Italbasket, le pagelle dell’Europeo

Italbasket, le pagelle dell’Europeo

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#00 – Amedeo Della Valle: 6

Già oggetto di culto per i tifosi, tra #facciacattiva e riccioli indomabili, Amedeo s’è adoperato più che altro nello scrollamento di asciugamani e nell’incitamento vocale ai compagni, ma alla prima esperienza a livello di Nazionale non ci si aspettava certo che partisse in quintetto. Ottima attitudine in allenamento, dopo 160 e passa minuti passati a guardare è stato chiamato in causa contro la Serbia (Beli riposava in quella gara) e al primo tiro ha subito infilato una bella bomba.
20 minuti di gioco totali nelle tre gare disputate, 11 punti con 3/9 al tiro: oltre a quella cattiva ha pure una bella faccia tosta, gli potrà tornare utile ai prossimi appuntamenti con l’Italia.

#3 – Marco Belinelli: 7

Il talento dalla collegiata di San Giovanni in Persiceto (cit. F. Lauro) è ormai giocatore più che maturo, da cui la Nazionale fatica a prescindere. Strizzato da Pianigiani fino all’ultima stilla (31.6 minuti a partita, solo Gentile ha giocato di più), a volte ha ripagato la fiducia posta in lui e altre è arrivato cotto nei momenti caldi; indimenticabili la scarica di triple (7/9 finale da oltre l’arco) con cui nel secondo tempo ha silurato la difesa spagnola e quella che con malcelata incoscienza ha chiuso i conti nel supplementare contro la Germania, ma purtroppo ricordiamo altrettanto bene le 3 pesantissime palle perse negli ultimi 5 minuti dei quarti di finale. Tiratore di striscia se ce n’è uno, anche se in difesa ogni tanto ha dei vuoti spaventosi, tutto sommato il Beli ha disputato un buon Europeo con più di 16 punti a partita, il 40% da 3 e una bella mano a rimbalzo. E se saltelli, segna Belinelli.

#4 – Pietro Aradori: 6/7

La capacità di segnare del cagnaccio bresciano ha dell’incredibile: a vederlo non gli si darebbe molto credito, ma il suo 1vs1 è più che affidabile anche a questi livelli. Lasciato (colpevolmente?) seduto per quasi tutta la prima partita contro la Turchia, dalla seconda partita (anche a causa dell’infortunio occorso a Datome) è diventato colonna portante dalla panchina italiana. Ottimo rimbalzista in relazione alla stazza, ha catturato un paio di carambole in attacco nel finale della partita contro la Germania che sono state decisive almeno tanto quanto i due canestri del Gallo. Talvolta s’è intestardito troppo sul pick ‘n roll con palleggi su palleggi che hanno portato a poco, ma non gli si poteva chiedere la luna.

#5 – Alessandro Gentile: 7 e 1/2

Arriva, se mai ce ne fosse stato bisogno, la consacrazione a livello internazionale per il piccolo LeBron James da Maddaloni: Ale ha infatti dimostrato una capacità quasi unica in Europa di penetrare a difesa schierata, spostando di forza anche avversari ben piazzati. Aggiungiamoci un tiro da fuori che sta migliorando vistosamente (anche se la parabola è sempre rivedibile), una difesa coriacea e i 23 anni non ancora compiuti: il futuro è suo.
Deve però migliorare ancora sotto l’aspetto mentale perché tende ad appoggiarsi troppo al suo strapotere fisico e tecnico per forzare oltre il limite, e quando le cose non girano rischia di perdere la testa. L’ultimo possesso dei tempi regolamentari contro la Lituania è da censurare, ma è stato lui il primo a riconoscerlo, e poi non si cresce senza sbagliare.

#8 – Danilo Gallinari: 8

MVP a mani basse di questa Nazionale, che pur ricolma di talenti vede nel Gallo la sua stella più splendente.
17.9 punti col 56.9% dal campo (!!!), 6.9 rimbalzi e 2.8 assist sono grandi cifre, che comunque non rendono l’idea dell’impatto che Danilo ha avuto in questo Europeo: la sua capacità di subire fallo è unica in Europa (e tira i liberi con l’87.9%), per non parlare della facilità con cui parte in palleggio da fuori area nonostante i suoi 208 cm.
Al suo primo vero impegno ufficiale da leader con la maglia azzurra ha risposto presentissimo, le uniche due pecche (se proprio dovessimo rinfacciargliene) sono il libero sbagliato nel finale contro la Turchia e il non aver voluto prendere più decisamente il proscenio in quella contro la Lituania; ma se nella prima ha infilato 33 punti tirando la carretta dall’inizio, nella seconda ha segnato il canestro che ci ha mandati all’overtime. Se non va nel quintetto ideale degli Europei, c’è qualcosa che non quadra.

#9 – Andrea Bargnani: 7-

Croce e delizia, come è sempre stato il Mago: nelle prime due gare è il fantasma di sé stesso, poi trova una splendida prestazione contro Gasol e da lì in poi è più attivo anche in difesa. Il suo piazzato dal gomito è a dir poco mortifero, praticamente una sentenza, e in talune circostanze dimostra anche un’aggressività che raramente ha sprigionato. La pecca principale rimane a rimbalzo, dove potrebbe sfondare ma va di malavoglia, e nella continuità a livello difensivo. Contro la Lituania non si sa se giocherà o meno, e per tutta risposta mette 21 punti (forse forzando un po’ troppo in attacco) e difende come meglio non potrebbe sull’ottimo Valanciunas (che comunque gli lascia un 26+15 sul groppone).
E un lungo titolare che ti tira 10/21 da 3 è sempre roba da leccarsi i baffi…

#12 – Marco Cusin: 6+

Ormai non si contano più i tagliandi del Pandino, che dai e dai fa su e giù come un forsennato per portar blocchi a chi andrà sui giornali il giorno dopo e fa il vuoto a rimbalzo difensivo. Si divide con Melli il ruolo di riserva del Mago, ma obiettivamente non riesce a dare la qualità dell’ex Milano; ciononostante, in difesa è ancora un mezzo totem e lo dimostra con i 3 stopponi rifilati ai cechi nell’ultima gara dell’Europeo. E conterà il giusto, ma nella partita contro la Lituania, pur avendo giocato solo 6 minuti, è l’unico ad avere un +/- positivo con +8.
Sarà stata la sua ultima uscita con la maglia della Nazionale? Non lo sappiamo, ma se così fosse avrebbe chiuso come meglio non si poteva chiedergli.

#13 – Gigi Datome: 10

Quanto ci è mancato Gigione… Con i se e con i ma non si fa la storia, però nelle prime due partite Gigione ci aveva dato un’idea di quello che sarebbe potuto essere il suo Europeo: buona difesa, presenza a rimbalzo, mano d’oro, carisma da vendere. Purtroppo una distrazione all’adduttore l’ha costretto a soli 33 minuti di gioco, per poi stare a guardare le ultime 6 partite dei suoi. Siamo sicuri che in spogliatoio però il suo ruolo sia insostituibile, e l’essere rimasto a fianco dei suoi compagni fino alla fine non può che valergli ancora di più (se ce ne fosse bisogno) i galloni di Capitano. Lo aspettiamo al pre-olimpico, sarà carico a molla.

#17 – Nicolò Melli: 6+

Se nell’Europeo 2013 gli era stato chiesto di fare pentole e coperchi prendendosi a sportellate con centri ben più larghi di lui, stavolta Nicolò si è trovato più a suo agio come lungo di rottura.
La difesa è il suo pane, ha piedi veloci che lo rendono uno dei migliori in Europa per tenere il cambio sul pick ‘n roll avversario e non sarà Jack Galanda ma qualche tripla importante sa metterla anche lui.
Pianigiani lo fa giocare con parsimonia, e per quel poco che si è visto non gli si può rimproverare alcunché.

#20 – Andrea Cinciarini: 6 e 1/2

In tutte le squadre, Nazionali comprese, il ruolo del gregario è fondamentale. Il nostro è il Cincia: playmaker di testa, da cuore oltre l’ostacolo, con gambe veloci e mani da rivedere. Il tabellino della partita d’esordio farebbe presagire il peggio per lui (3 falli in 9 minuti, nulla più), ma già dalla successiva Pianigiani gli dà fiducia e lui la ripaga come può, facendo girare la squadra al meglio senza mai forzare, cercando di tenere in difesa (senza riuscirci continuativamente) e segnando qua e là tiri da fuori anche pesanti.
Quella del play è la posizione in cui siamo probabilmente più vulnerabili e meno competitivi, ma uno come il Cincia dovrebbe esserci in ogni squadra.

#23 – Daniel Hackett: 6 e 1/2

Dopo tutte le polemiche che negli ultimi anni hanno visto protagonisti Danny e la maglia della Nazionale, finalmente HD23 fa parlare solo il campo: la mano è quella che è (10/32 al tiro totale), la gestione dell’attacco forse potrebbe essere più rapida, ma quello che dà in difesa nel ruolo di playmaker è il meglio che in questo momento possiamo vantare in Italia.
Parte dalla panchina ma spesso e volentieri finisce le partite in campo, questo per dire quanto lui e il Cincia siano giocatori diversi ma sostanzialmente intercambiabili.
La sua prestazione contro Kalnietis è da libri di scuola, e l’impietosa tripla spacca-gambe infilata dal lituano con Hackett che rovina a terra è un fermo immagine che non rende giustizia al romagnolo.

#33 – Achille Polonara: 6

Come per Della Valle, questo Europeo è tutta esperienza.
Contro l’Islanda e la Germania viene chiamato in causa per 2 miseri minuti per ciascuna gara, in cui non riesce a esprimersi. Al rientro subitaneo in panchina è stizzito, ma ci pensa Gigi Datome a rincuorarlo e a spiegargli probabilmente (dall’alto della sua esperienza in NBA) che anche il suo momento arriverà, di tenersi pronto. E infatti contro la Serbia riesce a stare in campo per più tempo, inchiodando quasi subito al tabellone un effimero lay-up di Nedovic.
Le sue sono più o meno comparsate, ma dimostra di poter stare anche a questo livello. Peccato per lui che nel ruolo siamo piuttosto coperti, ma mai dire mai.

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