Slovenia, che fatica contro questo Belgio guerriero!

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L’inizio è una sorpresa per chiunque si appresti ad assistere a una facile passeggiata della Slovenia su una nazionale sicuramente meno attrezzata da qualunque punto di vista la si analizzi: il Belgio fugge subito sul 10-2 grazie alle triple di Faison e Beghin. La Slovenia prova a cercare il post basso di Begic, che sfrutta la superiorità fisica per rintuzzare i feroci attacchi belgi dalla lunga distanza. Coach Maljkovic, dopo aver assistito alla sconfortante partenza dei suoi, decide che potrebbe essere meglio spenderci un paio di parole sopra. Dopo il timeout, le manovre offensive del Belgio perdono tutta l’efficacia dei primi minuti e la Slovenia, pur restando uno spettro della formidabile formazione che in realtà è, può così mettere la freccia con la tripla di Jagodnik che ha il sapore del gol (unico tentativo dall’arco andato a segno nel primo tempo per Lorbek e compagni).

Nella seconda frazione di gioco, la partita non si desta mai da un sonno profondo in cui Begic è l’unico dei suoi a volerci provare; la Slovenia appare stanca e in totale difetto di lucidità, tanto che Zoran Dragic arriva a commettere un fallo da principiante su una forzatura dall’arco di Steinbach. Il Belgio, dal canto suo, si limita a far girare la palla sul perimetro e ad accontentarsi di tiri senza ritmo che però sembrano comodi layup per la facilità con la quale finiscono in fondo alla retina. Nonostante un orripilante 1/10 da 2, i belgi riescono così a tenere il naso avanti sul 30-29 anche quando il secondo periodo giunge alla conclusione, grazie a un incredibile 8/14 dall’arco.

Al rientrio in campo, la Slovenia è offensivamente più attiva e riesce ad arrivare facilmente al ferro, cosa che gli permette inoltre di conquistare numerosi viaggi in lunetta. Con la tripla di Lakovic arriva il primo significativo vantaggio sloveno sul +6, ma Van Den Spiegel lotta come un leone e fa di tutto per consentire ai suoi di rosicchiare qualche punticino, sebbene le gambe non siano più quelle di una manciata di anni fa. La Slovenia è però irriconoscibile e il centro belga basta per far sì che la partita, quando sul cronometro mancano soltanto 10′, sia ancora tutt’altro che chiusa, in virtù del punteggio di 47-50.

Il Belgio non soccombe nemmeno dopo i primi 4′ del periodo, e anzi si avvicina ancora di più con l’appoggio di Moors che vale il 55-56 e costringe la Slovenia al timeout. Nemmeno il discorso di coach Maljkovic è però sufficiente ad aver ragione della strenua resistenza belga, la quale riesce invece ad ottenere addirittura l’aggancio, quando Maison, con l’ennesima forzatura, straccia la retina con una bomba a 3’34” dalla fine e impatta a quota 58. Goran Dragic realizza un gioco da tre punti e Beghin risponde dall’arco, ma Lorbek ne mette altri due e Lauwers sbaglia la tripla del pareggio. Per la Slovenia, la strada è a questo punto tutta in discesa.

 

BELGIO – SLOVENIA 61-70 (15-14; 30-29; 47-50)

BELGIO: Moors 4, Van Rossom, Beghin 9, Oveneke ne, Steinbach 5, Tabu-Eboma ne, Lauwers 9, Muya 2, Faison 13, De Zeeuw 7, Van Den Spiegel 16, Mbenga. All. Casteels.

SLOVENIA: Slokar 7, Lakovic 5, Rupnik, Ozbolt ne, Smodis 4, S. Udrih 2, Muric 2, G. Dragic 18, Jagodnik 5, Z. Dragic 6, Begic 14, Lorbek 7. All.Maljkovic.

MVP BASKETINSIDE: Goran Dragic. L’unico dei suoi a rispondere “presente” nel secondo tempo, eccezion fatta per qualche sprazzo di Lorbek. Non brilla di luce propria, ma risalta nella pessima partita giocata da tutta la sua formazione e il suo gioco da tre punti a 2’34” dalla fine indirizza pesantemente l’andazzo degli ultimi minuti di gioco.

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