L’editoriale – Cara Italia, quante emozioni ci stai regalando..

L’editoriale – Cara Italia, quante emozioni ci stai regalando..

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“Davide prepara la valigia, si va a Lille! Si va a Lille non per fare i turisti ma per giocarcela sul serio!” Sturm und drang, impeto e passione e aggiungiamo orgasmo in ebollizione il dialogo, anzi l’urlo liberatorio (stile Munch), del duo Flavio Tranquillo e Davide Pessina alla fine di Germania-Italia in telecronaca alias Caressa-Bergomi “Andiamo a Berlino”.

Con la differenza che su Sky (non ce ne voglia Mamma Rai) abbiamo ammirato lo sport più bello del mondo. Siamo di parte? Può darsi, ma è lo sport più bello del mondo! Più bello perché dopo la “depressione nazionale” (più forte quasi della Grande Depressione americana del ’29) dei cestofili ed anti-cestofili dopo la sconfitta all’esordio contro la Turchia si poteva quasi chiudere testate giornalistiche, portali, gruppi su facebook, bar, pub, disco-pub e disdire abbonamenti o mini-abbonamenti sul satellite e d’intorni! Più bello perché dopo aver battuto con sofferenza (ed abnegazione), con rispetto parlando, i pescatori e gli operai islandesi si avvicina la partita (a quel punto) impossibile contro i (vice)mostri sacri delle furie rosse della España del Baloncesto di Gasol, Fernàndez, Llull, Reyes, Mirotic e compagnia bella! Ma è qui che gli Dei del Basket e i metereologi dichiarano la “allerta meteo” della “tempesta perfetta”. Ed è tempesta a Berlino contro il team di Scariolo il quale, per parecchie notti, sognerà i “tre tenori” Gallinari-Belinelli-Bargnani e tutto il team azzurro di Pianigiani. Capolavoro tattico, tecnico, balistico, caratteriale. Italia-Spagna una partita da far vedere per parecchio tempo ai più piccini e da registrare su MySky, sulla cronologia del tubo, sull’hard-disk del PC e nel cuore nonché nella mente di tutti gli amanti della palla al cesto! E il grande Carlton Myers (che “qualcosina” se ne intende e di queste partitine qualcuna ne ha giocata) in studio, prima della palla a due, si sbilancia dicendo “Siamo pronti, ci siamo!”. E noi, anzi gli attori in campo, lo prendono in parola! Oltre cento punti segnati e partita mai in discussione contro la Spagna. E’ qui che inizia il nostro Campionato Europeo per l’autostima acquisita, per il fatto che possiamo fare canestro in qualsiasi situazione contro chiunque, da pick’n’roll, da pick’n’pop, dal post basso, dalla lunga, dalla media, dal “famolo strano” o dalla porta d’ingresso del Mercedes Benz Arena! L’Italbasket c’è! E qui rubiamo un’altra celebre citazione dal mondo delle due ruote dove un “Dottore” con il numero 46 ci fa godere come questa Nazionale, attualmente la vera Nazionale degli sport di squadra!

E concludiamo da dove abbiamo cominciato questo lieto tributo dedicato all’attuale cammino nel girone di qualificazione che ci ha portato agli ottavi in quel di Lille. Affrontiamo i padroni di casa con le spalle al muro e con il “Re” del tiro in arretramento, certo Dirk Nowitzki da Würzburg, Tibor Pleiß e un Dennis Schröder stratosferico, imprendibile! E’ questa la partita più difficile perché è quella che conta per davvero, quella del “dentro o fuori” o giù di lì, la partita della consacrazione e che, a distanza di un solo giorno dall’apoteosi, nasconde tanti di quei tranelli ed insidie che Beirut con le sue mine ed i suoi cecchini le farebbe un baffo! Ma l’Italia c’è e scusate la ripetizione. C’è il gruppo, c’è una squadra che ha saputo soffrire, tenere il campo e non far mai scappare l’avversario, giocare sporco, speculare e colpire al momento giusto. Fondamentale il Gallo? Fondamentale il Beli o il Mago? Certamente, ovviamente, “comunquemente”! Fondamentali tutti, fondamentale il gruppo! Aradori con canestri pesanti e con due rimbalzi e recuperi determinati, adrenalinici! Il Cincia con un tiro che pesava come il Duomo di Milano poggiato su una amaca alle Bahamas ed un assist al Mago con gli occhi predisposti dietro la schiena. Il figlio di Nando che sa fare tutto ma proprio tutto (nelle sue vene scorre il sangue, non acqua! Cit.). Il Cuso che quando c’è da picchiare e dare legnate non bada al nome o al titolo nobiliare scritto sulla canotta del diretto avversario, Hackett che sa spingere e variare il gioco con esemplare, inaspettato altruismo e poi Melli, Polonara e un Della Valle che dalla panca studia e magari sogna un minuto da Dio. E con “jesus” out, pardòn Datome (è bene ricordarlo), è un “miracolo italiano”. Ed ora più che mai tutti uniti e piedi ben saldati al terreno. C’è ancora lo step contro la Serbia capolista, anzi c’è “Danilo step-back” (cit.) e c’è da attaccare il primo posto nel girone! Ma una cosa è certa, si va a Lille, si va agli ottavi e se Alex Del Piero twitta nel post gara contro la Germania “popopopopopopooooo” ci sarà da divertirsi!

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