L’alba di una nuova era

L’alba di una nuova era

La semifinale europea ha messo in mostra il grande talento di Luka Doncic, leader della Slovenia arrivata per la prima volta nella sua storia alla finale del torneo.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

11 punti, 12 rimbalzi, 8 assist, zero palle perse. In una semifinale europea. Vinta contro i campioni d’Europa. Portando la propria Nazionale alla prima finale della sua storia ad EuroBasket. Con la certezza di vincere una medaglia. Con l’ambizione che sia quella d’oro.

I numeri nella pallacanestro dicono tanto, quasi mai tutto, di una prestazione individuale. Quelli di Luka Doncic certificano – se mai ce ne fosse bisogno – una volta di più di essere di fronte non solo ad un assoluto talento, ma al miglior giocatore europeo potenziale dei prossimi vent’anni. Un veterano, un leader già con la sua Nazionale, preludio di quanto avverrà il prossimo anno a Madrid con la maglia del Real. La squadra allenata da Laso, nonostante l’infortunio di Llull, ha deciso di non sostituire l’MVP dell’ultima stagione di EuroLega. Nessun problema, c’è Doncic.

Un Doncic che ha iniziato a sbottonarsi relativamente alla possibilità di approdare in NBA al termine della prossima stagione, con la concreta possibilità che possa essere la chiamata numero 1 al Draft. E ci saranno tante squadre che lo vorranno avere a roster, un giocatore totale così decisivo a quell’età nasce una volta ogni generazione, forse.

La semifinale europea lo consacra nell’Olimpo della pallacanestro del Vecchio Continente, rappresenta un passaggio di crescita fondamentale nello sviluppo di un giocatore che sembra già essere fatto e finito per quanto riguarda il suo stare in campo, ma che migliora gara dopo gara. Uno dei momenti chiave della sua stagione, là dove ha compiuto il definitivo salto di qualità, è dopo gara 2 contro il Darussafaka: il Real perde una partita che potrebbe costare l’accesso alle Final Four, Luka gioca male e al termine della gara scoppia in lacrime in panchina. In gara 3 e 4 è l’MVP e trascina la squadra ad Istanbul, dove steccherà la sfida al Fenerbahce al termine di un anno sontuoso di certificazione del suo talento.

In Nazionale è uno show, fin dalle prime amichevoli: finalmente Goran Dragic ha una spalla di livello assoluto per potere puntare al bersaglio grosso. Sì, perché dopo anni in cui il talento del giocatore degli Heat è stato troppo spesso isolato quando contava, la presenza di Doncic costituisce un secondo attaccante di livello estremo. Il grande EuroBasket di Goran è frutto anche delle scelte e dalla tranquillità messe in campo da Luka, perno indispensabile nelle rotazioni di Kokoskov – per distacco il migliore allenatore del torneo per gioco offerto fino a questo momento – e giocatore chiave della Nazionale, formata da elementi non di talento eccelso ma uniti e compatti verso l’obiettivo. Doncic rappresenta il crack, la variabile impazzita in grado di spaccare le partite, di rompere gli equilibri: il sorriso genuino certifica i suoi 18 anni appena compiuti, la sua faccia tosta quando sale la pressione rappresenta l’evoluzione del giocatore moderno portato ai massimi livelli.

La partita di oggi contro la Spagna ha segnato il passaggio di testimone dai campioni in carica agli sfidanti emergenti. Ha segnato probabilmente la fine dell’epoca Pau Gasol-Navarro con la Seleccion e ha chiuso il ciclo vincente della squadra di Scariolo in Europa. E’ quasi come se i Gasol avessero passato il loro testimone al giocatore allenato da Kokoskov: la resa della Spagna è stata evidente davanti al nuovo che avanza. E’ l’alba di una nuova era, un’era che sarà inesorabilmente segnata dalla classe cristallina e dalle giocate di un fuoriclasse che si è disvelato in maniera definitiva nella semifinale di stasera. Una prova perfetta, un computer dotato di sentimenti sempre in controllo e in grado di fare la scelta giusta al momento giusto.

E’ questo che impressiona davvero del classe ’99, al di là della sua indiscutibile forza, perché la sua gioventù  non emerge mai in alcun momento della gara. Tante sono le responsabilità che si è preso nel corso della gara e del torneo, ma questo succede quando si è predestinati e chiamati a dominare la scena per gli anni a venire.

La Slovenia ha trovato il suo futuro, ma al tempo stesso anche il suo presente: la sua esultanza a fine gara, sdraiato per terra e incredulo per il risultato finale dimostra tutta la sua voglia di essere ricordato.

Stasera è iniziata l’era Doncic, un periodo destinato a durare a lungo e di cui sentiremo parlare negli anni a venire.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy