetta un nuovo bellissimo capitolo con il Bamberg, che è una società in grande ascesa in Europa. La squadra di Trinchieri gioca una buona pallacanestro, quindi sono molto contento di aver firmato questo contratto e di trascorrere i prossimi due anni con loro.

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