Processo all’Italia: il punto della situazione e le pagelle

Processo all’Italia: il punto della situazione e le pagelle

PARTENZA SPRINT – Eppure l’Italia, complice una Serbia irriconoscibile, era partita decisamente bene chiudendo a + 8 il primo periodo. Nel secondo quarto però si fa avanti il vero problema degli Azzurri, manifestato anche nelle amichevoli di preparazione: il secondo quintetto non è all’altezza. E nonostante i minutaggi dei vari Carraretto, Maestranzi, Mordente e Datome non siano particolarmente elevati bastano, assieme all’appannamento delle stars o presunte tali, a far volare la Serbia che un secondo periodo da 25-11 annichilisce l’Italia.

PANCHINE – I nostri avversari non sono ricchissimi di grandi nomi (l’unico giocatore davvero extralusso è Teodosic, Krstic è un ottimo lungo ma non ci sembra inferiore tecnicamente a Bargnani) ma, oltre che nello spirito di squadra e nel sistema di gioco, la grande capacità dei nostri avversari è quella di poter trovare giocatori in grado di svoltare la partita anche tra le cosiddette seconde linee (cosa che non si può certo dire, almeno per ora, dei nostri Cinciarini, Datome, Cusin …). E così ecco che arrivano, tra gli altri, soprattutto Tepic e Macvan, non certo due giocatori particolarmente attesi, a diventare un rebus irrisolvibile per la nostra difesa.

ALTALENA – Nel secondo tempo la musica non cambia, anzi peggiora: la Serbia è un carro armato, la nostra difesa si disunisce e scivoliamo a – 18. Poi, all’improvviso, cambia di nuovo tutta l’inerzia: si sveglia  Bargnani (perchè se è vero che le riserve non sono all’altezza c’è anche da dire che se anche gli NBA scompaiono dal campo è proprio notte fonda), la difesa improvvisamente si alza di tono e, complice qualche distrazione di troppo della Serbia che ci concede due-tre contropiedi facili, torniamo a – 4 con l’impressione di poterci giocare un ultimo quarto sul filo dell’equilibrio e con l’inerzia psicologica dalla nostra parte. E invece avviene tutto il contrario, la Serbia vola facendo a fette la nostra difesa e l’ultimo periodo diventa presto garbage time.

DA COSA SI RIPARTE?

Innanzitutto domani c’è la sfida con la Germania, ormai decisiva per le sorti del girone (una sconfitta ci condannerebbe quasi definitivamente ad una triste eliminazione) e al nostro stato d’animo depresso fa da contraltare l’esaltazione tedesca, con Nowitzki e compagni reduci da un’asfaltata su Israele (risultato prevedibile nella sostanza ma non certo nei modi in cui è arrivato) con i teutonici che hanno tra l’altro smentito il luogo comune che li vede legati quasi esclusivamente alle prestazioni del fenomeno di Wurzburg, esibendo una squadra competitiva in tutti i reparti.

Non c’è dunque da essere troppo ottimisti, ma non bisogna nemmeno dimenticare le potenzialità di questa squadra che anche nelle amichevoli di preparazione ha dimostrato, nonostante un gioco quasi mai scintillante, di poter essere competitiva ad alto livello. Vanno invece assolutamente eliminate (o ridotte al minimo) le pause, caratteristica di questa squadra fin dai primi test di Bormio, e l’intensità difensiva che, se a tratti è asfissiante quasi quanto quella della miglior Siena di Pianigiani, in altre circostanze della stessa partita fa acqua da tutte le parti.

Per quanto riguarda l’attacco, quando riusciamo a correre in contropiede, soprattutto dopo una palla recuperata, quasi sempre arrivano due punti facili. Il problema è l’attacco alla difesa schierata, con la palla che circola decisamente poco e con troppi giocatori che preferiscono un tiro forzato ad un passaggio in più.

Ultimo ma non ultimo, i protagonisti individuali: il cast di supporto è stato completamente assente (Hackett escluso), ma anche i tre NBA, chi più chi meno, non hanno certo dato il meglio di se stessi in questa prima uscita. E se questo può essere un campanello d’allarme, dall’altro lato è un segnale degli enormi margini di miglioramento di questa squadra …

 

Passiamo alle pagelle dei protagonisti …

MAESTRANZI 4.5 Personalmente ritengo Maestranzi il miglior playmaker a disposizione della nostra Nazionale. Ma è altrettanto evidente che dall’infortunio della scorsa stagione non si è mai ripreso, ed è lontano parente dell’ottimo giocatore ammirato nelle scorse qualificazioni. Oggi è entrato in campo due volte: nel secondo quarto quando l’Italia ha preso la prima imbarcata, e in piena rimonta quando con due errori al tiro da 3 ad inizio azione ha frustrato la rimonta azzurra. Vero che ha bisogno di giocare tanto per entrare in ritmo e non è certo un play di rottura, ma in queste condizioni è difficile pensare di concedergli 25 o 30 minuti …

CARRARETTO 5.5 Il microonde di Siena in Nazionale non sempre riesce a rendersi straordinariamente utile come in maglia biancoverde: prestazione senza infamia e senza lode la sua, ma ci si aspettava qualcosa in più sia in difesa che in attacco, dove magari in una serata così carente al tiro da fuori poteva cercare di farsi trovare pronto sugli scartichi.

MANCINELLI 6 Suona la carica ad inizio gara ed è il migliore assieme ad Hackett nel primo parziale azzurro, poi si spegne pian piano assieme al resto della squadra. Sufficienza per l’impegno e la dedizione sempre immancabili alla causa azzurra, ma poteva fare decisamente di più.

BARGNANI 5.5 22 punti e 9 rimbalzi, un voto così sembra una punizione severissima. In realtà forse non è così, perchè se è vero che il Mago è stato l’artefice principale della rimonta di fine terzo quarto è anche vero che, pur continuando a segnare, nell’ultimo quarto si è spento assieme al resto della squadra e in generale non ha suonato la carica nei momenti di difficoltà. E’ un ottimo giocatore ma siamo ancora lontanissimi dalla leadership che dovrebbe avere, e in difesa troppo spesso ha lasciato banchettare i lunghi avversari.

GALLINARI 6.5 Ancora condizionato dai problemi fisici offre comunque una prestazione di buon livello. E’ mancato però nella seconda parte di gara quando probabilmente con il suo apporto le cose sarebbero andate diversamente. Dà l’impressione di poter dominare la scena ma in alcuni momenti della partita non incide, quasi sparisce, di certo i compagni non lo aiutano coinvolgendolo troppo poco per quanto meriterebbe.

MORDENTE 5.5 Una bella tripla dall’angolo nel secondo quarto e nient’altro. Non gli si chiede la luna in attacco, ma da un giocatore della sua esperienza una mano ad un gruppo giovane nei momenti di difficoltà dovrebbe darla. Oggi non si è vista.

CINCIARINI NG Soli due minuti di gioco e nessuna occasione per mettersi in mostra.

BELINELLI 3 Lo sconfortante 2/11 dal campo non rende abbastanza l’idea di una prestazione davvero oscena. Dovrebbe essere la nostra prima punta tra gli esterni, e invece oscilla tra i momenti in cui sparisce totalmente dal campo e quelli in cui ferma la palla per lunghissimi secondi per poi sparare una conclusione forzatissima e vanificare tutti gli equilibri del gioco d’attacco. Se è sempre questo, non si va da nessuna parte.

CUSIN 6 Non gli si può certo chiedere di essere il salvatore della patria o di battagliare alla pari contro i più quotati lunghi avversari. Ci prova comunque, mettendoci buona volontà e impegno, viene impiegato sostanzialmente solo nei primi minuti e non sfigura. I colpevoli sono altri.

DATOME NG 7 minuti che sembravano 2. Non si vede praticamente mai, è un giocatore di valore indubbio che però non ha lo spazio necessario per emergere, forse perchè chiuso nel ruolo da Gallinari e Mancinelli. Di certo così è poco utile alla causa.

RENZI NG Pianigiani lo lascia fuori come successo anche in molte amichevoli di preparazione.

HACKETT 7 Ha i suoi limiti, probabilmente ora come ora non è un giocatore da quintetto in un Europeo, ma quando è in campo non sfigura affatto. Attacca il ferro con decisione, pur non essendo un play puro mette discretamente in ritmo i compagni (anche 3 assist per lui) e in difesa è un mastino. I 27 minuti concessigli da Pianigiani sono la riprova di tutto ciò, oltre che il segno della nebbia sconfortante che c’è tra gli altri playmaker.

COACH PIANIGIANI 5 Difficile capire quante siano le sue colpe e quante quelle della squadra, ma non ha dato l’impressione di essere in controllo della partita. Il crollo tra secondo e terzo quarto è terribile, e se è vero che la panchina con poca qualità era un sospetto che ci si portava dietro da tempo, è anche vero che guida questa squadra da oltre un mese e aveva tutto il tempo per studiare al meglio le contromisure adatte a colmare questa lacuna. Il piano partita era buono e il primo quarto lo conferma, ma in competizioni come queste bisogna avere anche il Piano B e il Piano C. E l’Italia oggi non l’ha avuto.

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