Markoishvili è grande, ma non basta: la Russia è in vetta al girone D

Markoishvili è grande, ma non basta: la Russia è in vetta al girone D

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La bandiera georgiana si tinge subito di verde: i primi 14 punti sono infatti realizzati tutti da Markoishvili e Sanikidze, che militano entrambi nella serie A italiana. Alla pioggia di triple di questi ultimi cerca di rispondere Kirilenko, che tiene a contatto i suoi e, grazie agli scarsi risultati ottenuti dall’attacco georgiano con gli isolamenti di Pachulia, permette loro l’allungo scaturito dalle due triple degli 46” che chiudono la frazione di gioco.

Il secondo quarto comincia con un tanto interessante quanto ormai (purtroppo) raro duello nello spot di “5”: Mozgov e Pachulia fanno a sportellate sotto canestro dispensando deliziosi movimenti, ma i due massicci si annullano a vicenda e la partita rimane in equilibrio, almeno fin quando Monya non cerca di spaccarla con due martellate dall’arco. A nulla valgono gli sforzi di “Skita” Tskitishvili, che non può nulla contro la fiammata conclusiva di Kirilenko: si va all’intervallo con la Russia avanti di 13 lunghezze.

Sanikidze e Pachulia provano ad accorciare, ma la Russia arriva troppo spesso al ferro e il gap si dondola sull’altalena dei 10-12 punti per grandissima parte del terzo periodo. Soltanto nel finale Reynes cancella una cifra del distacco e porta i suoi sul -7.

Uno strepitoso Markoishvili inchioda il -5 prima di essere costretto alla panchina per il 4° fallo personale commesso a 9’14” dalla sirena. La sua assenza dai 28 metri del parquet stempera un po’ l’efficacia offensiva della sua patria, ma questo non vieta a Shengalia di accorciare ulteriormente sul 50-52 di 7’17”. La zona georgiana tarpa le ali al volo dell’attacco russo, che si schianta al suolo e rimane paralizzato per alcuni minuti, stordito dal forte colpo subito. Fortunatamente per la squadra di coach Blatt, la Georgia non riesce a sfruttare il momento e Vorontsevich, dopo più di tre minuti di astinenza, torna a muovere il punteggio dalla lunetta. Tanto basta per destare i russi, che con un paio di belle azioni su ambedue i lati del campo volano sul 50-58 a 2’56” dalla fine. Sembra che possano partire i titoli di coda, ma inspiegabilmente la Russia torna a soffrire oltremodo la zona proposta da coach Kokoshov e gli avversari si fanno di nuovo sotto con l’appoggio di Haynes del -4 a 2’19” dal termine. Bastano pochi secondi, però, perché le illusioni georgiane si sciolgano come neve al sole: Kirilenko estrae il coniglio dal cilindro per un gioco da tre punti che vale il +7 e consente alla Russia di conquistare temporaneamente la vetta solitaria del girone.

GEORGIA – RUSSIA 58-65 (16-20; 27-40; 45-52)

GEORGIA: Gamqrelidze, V. Boisa, A. Boisa ne, Pachulia 11, Tsintsadze 2, Shermadini, Parghalava ne, Markoishvili 21, Haynes 7, Sanikidze 10, Shengelia 3, Tskitishvili 4. All. Kokoskov.

RUSSIA: Vorontsevich 5, Mozgov 6, Bykov 2, Fridzov 9, Shved 7, Shabalkin, Khryapa 1, Antonov 3, Monya 12, Khvostov ne, Ponkrashov, Kirilenko 20. All. Blatt

 

MVP BASKETINSIDE: Kirilenko La sua notevole imprecisione dalla linea della carità non inficia una prestazione straordinaria, resa possibile dal suo fantascientifico controllo del corpo nei pressi del canestro. Inoltre, il suo gioco da tre punti valevole per il +7 a 1’53” dalla fine è di peso specifico incalcolabile.

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