Luka Doncic – Il LeBron James europeo destinato a dominare

Luka Doncic – Il LeBron James europeo destinato a dominare

Luka Doncic come LeBron James. Entrambi dominatori del gioco prima e dopo la maggiore età.

Sia ben chiaro, il titolo è una provocazione, un’esagerazione voluta da parte di chi sta scrivendo questo articolo. Luka Doncic non è LeBron James, di LeBron ne esiste uno solo ed è un prototipo di giocatore che la scienza deve ancora dirci da dove e come è uscito fuori. Ma questo Luka Doncic ha una cosa in comune con la stella dei Cleveland Cavaliers, ovvero l’essere un predestinato. Tutti sapevano che LeBron sarebbe diventato uno dei giocatori più forti della NBA e oggi come oggi, in Europa, c’è la stessa convinzione sul talento sloveno nato a Lubiana il 28 febbraio 1999.

Avete letto bene, 1999. Questo Europeo forse ci fa dimenticare che Doncic è diventato maggiorenne solo qualche mese fa, ed è questo che probabilmente fa più impressione riguardo al wonder boy del Real Madrid. Possono risultare normale i 50, 60, 70 punti nei tornei quando era bambino, può risultare normale anche essere premiato come il miglior giocatore juniores d’Europa (nonostante giocasse con compagni di 2 anni più grandi). Tantissimi giocatori che a livello giovanile dominano poi si perdono appena compiono il grande salto tra i grandi. Ma questo non è il caso di Luka Doncic. Lo sloveno non sta scalando le gerarchie, le sta divorando, facendo quasi passare per normale che una nazionale come la Slovenia, in cui c’è Anthony Randolph e un certo Goran Dragic, si affidi per 36 minuti ad un 18 enne in un quarto di finale di EuroBasket con doti di leadership stratosferiche.

La maturità, la leadership e soprattutto la faccia tosta mostrata da Doncic è qualcosa di fuori dal comune, qualcosa che si vede raramente in un campo da basket a quell’età, e da questo nasce il nostro paragone “scomodo”.

Nella vita, soprattutto cestistica, nulla è scontato. Un giocatore si può perdere, “rovinare”, in qualsiasi anno della sua carriera agonistica. Ovviamente incrociamo le dita, ma questo non sembra il caso di Luka Doncic. Migliora partita dopo partita a vista d’occhio, nella qualità e nella rapidità delle scelte. Fisicamente e muscolarmente è migliorato notevolmente rispetto la scorsa stagione e questo fatto lo sta aiutando parecchio. La partita di ieri sera contro la Lettonia è stato un clinic su come una guardia deve attaccare e vedere il canestro. Palleggio-arresto-tiro, mano sinistra, mano destra, tiro da 3 punti, controllo del corpo, penetrazione attaccando al canestro e soprattutto una decision-making, un’abilità di effettuare sempre la scelta giusta da veterano. 27 punti, 9 rimbalzi in 36 minuti di gioco per lui, che è rimasto ben 5 minuti in più in campo rispetto a Goran Dragic, per farci capire quanto sia fondamentale nelle gerarchie slovene.

Non manca nulla insomma nella prestazione mostre del 18enne sloveno.

Di fronte ha avuto un Kristaps Porzingis favoloso, capace di segnare 34 punti e trascinare la Lettonia nel giocarsi il tutto per tutto in un finale che sembrava a senso unico. Quello che abbiamo visto nel quarto di finale tra Slovenia e Lettonia è qualcosa destinato a far parlare di sé per anni e anni, una partita spettacolare, un duello tra due giovani superstar che domineranno la scena mondiale della pallacanestro futura. Futura solamente? Sembra di no. Porzingis è pronto a prendersi New York, con o senza Carmelo Anthony al suo fianco, dopo due stagioni da oltre 15 punti e 7 rimbalzi di media in maglia Knicks.

Luka Doncic, a 18 anni ha già giocato due stagioni in ACB e EuroLega con la maglia del Real Madrid e il terribile infortunio di Sergio Llull (il quale probabilmente salterà quasi tutta la stagione) sembra consegnare le chiavi della squadra di Madrid nelle sue mani. Il Real Madrid ha deciso di non acquistare nessun giocatore dopo l’infortunio di Llull, consapevoli di avere già una superstar in casa propria.

Dall’altra parte dell’oceano si comincia a parlare di Doncic in vista Draft NBA 2018, con le sue quotazioni in netto rialzo verso la numero 1. Se foste un GM di una franchigia NBA in fase di ricostruzione, avreste il coraggio di puntare su un 19enne (al momento del draft) sloveno che nelle prime 7 partite in nazionale maggiore viaggia a 16 punti, 3 assist e 8 rimbalzi di media in quasi 30 minuti d’impiego alla prima competizione internazionale di livello?

Abbiamo il vago sospetto che ci sarà la fila per il Wonder Boy sloveno.

Finché abbiamo l’opportunità di vederlo in Europa, godiamocelo, perché il suo destino non si fermerà alla ACB, all’EuroLega e al Real Madrid.

Luka Doncic è il futuro della pallacanestro mondiale e lo scopriranno ben presto anche dall’altra parte dell’Oceano.

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